10 Giu, 2026

Sei cani di razza Drahthaar, il cane da ferma tedesco, rinchiusi in due furgoni metallici parcheggiati sotto il sole di giugno. Niente acqua, nessuna areazione, temperature elevatissime per ore. Il bilancio: tre animali morti. Un cane è stato rinvenuto già deceduto e due sono spirati dopo un disperato trasporto d’urgenza in una clinica veterinaria di Ozzano dell’Emilia. Gli altri tre cani sono stati recuperati in stato di shock termico grave.
È questo il grave bilancio del 5 giugno 2026 nei parcheggi di BolognaFiere, a margine del “World Dog Show 2026”, manifestazione organizzata dall’ENCI, Ente Nazionale Cinofilia Italiana. I proprietari dei furgoni, un cittadino italiano e uno straniero, sono stati identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria dalle forze dell’ordine intervenute sul posto.
La LEAL – Lega Antivivisezionista, da decenni in prima linea nella tutela degli animali e nella battaglia contro ogni forma di crudeltà nei loro confronti, ha sporto formale denuncia-querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Penale di Bologna, firmata dall’avv. Aurora Rosaria Loprete che rappresenta e difende l’associazione.
La denuncia contesta tre distinte ipotesi di reato.
• Il maltrattamento di animali ex art. 544-ter c.p., per aver sottoposto i cani, con crudeltà o senza necessità, a condizioni insopportabili rispetto alla loro natura etologica.
• L’uccisione di animali ex art. 544-bis c.p., ravvisando il dolo almeno nella forma eventuale: chi rinchiude un cane in un furgone metallico al sole estivo per ore accetta consapevolmente il rischio concreto della morte.
• L’abbandono di animali ex art. 727 c.p., per la detenzione degli esemplari superstiti in condizioni produttive di gravi sofferenze.
La LEAL chiede che siano accertate eventuali responsabilità penali degli organizzatori e dei soggetti preposti alla vigilanza dei parcheggi, qualora risultassero assenti protocolli preventivi adeguati.
L’associazione chiede inoltre il sequestro preventivo degli animali ai fini della necroscopia, il sequestro del veicolo, e l’acquisizione del verbale di sopralluogo redatto dalle forze dell’ordine e dall’ASP (Servizi Veterinari della ASL) eventualmente intervenuta. Ancora una volta si è costretti ad assistere a questi gravi episodi, di incuria, di totale assenza di attenzione. Gli animali considerati merce e non esseri senzienti.
“È inaccettabile – sottolinea Gian Marco Prampolini, presidente Leal – la morte atroce di animali trattati come oggetti da esibire, deprivati non solo della dignità, ma soprattutto di ogni necessità fondamentale per la vita. Senza acqua, senza possibilità di fuga, lasciati in agonia fino alla morte, nella totale indifferenza. Vogliamo pene esemplari. Quei cani non erano pacchi, ma esseri viventi con diritti inalienabili”.
La LEAL è sempre in prima linea. Fondata per battersi contro la vivisezione e per la tutela degli animali in ogni contesto, dagli allevamenti agli spettacoli, dalle strade ai canili, la LEAL porta avanti da anni un’azione di presidio legale e culturale che non si limita alla denuncia episodica ma costruisce, caso dopo caso, giurisprudenza e coscienza pubblica.
Il caso del World Dog Show, con la sua efferata visibilità, non può assolutamente restare impunito. LEAL ribadisce il proprio impegno nel contrastare ogni forma di crudeltà e nel promuovere una cultura del rispetto che riconosca agli animali la loro natura di esseri senzienti.
9 Giu, 2026

