Le pratiche di routine causano stress negli animali da laboratori

Manuela Cassotta – Biotecnologa, medical writer

Da: Balcombe J, Barnard N, Sandusky C. Laboratory routines cause animal stress. Contemp Top Lab Anim Sci 2004; 43(6): 42-51.

Le pratiche di routine sono fonte di stress per gli animali da laboratorio e possono influire negativamente sulla riproducibilità e la rilevanza degli esperimenti

Balcombe e colleghi, hanno esaminato 80 pubblicazioni per documentare il grado di stress potenzialmente correlato a 3 tipi di pratiche abituali riguardanti gli animali di laboratorio: manipolazione, prelievo di sangue, introduzione di sonda oro-gastrica. Per “manipolazione” si intendono tutte quelle pratiche routinarie non invasive correlate con l’allevamento e la pulizia degli animali: pulizia delle gabbie, spostamento delle stesse, spostamento degli animali. Per tutte e 3 le tipologie di pratica ed in diverse specie sono state rilevate significative variazioni nei parametri fisiologici collegati allo stress (ad es. concentrazione plasmatica di corticosteroidi, glucosio, ormone della crescita, prolattina, pressione sanguigna, variazioni comportamentali). I risultati di tale studio dimostrano che gli animali rispondono con rapida, pronunciata e significativa elevazione dei parametri collegati allo stress, per ognuna delle procedure esaminate. Tali alterazioni hanno una durata minima di 30 minuti dalla fine della pratica. I risultati dello studio suggeriscono che le pratiche abituali di laboratorio causino notevole stress negli animali e che gli animali non siano in grado di adattarsi alle stesse in tempi brevi: questi fenomeni hanno implicazioni etiche e scientifiche per quanto riguarda l’uso degli animali nella ricerca.

Manipolazione degli animali

La pulizia delle gabbie e le normali pratiche di trasferimento degli animali implicano necessariamente frequenti manipolazioni che si sono dimostrate fonte di notevole stress. I topi sono particolarmente schivi e tendono ad evitare il contatto con l’uomo, per loro sempre fonte di paura a meno che non siano stati condizionati in giovane età. Sono stati misurati diversi parametri fisiologici (marcatori di stress) in topi e ratti, sia in condizioni basali che in seguito a varie tipologie di manipolazione quali presa, spostamento della gabbia, trasferimento degli animali, pulizia della gabbia, aggiunta di nuovi oggetti, ecc. La manipolazione ha dimostrato di suscitare alterazioni nei parametri fisiologici, incluse alterazioni variabili del sistema immunitario.

Prelievi di sangue

E’ una delle più comuni procedure su animali da laboratorio. Nei roditori la vena caudale, giugulare o il seno retro-orbitale (occhio) possono venir utilizzate per effettuare prelievi di sangue venoso. A volte si incide la punta della coda o si esegue un prelievo intra-cardiaco. Nei primati si usa spesso la safena e nei conigli la vena marginale auricolare. Nel caso si necessiti di una cateterizzazione venosa permanente l’animale viene bloccato, legato e/o dotato di collare ad imbuto (elisabettiano) per evitare che l’animale cerchi di rimuovere il dispositivo. Il prelievo retroorbitale nei roditori, oltre a causare notevole stress (specie se effettuato senza alcuna sedazione) può comportare il danneggiamento del nervo ottico o di altre strutture intra-orbitali, con conseguente cecità, ulcerazioni, rottura, emorragia, infiammazione, infezioni ed infine degenerazione dell’occhio. L’abrasione della cornea provocata quasi sempre nel tentativo di arrestare l’emorragia causa sovente una vascolarizzazione ed un ispessimento della stessa, con conseguente enoftalmo (spostamento del bulbo oculare verso l’interno), ciò che causa notevole sofferenza agli animali. In uno studio effettuato su 204 ratti, tutti e 4 gli operatori (con decennale esperienza!) coinvolti, indussero danni importanti agli occhi degli animali (3 di loro indussero endoftalmo/esoftalmo in almeno 1 degli animali, 2 provocarono lesioni corneali, 3 furono responsabili di alterazioni intra-oculari). L’incisione ripetuta della punta della coda nei topi e ratti può danneggiare la cartilagine o le vertebre coccigee. E’ considerata una pratica molto dolorosa se praticata senza sedazione. Il prelievo ematico tramite puntura cardiaca è spesso causa di emorragie intra-toraciche (mortalità del 12%), per questo viene eseguito su animali che poi vengono sacrificati. Non dovrebbe mai essere effettuato senza anestesia. I primati (scimmie) reagiscono ai prelievi emettendo forti vocalizzi, rifiutandosi di entrare nelle gabbie di contenzione e cercando di evitare il trattamento coatto. I dati sui prelievi ematici su cani sono limitati ma quelli esaminati dimostrano reazioni comportamentali di stress quali rannicchiamento al suolo e tentativo di allontanarsi dall’operatore, paura, emissione di guaiti. Sono state rilevate significative variazioni nell’attività della renina plasmatica, della concentrazione di adrenalina e dell’ematocrito.

