In un mondo specista sono davvero pochi gli animali godono di qualche tutela per non parlare dei diritti. Le specie più violate e abusate sono gli animali considerati da allevamento e la fauna ittica. Il pesce, le aragoste i polpi. Una strage e uno strazio che come ha riconosciuto una recente studio a cura della London School of Economis, ha riacceso il dibattito sul tema. I ricercatori partendo da una letteratura già esistente hanno stabilito che ha affermato che sia i cefalopodi (polpi, calamari e seppie), sia i decapodi (granchi, astici e gamberi) torturati e straziati in allevamenti, pescherie e ristoranti sono essere senzienti. Sono capaci di apprendere. La grande intelligenza dei polpi è stata comprovata da numerosi studi. Sono animali capaci di usare strumenti per nutrirsi, di risolvere problemi e di collaborare con altre specie, ma anche di riconoscere un altro membro della propria specie e di memorizzare a lungo tecniche e procedimenti relativamente complessi, se necessari a sopravvivere. Jakob Vinther, biologo evolutivo dell’università di Bristol, ha spiegato che i polpi sono esseri estremamente complessi, che secondo lui avrebbero un’allegria e una curiosità molto simili a quelle degli umani. Inoltre provano dolore e rispondono ad analgesici o anestetici e questo facilita il loro riconoscimento ad animali da tutelare a pari dignità dei vertebrati. Il governo Uk lo aveva annunciato e il disegno di legge proprio lo scorso dicembre, ha ricevuto il via libera della Camera dei Lord. La “tutela” si traduce nel divieto di bollire vivi aragoste e granchi e condizioni più umane di trasporto, stordimento e macellazione.

In contrapposizione a questo evento si diffonde la notizia di un primo allevamento di polpi che verrà aperto alle Canarie da una multinazionale spagnola. La carne di polpo è consumata in tutto il mondo e come sta accadendo a molte altre specie marine la sua popolazione globale è minacciata dalla pesca intensiva. Per questo da decenni sono in corso studi per capire se e come sia possibile allevarlo in cattività, come si fa per molti pesci. Questo si tradurrà in uno strazio per migliaia di individui confinate in piccole e sovraffollate

porzioni di oceano. Inoltre i polpi sono animali molto territoriali e secondo gli esperti, potrebbero addirittura cominciare a mangiarsi l’un l’altro se fossero cresciuti assieme in un’unica vasca. Aspra la condanna di attivisti di scienziati e attivisti per i diritti degli animali.

Dopo anni di studi la spagnola Nueva Pescanova ha annunciato che nel 2023 comincerà a vendere i primi polpi cresciuti in allevamento.

Nueva Pescanova investirà più di 50 milioni di euro per produrre circa 3mila tonnellate di polpo all’anno, l’equivalente del 10 per cento di polpi pescati ogni anno in Spagna Nueva Pescanova sostiene che allevando i polpi in cattività si salvaguarderanno quelli che vivono in natura, le cui popolazioni sono sottoposte a pesca intensiva. I polpi però sono animali carnivori e per nutrirli servono grandi quantità di animali marini, come piccoli crostacei, sardine e aringhe, che andrebbero pescate in mare. L’allevamento intensivo di animali marini come gamberetti e salmoni ha creato diversi problemi di sostenibilità ambientale problemi: tra questi c’è per esempio la diffusione di malattie, che spesso si trasmettono anche al di fuori dell’allevamento. L’azienda inoltre non ha finora risposto alle numerose richieste di sapere come verrà gestita la struttura o come saranno uccisi gli animali.

La scelta vegana sarebbe sicuramente la soluzione a problemi degli animali e dell’ambiente.

https://www.ilpost.it/2021/12/23/primo-allevamento-polpi/

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LEAL SCEGLIE VEGAN PERCHE’ INCONDIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI E DELL’AMBIENTE

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