FESTA DELLA BRUNA: LEAL DENUNCIA CRUDELTA’ CONTRO GLI ANIMALI

FESTA DELLA BRUNA: LEAL DENUNCIA CRUDELTA’ CONTRO GLI ANIMALI

La tradizione se è tortura non è tradizione, ma crudeltà.

La Festa della Bruna: Il rito che dura da secoli, il dolore che non dovrebbe durare un minuto di più. LEAL denuncia.

Il 2 luglio di ogni anno a Matera si svolge la Festa della Bruna, una festa durante la quale un grande e pesante carro viene trainato da cavalli. Le immagini della festa sono veramente impressionanti: cavalli frustati, strattonati in un clima di caos e tensione. LEAL sporge denuncia attraverso i suoi uffici legali.

La Festa della Bruna di Matera è crudeltà, la tortura e i maltrattamenti inflitti agli animali non possono essere spacciati per tradizione o addirittura folklore. La tradizione se è tortura non è tradizione, ma crudeltà.

LEAL si impegna e si fa portavoce degli animali, maltrattati, torturati, considerati divertimento: “Considerare una festa dove animali spaventati, terrorizzati, sono alla mercè di un pubblico urlante e invasato non può essere considerato divertimento – afferma Gian Marco Prampolini, presidente della LEAL – da sempre sosteniamo che dove c’è tortura e violenza non può esserci divertimento. Queste non sono tradizioni, ma violenze e maltrattamenti”.

Cavalli in preda al terrore, ecco le immagini che il web ha mostrato, una festa dove l’imperativo non è il divertimento, ma la paura. Non è necessario, al giorno d’oggi, conservare queste “tradizioni” assolutamente non idonee al benessere animale; ma soprattutto dal punto di vista educativo, sono un messaggio pericoloso: gli animali sono considerati oggetti e non soggetti di diritto.

Gli animali provano paura, dolore, angoscia. Fondare una festa sul terrore e la paura non può e non deve ritenersi tradizione. “È ora di considerare qualsiasi festa che preveda l’impiego di animali, una forma inaccettabile di tortura e maltrattamento – continua Gian Marco Prampolini – in particolar modo le feste che, ad oggi, sfruttano l’animale come forma di svago o divertimento. Una festa religiosa, inoltre, è incompatibile con lo spirito di devozione e compassione, se a pagarne il prezzo sono animali indifesi. Il cavallo, animale fiero e meraviglioso, da sempre è considerato un oggetto, utilizzato in ogni forma di svago. LEAL sostiene la battaglia contro questo tipo di feste e chiede che si cambi direzione, che finalmente, il benessere animale sia considerato lo specchio di una società giusta e civile.

“Continuiamo la nostra battaglia contro questo tipo di feste che di tradizione non hanno nulla, sono a tutti gli effetti una delle tante forme di maltrattamento a cui gli animali, purtroppo, sono sottoposti – conclude Gian Marco Prampolini – e chiediamo che si cambi paradigma e, quindi, che l’animale sia, finalmente, rispettato e amato come merita. Pertanto non ci fermeremo sino a quando i responsabili non saranno puniti dalla legge”.

DDL CACCIA VUOLE METTERE IN GINOCCHIO LA FAUNA SELVATICA

DDL CACCIA VUOLE METTERE IN GINOCCHIO LA FAUNA SELVATICA

Il DDL Caccia (noto altresì come DDL sparatutto) metterà in ginocchio una fauna selvatica già martoriata

Il DDL Caccia è passato in Senato ma pochi dubbi avevo in merito. Questo Disegno di Legge fa parte di una delle tante promesse fatte da questo governo in campagna elettorale alle associazioni di categoria interessate (venatorie, zootecniche, ecc.) e alle lobbies delle armi, in cambio della promessa di un voto d’elezione. Non era pensabile che se ne sarebbero dimenticati o avrebbero bypassato il tutto, vista la pressione costante che gli interessati continuano a fare, per lo più inventando numeri e pericolosità inesistenti da parte della fauna selvatica. Questo voto, occorre dirlo, è anche il risultato del non facere dei precedenti governi che non hanno mai realmente fatto nulla per l’abolizione della caccia, la cui pericolosità per l’uomo, l’ambiente e gli animali di ogni specie è da tempo comprovata dai numeri e dai fatti.