Da oltre un anno LEaL combatte affinché giustizia sia fatta per Timida, la cagnolina uccisa sui binari il 15 aprile 2025. La prima udienza del procedimento penale per la morte della cagnolina Timida, fissata per il 25 maggio presso il Tribunale di Siracusa, era stata rinviata ad oggi, 9 giugno, per impedimento dichiarato da uno degli imputati. Oggi l’Udienza predibattimentale è stata rinviata di nuovo, a causa della sospensione delle attività della Camera penale di Siracusa, per 5 giorni. Rinviata quindi al 23 giugno. Ma LEAL non si ferma, quello che è successo a Timida non si può e non si deve dimenticare. Tre imputati che dovranno rispondere di uccisione di animale con aggravante della crudeltà e di danneggiamento aggravato. Una battaglia per i diritti di Tutti gli esseri viventi che non si ferma.
Timida era una cagnolina di 14 anni, quasi cieca e sorda, accudita dai volontari di LEAL e Balzoo in via Lido Sacramento; un animale indifeso e fragile che purtroppo ha trovato sulla sua strada degli esseri senza scrupoli. Il 15 aprile 2025 qualcuno ha deciso che doveva sparire.
Secondo le indagini, M.C. avrebbe pagato 350 euro a M.A. per “liberare” l’area dagli animali, e S.G. avrebbe eseguito l’intervento: cucce distrutte e gettate in mare con i cuccioli ancora dentro, due cani portati via, Timida ritrovata straziata sui binari. Non si può tollerare una simile violenza. Normalizzare questi atti vorrebbe significare la perdita di quei valori che rendono gli esseri umani degni ed empatici.
Timida e Tommy, l’unico sopravvissuto, erano cani di quartiere accuditi con dedizione dalle volontarie Laura Merlino (LEAL) e Francesca Grasso (Balzoo). La loro scomparsa e il ritrovamento del corpo dilaniato di Timida lungo la linea ferroviaria hanno segnato un punto di non ritorno per chi da sempre tutela gli animali della zona.
Secondo le indagini, tre uomini — M.C., M.A. e S.G. — avrebbero agito per “sgomberare” l’area dove vivevano da oltre 10 anni gli animali, che pur innocui erano considerati fastidiosi per l’attività commerciale di uno degli imputati, che avrebbe commissionato la loro sparizione dal sito. Tommy è riuscito a scappare, Timida purtroppo no, è stata ritrovata dilaniata lungo i binari della ferrovia, con una corda accanto, dalle stesse volontarie che la amavano e l’accudivano.
LEAL è riconosciuta come parte offesa nel procedimento e segue il caso sin dal primo giorno, e dopo questo secondo rinvio, il fuoco non si spegne, si continua a lottare per la giustizia. Perché fare giustizia per Timida è fare giustizia per ogni essere senziente, maltrattato, sfruttato, abusato. LEAL è pronta a non abbassare la guardia ed è per questo che è importante che ognuno faccia la sua parte. Ogni individuo decida da che parte stare, con LEAL per Timida e per Tutti gli animali che pur gridando, non sono ascoltati.
8 Giu, 2026