Sonda orogastrica

L’inserimento di una sonda attraverso la bocca fino allo stomaco (sonda orogastrica) è un’abituale pratica a cui vengono sottoposti gli animali di laboratorio negli studi di farmacologia e tossicologia per permettere la somministrazione di farmaci o sostanze per via orale. Ratti, topi, conigli e primati non umani sono gli animali più spesso coinvolti. Di solito la pratica viene condotta senza alcuna sedazione (non è possibile sedare un animale quando lo studio richiede una somministrazione ripetuta ogni giorno o più volte al giorno per lunghi periodi). La pratica implica la manipolazione e l’immobilizzazione forzata dell’animale e l’inserimento di un tubo di metallo rigido o di plastica flessibile (lunghezza tipica 10 cm per 2 mm di diametro) attraverso la bocca fino allo stomaco. Ciò comporta sempre interferenza con l’attività respiratoria e distensione dello stomaco. Altri potenziali fattori di stress includono le caratteristiche della sostanza somministrata che può essere irritante o tossica. Frequenti complicazioni sono l’aspirazione del liquido con tutte le conseguenze del caso (difficoltà respiratorie, irritazione, polmonite ab ingestis, soffocamento), compressione, perforazione, traumi esofagei, emotorace, morte. L’aspirazione del liquido si verifica nel 20-80% dei casi. Mentre le evidenze dimostrano che per un ratto il volume “ideale” somministrato attraverso sonda orogastrica dovrebbe essere sempre minore o uguale a 10 mL/Kg, spesso la quantità somministrata supera i 20-50mL/Kg. Per il topo e per il ratto i volumi massimi sono rispettivamente 30 e 50 mL/Kg, volumi oltre i quali si ha una notevole distensione gastrica ed aumento del tasso di assorbimento (e conseguente tossicità). Ciò può alterare in modo variabile i parametri farmacocinetici (come ad esempio assorbimento e metabolismo di farmaci) e tossicologici. Lo stress indotto dalla pratica può provocare danni al fegato.

terrore e stress animali da laboratorio

Conclusioni

E’ ragionevole asserire che la paura ed il dolore che gli animali provano durante le pratiche abituali di laboratorio sono i fenomeni che sottostanno alle alterazioni fisiologiche e comportamentali osservate (risposta allo stress). Ne viene che la maggior parte degli studi che coinvolge animali è intrinsecamente e significativamente fonte di stress per gli animali, ed è ragionevole ritenere che le alterazioni dei parametri fisiologici/comportamentali potrebbero influire sulla riproducibilità e la rilevanza di tali esperimenti.

Bibliografia

Balcombe J, Barnard N, Sandusky C. Laboratory routines cause animal stress. Contemp Top Lab Anim Sci 2004; 43(6): 42-51.

Barros AC, Muranaka EN, Mori LJ, Pelizon CH, Iriya K, Giocondo G, Pinotti JA. Induction of experimental mammary carcinogenesis in rats with 7,12-dimethylbenz(a)anthracene. Rev Hosp Clin Fac Med Sao Paulo. 2004 Oct;59(5):257-61.

Yardeni T, Eckhaus M, Morris HD, Huizing M, Hoogstraten-Miller S. Retro-orbital injections in mice. Lab Anim (NY). 2011 May;40(5):155-60.

LEAL PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE

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