Il DDL Caccia (noto altresì come DDL sparatutto) metterà in ginocchio una fauna selvatica già martoriata dal disinteresse della classe politica degli ultimi cinquant’anni. Ciò è sicuramente paradossale se consideriamo che, alla base delle attività di gestione (parola sempre troppo abusata) della fauna selvatica:

 Vi sono solamente numeri riportati da censimenti effettuati da personale in evidente conflitto di interessi,

 Personale che gli animali li abbatte durante la stagione venatoria, soggetti quindi che non hanno il minimo interesse a riportare numeri in diminuzione delle specie cacciabili.

Non di meno, è doveroso ricordare che l’attività di gestione stessa non ha mai risolto il “problema del numero elevato di animali liberi” a dimostrazione che non serve a nulla dare loro la caccia.

Una delle criticità riguardanti l’approvazione di questo emendamento, è da imputare anche alla mancanza di informazione fatta nel corso di questi anni. I numeri dicono che almeno l’85% degli italiani è contrario alla caccia sul territorio nazionale, secondo i sondaggi promossi dalla Fondazione Cappellino e realizzati dall’Istituto Piepoli e da Ipsos. Ma cosa è stato costruito intorno a questi numeri? È mancata un’informazione capillare da parte dei governi e una seria campagna istituzionale di educazione scolastica basata sul rispetto degli animali non umani. La coesione delle organizzazioni all’interno del movimento animalista non è stata sufficiente a contrapporsi alle associazioni venatorie e zootecniche unite in una sola forza. Gli interessi economici, purtroppo, sono più forti di qualsiasi motivazione etica, per quanto giusta e, soprattutto, condivisa.

A breve la Camera dovrà votare pro o contro il DDL Caccia. Dobbiamo continuare a lottare tutti insieme per ribaltare questa legge, pericolosissima e non rappresentativa della reale volontà degli italiani.

Cristiano Fant
Operatore Esperto in Etologia Relazionale, Qualifica specialistica n. 29/26
Responsabile LEAL fauna selvatica

LEAL CHIEDE LA REVOCA IMMEDIATA A ITALIA E EUROPA PER LA MACELLAZIONE RITUALE

LEAL CHIEDE LA REVOCA IMMEDIATA A ITALIA E EUROPA PER LA MACELLAZIONE RITUALE

Una richiesta formale è stata inviata ai vertici del Governo italiano e all’Europa per dire basta a una barbarie inaccettabile

Leal – Lega Antivivisezionista chiede al Governo italiano di eliminare la deroga che consente la macellazione rituale senza stordimento e chiede alla Commissione Europea di modificare il Regolamento (CE) 1099/2009, revocando così la possibilità concessa agli Stati membri di autorizzare o meno lo stordimento degli animali durante i riti religiosi. Per Leal la tutela del benessere animale deve essere un principio uniforme e non negoziabile: nessuna tradizione può giustificare il dolore. La richiesta arriva mentre, con l’inizio dell’Eid al-Adha, in tutta Italia migliaia di animali sono stati uccisi senza essere storditi. Leal ribadisce il proprio rifiuto della macellazione rituale, islamica come l’Eid al-Adha ed ebraica come la Shechità, pratiche crudeli, fuori dal tempo e incompatibili con una società etica. Consentire eccezioni nei macelli autorizzati rende il Regolamento UE, secondo Leal , del tutto insufficiente, poiché non tutela il diritto dell’animale a non provare dolore.

“La recente giurisprudenza italiana – afferma Gian Marco Prampolini, presidente Leal- vieta le macellazioni rituali fuori dai macelli, ma non risolve il nodo centrale: la sofferenza dell’animale resta identica, il luogo non cambia l’intensità del dolore”. Nei riti Halal e Kosher l’animale è cosciente mentre vengono recisi trachea, esofago e vasi sanguigni, perdendo conoscenza solo dopo secondi o minuti di dissanguamento.