Da lunedì 1 luglio, tutti gli store Lush italiani diventeranno piattaforme di attivismo, punti di raccolta firme e sensibilizzazione.
Lush si unisce alla campagna di coalizione “Dalla Parte Dei Crostacei”, che vede Leal in prima linea per dire basta alla sofferenza di astici, granchi e aragoste. Chi abita gli oceani va protetto, tutelato e rispettato.
Lush presenta la “bomba da bagno” Liberté Lobster affinché anche i crostacei siano tutelati da una legge, contro l’agonia che inizia con il trasporto e termina con la bollitura da vivi.
Lush in tutti i negozi italiani supporta la campagna “Dalla Parte Dei Crostacei”, invitando i propri clienti a firmare la petizione per chiedere una legge che garantisca tutela e benessere dei crostacei decapodi. Ecco perché il noto brand inglese, da sempre contro la crudeltà nei confronti di tutti gli esseri senzienti, ha realizzato la bomba da bagno Liberté Lobster (€6.00): un’aragosta che frizza nella vasca, con alghe arame raccolte a mano, ricche di minerali, per un tuffo nell’azzurro al profumo di estate e libertà. Il 75% del prezzo di vendita (al netto dell’IVA) verrà devoluto ad ALI – Animal Law Italia a sostegno della campagna.
È importante che i crostacei decapodi siano riconosciuti come esseri senzienti, in grado di provare dolore, conquistando questo traguardo come già è stato per altri animali.
“Dalla Parte Dei Crostacei” è la prima coalizione che riunisce, in difesa di questi animali, nove associazioni, tra cui Leal. La sofferenza di questi animali è estrema, spesso tenuti senza cibo per giorni, esposti a luce e a contatto col ghiaccio, per poi, al termine di questa triste agonia, finire in pentola vivi.
La giornata degli oceani è un’occasione per diventare attori contro questa inutile crudeltà.
“I crostacei non possono farci sentire la loro sofferenza e non hanno espressioni per fare leva sulla nostra empatia. Eppure, sono esseri senzienti che – sotto le loro corazze – percepiscono il dolore e conoscono, loro malgrado, le sofferenze prolungate che gli infliggiamo per convenienza durante trasporto, esposizione e nel supplizio della cottura mentre sono ancora vivi. Per questa ragione il supporto di Lush alle attività della coalizione ‘Dalla parte dei crostacei’ è molto importante, per mantenere accesi i riflettori sul fatto che ‘Anche i duri soffrono’ come dice il claim della nostra campagna.
L’attenzione verso la sofferenza di chi non ha voce rappresenta un passo importante per la costruzione di una maggiore sensibilità nei confronti di tutti gli esseri viventi, creando un ponte fra mondi che può contribuire non solo alla difesa degli animali ma anche alla creazione di società più giuste, sensibili, inclusive. Chi è attento ai diritti degli animali non dimenticherà mai quelli degli esseri umani, statene certi.”
[Ermanno Giudici, coordinatore della campagna Dalla parte dei crostacei].
La tutela dell’ambiente marino deve necessariamente comprendere anche i suoi abitanti, oltre 250.000 specie che vivono, provano sofferenza, e che sono considerati solo cibo. È una questione di diritti e di giustizia, sostenere le cause che difendono e promuovono il benessere animale. La Lush è fermamente convinta che difendere tutte le specie, senza distinzioni, sia il passo fondamentale verso una società etica, equa e rispettosa di ogni forma di vita.
“Essere dalla parte degli animali – tutti – è nel DNA di Lush: dalla storica lotta contro i test sugli animali culminata nel recente Lush Prize, alle tante campagne condotte in tutto il mondo contro la caccia, fino ai nostri numerosi ingredienti da progetti rigenerativi in difesa della biodiversità. Con questo prodotto della collezione Lush Giving, ci schieriamo anche noi ‘Dalla Parte Dei Crostacei’ sostenendo lo straordinario lavoro della coalizione per ottenere finalmente una legge che ponga fine alla crudeltà su questi esseri senzienti, perché nemmeno i duri devono soffrire!”
[Eva Pasquet, Lush Italia Giving coordinator].
Un sondaggio di Youtrend commissionato da Animal Law Italia, mostra un dato importante riguardo la crescente consapevolezza degli italiani nei confronti dei crostacei e della loro, innegabile, sofferenza.
Il 59% ritiene importante il benessere animale come criterio rilevante nelle scelte alimentari, il 64% vieterebbe la detenzione dei crostacei in vasche non idonee, il 61% è contrario alla cottura dei crostacei da vivi e soltanto il 6% nega che i crostacei possano provare dolore o stress.
Una campagna e una posizione, questa di Lush, che denuncia la sofferenza dei crostacei, in agonia per giorni prima di essere cotti vivi, tenuti legati, spesso amputati, tenuti al freddo e infine cotti in un’estrema ultima crudele pratica, fino a dieci minuti prima di spirare.
Tutela e diritti per tutti gli animali, per un mondo, finalmente, giusto.
CS Lush_Dalla Parte dei crostacei_GiornataMondialeOceani
8 Giu, 2026

Non sei una goccia nell’oceano. Sei l’intero oceano in una goccia.
(Rumi)
Sentire l’Oceano, la vastità di un universo parallelo, dove la terra si incontra con l’acqua, dove il vivere, il sentire, fluttua nella percezione dell’infinito. Da sempre la Leal si impegna nella tutela, la salvaguardia e la difesa di ogni essere senziente e del suo ambiente.
Scogli, rive, confini che si delineano e poi si infrangono, si fondono nell’assoluto. Altri mondi da noi, altre “Nazioni”, come recita il bellissimo film Earthlings.
Nell’universo d’acqua, la popolazione, spesso sottovalutata, dell’ambiente marino si confonde. Sono terrestri ma dimenticati, muti nella loro assenza di gravità.
Oceano dal greco Ωκεανός, la mitologia ci viene in soccorso, nome del dio, figlio di Urano e di Gea, cielo e terra uniti nel mondo meraviglioso del mare sconfinato, che occupa oltre il 70% della superficie terrestre.
Un continente liquido che ospita circa 250.000 specie marine. Si stima che soltanto il 10% sia ad oggi noto. Tuttavia, nella vastità degli oceani, si calcola, secondo il WoRMS, (World Register of Marine Species) che possano vivere tra uno e due milioni di specie ancora sconosciute!