Leal ha dunque scritto alla Presidenza della Commissione europea, alla Direzione generale Salute e Sicurezza Alimentare, alla Direzione Generale Ambiente, al Governo italiano per chiedere la fine della macellazione rituale senza stordimento.

L’associazione richiama proprio la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 13 febbraio 2024, secondo cui lo stordimento per evitare sofferenza all’animale sacrificato è pienamente compatibile con le pratiche religiose e non viola la libertà di culto, al contrario sancisce che il benessere animale si pone al di sopra di qualsiasi rito o tradizione. La macellazione senza stordimento, dunque, non è un obbligo religioso né un diritto da tutelare.

La richiesta di Leal è sostenuta dal Senatore Manfredi Potenti, responsabile Dipartimento Nazionale Tutela del Benessere degli Animali, che sostiene: “macellare animali senza previo stordimento, in deroga alle normative ordinarie, è una doppia violenza al comune sentire della nostra società. È dunque ora di riportare all’attenzione delle autorità europee l’opportunità di intervenire sulla deroga riservata alla macellazione rituale dal Regolamento comunitario”

DDL CACCIA: LE ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL PRESIDENTE FONTANA

DDL CACCIA: LE ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL PRESIDENTE FONTANA

“CHIEDIAMO IL COINVOLGIMENTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE E DI TUTTI GLI ENTI CHE RAPPRESENTANO GLI INTERESSI ASSOLUTAMENTE COMPROMESSI A SEGUITO DELL’APPROVAZIONE DELLA LEGGE”

Sono ben 57 le associazioni ambientaliste, animaliste, escursionistiche che hanno inviato una lettera formale al Presidente della Camera, on. Fontana, tramite la quale chiedono che, nel pieno rispetto dei regolamenti parlamentari, la Proposta di Legge (PdL) 2984, già 1552 del Senato, quello che stravolge profondamente la norma nazionale sulla tutela degli animali selvatici e sulla caccia, sia esaminata anche dalla Commissione Ambiente della Camera, oltre che dalla Commissione Agricoltura dov’è stata incardinata in sede referente.

Nella loro lettera le associazioni fanno notare come le modifiche che il contestatissimo provvedimento andrebbe ad apportare alla Legge quadro nazionale 157/92, avranno enormi ricadute sull’ambiente del nostro Paese e sulla fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato.

L’eliminazione del termine massimo della stagione di caccia, l’ampliamento del numero di specie cacciabili, la smisurata pressione venatoria correlata all’apertura della caccia nel demanio forestale e marittimo e all’ingresso di cacciatori stranieri in Italia, la riduzione obbligatoria per le regioni della superficie delle aree protette, il pieno rilancio della barbarie dei richiami vivi sono solo alcuni esempi che comporteranno innegabili ricadute sugli animali selvatici, sull’ambiente e sugli ecosistemi, oggi tutelati anche ai sensi degli articoli 9, 41 e 177 della Costituzione italiana.

“La decisione di assegnare questo importante e delicato provvedimento alla sola Commissione Agricoltura rischia di precluderne una valutazione sufficientemente ampia ed adeguata e siamo fiduciosi che Lei non intenda rinunciare al contributo di competenza e di autorevolezza che la Commissione Ambiente sarebbe senz’altro in grado di fornire per poter esaminare al meglio il suddetto provvedimento” – affermano le 57 associazioni nella lettera inviata al Presidente Fontana.

A dimostrazione di quanto il lavoro di modifica della Legge 157/92 abbia innegabili ricadute anche sull’ambiente, la stessa Commissione europea nel dicembre scorso ha inviato una puntuale nota al Ministero dell’Ambiente per esprimere la preoccupazione in merito ad alcune parti del provvedimento che, se non modificate, esporranno il nostro Paese all’apertura di una nuova procedura d’infrazione in materia ambientale: anche per questo motivo sarebbe importante poter contare sulla valutazione congiunta di entrambe le Commissioni Ambiente e Agricoltura.