L’impronta antropica è talmente devastante che si può considerare l’universo-oceano gravemente in pericolo. Gli sversamenti, gli sfruttamenti minerari (il Deep Sea Mining, l’estrazione mineraria in acque profonde che sta eliminando gran parte gli ecosistemi marini), la pesca intensiva, i rifiuti plastici: sono gli elementi che rappresentano la mano nera su questo mondo sfruttato e violato.
L’8 giugno è la giornata mondiale degli oceani, istituita nel 1992 durante la Conferenza mondiale per l’Ambiente e Sviluppo a Rio de Janeiro.
Non solo terra, non solo cielo, ma oceano. Un mondo prezioso quanto lo sono le foreste, da tempo anch’esse violate.
La riflessione importante resta proprio su quanto l’essere umano possa incidere sulla salute del mondo marino.
Minacciato da sempre, sfruttato, avvelenato.
Animali marini che ingoiano plastica, tartarughe intrappolate da esche o da reti, specie a rischio estinzione, animali considerati esclusivamente cibo o merce ad uso e consumo umano.
Di certo, una giornata dedicata agli oceani non può risolvere l’urgenza, ma è una goccia. E in questa goccia c’è l’oceano.
L’apparente silenzio del mare si traduce in dolore e grida di aiuto. Perché è innegabile che, tra tutti gli abitanti del globo, quelli marini siano tra i meno considerati.
Il loro dolore non è dolore, non parlano, non urlano, non soffrono. Eppure respirano, provano dolore, vivono.

“Dalla Parte Dei Crostacei”, la prima coalizione nazionale per la tutela dei crostacei che riunisce 9 organizzazioni, vede la Leal, dal 2025, in prima fila nella protezione di questi meravigliosi animali.
Astici, granchi e aragoste, fieri abitanti degli oceani, sono esseri senzienti, intrappolati nella gabbia della tradizione culinaria, quella che considera i crostacei cibo, che li cucina vivi, che li strappa al loro habitat per il gusto, sempre umano, di cibarsi di sofferenza.
Leal con la campagna “Anche i duri soffrono”, è dalla parte dei crostacei decapodi. Esseri che hanno un guscio duro, che possono sopravvivere fuori dall’acqua a lungo. Le ricerche scientifiche hanno confermato la loro sensibilità al dolore, all’agonia prolungata della cottura.
I terrestri sono tanti in questo globo eterogeneo, senzienti che respirano, che in varie forme abitano, che sentono, provano sofferenza, dolore, paura. Difendere questo diritto non è una scelta ma un dovere.
Per questo Leal si schiera dalla parte dell’ambiente, dalla parte degli animali, dalla parte di chi non è ascoltato. Perché non è vero che gli animali non hanno voce, sono gli umani che non vogliono ascoltare, tronfi e certi della loro supremazia.
5 Giu, 2026

Si è tenuta oggi ad Avezzano l’attesa udienza per la tragica uccisione dell’orsa Amarena, simbolo di una specie, l’orso bruno marsicano, unica al mondo e ridotta a poche decine di individui, un caso che ha sollevato un’ondata di indignazione in tutto il Paese.
Su un totale di ben 47 associazioni e realtà territoriali che hanno richiesto l’ammissione al processo come parte civile, il Giudice ha operato una rigorosa selezione, dimezzandone circa il numero. Tra le realtà ufficialmente ammesse a sostenere l’accusa figura, con pieno titolo, la Leal, rappresentata dall’Avvocato Aurora Rosaria Loprete.
Il riconoscimento della Leal come parte civile rappresenta un passo fondamentale per garantire che le istanze di giustizia e di tutela della fauna selvatica siano portate fino in fondo. Nel corso dell’udienza odierna, il Giudice ha disposto il rinvio del processo al prossimo 25 settembre 2026, poiché la difesa dell’imputato Andrea Leombruni ha richiesto un termine per valutare l’eventuale accesso a un rito alternativo.
“La nostra ammissione – afferma Gian Marco Prampolini, presidente Leal – tra le parti civili in un filtro così severo operato dal Giudice ad Avezzano conferma la solidità e la costanza del lavoro giuridico che Leal porta avanti da anni. L’uccisione di Amarena è stata una ferita profonda per tutti coloro che credono nel rispetto della vita e della biodiversità. Non siamo qui solo per chiedere una pena esemplare, ma per ribadire che la fauna selvatica è un patrimonio protetto e da proteggere senza sosta. Seguiremo con attenzione le prossime scelte processuali della controparte e saremo in aula il 25 settembre, determinati ad andare fino in fondo.”

“Il Giudice – sottolinea Avv. Aurora Rosaria Loprete, legale Leal – ha vagliato con estremo rigore la legittimazione di quasi cinquanta associazioni, ammettendone solo la metà e riconoscendo formalmente l’alto valore dell’operato di Leal. Il rinvio al 25 settembre per la valutazione di un rito alternativo da parte della difesa di Leombruni è un passaggio tecnico previsto dal codice, ma non cambia la nostra determinazione. Il nostro obiettivo in questo dibattimento resta fermo: far emergere la piena responsabilità per un gesto cruento e ingiustificabile, offrendo il nostro massimo contributo tecnico-giuridico affinché sia fatta piena giustizia per Amarena.”
Credito fotografico Daniele Stramaccioni