L’estrema rilevanza della materia, sotto il profilo giuridico, scientifico, ambientale, sociale e culturale, unita alla grande risonanza e all’allarme che la questione ha assunto nei confronti dell’opinione pubblica, richiede che sia ascoltata ogni componente sociale interessata dagli impatti che questi lavori determineranno sulla tutela dell’ambiente e degli animali, nonché sulla fruizione stessa del territorio.

“Chiediamo quindi formalmente al Presidente Fontana che, ai sensi dell’art. 72 del Regolamento della Camera, i lavori siano assegnati alle Commissioni riunite VIII Ambiente e XIII Agricoltura, invitandolo a sottoporre, se del caso, la questione alla Giunta per il Regolamento” – concludono le associazioni.

Le associazioni firmatarie della lettera indirizzata al Presidente Fontana:

Afni – Altritalia Ambiente – Alleanza Antispecista – Altura – Amici Della Terra – Animal Aid Italia – Animalisti Italiani – Animal Law Italia – Animal Voices United – Asoim – Associazione Caretta Caretta -Associazione Io Non Ho Paura Del Lupo – Cai – Cerm – Cirf – Ciso – Earth – Ebn – Enpa – Essere Animali – Eticoscienza – Feder Trek – Federazione Pro Natura – Fondazione Capellino – Fondazione Cave Canem – Fondazione Marevivo – Gaia Animali&Ambiente – Garol – Green Impact – Greenpeace – Grig – Gruppo Insubrico Di Ornitologia – Gybn Italy – Humane World For Animals – Isde – Lac – Lav – Leal – Legambiente – Leidaa – Limav – Lipu BirdLife Italia – Lndc – Man – Mountain Wilderness – Nahr – Oipa – Rete Dei Santuari – Rewilding Appenines – Salviamo L’orso – Società Ornitologica Italiana – Sos Gaia – Sropu – Srsn – Vas- Waldrappteam – Wwf Italia

 

 

 

BLITZ ALLA CAMERA PER ACCELERARE APPROVAZIONE “LEGGE SPARATUTTO”

BLITZ ALLA CAMERA PER ACCELERARE APPROVAZIONE “LEGGE SPARATUTTO”


Già il 30 giugno la Commissione Agricoltura della Camera inizierà a lavorare al DDL 1552, che vuole ampliamento indiscriminato di luoghi, periodi, mezzi e specie da cacciare. Nessuno è più al sicuro.

Il 23 giugno scorso, il Senato ha approvato il disegno di legge 1552, il cosiddetto DDL caccia. Il provvedimento, a prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan e sostenuto dal ministro Francesco Lollobrigida, passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva.Scomoda questa parola, “definitiva”, perché questo significa la fine del diritto all’esistenza per molte specie. Criticità enormi dovrebbero spazzare via qualsiasi dubbio, ma purtroppo in questo momento storico, il diritto va difeso, come si difende un territorio in guerra. Questa velocità è raggelante. Perché tanta fretta?
Qui il testo di convocazione della Commissione

Agricoltura_XIII_29-06-2026_03-07-2026_0001

DDL Caccia: cosa cambia, quali pericoli, perché dire no. La figura del cacciatore cambia, non è più lo “sportivo” che uccide per diletto, diventa il bioregolatore e la caccia a tutti gli effetti diventa attività utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità degli ecosistemi. Una narrativa che non poggia su nessun fondamento scientifico e propone come visione un paradosso inaccettabile.

La LEAL, Lega Antivivisezionista, è pronta a combattere questo sfacelo, una norma che renderebbe possibile lo sterminio di specie già a rischio. “Non è possibile che dopo tanti anni di battaglie contro la caccia, non si riesca ad arginare questo fenomeno – dichiara Gian Marco Prampolini, presidente LEAL (Lega Antivivisezionista) – un danno enorme alla biodiversità e alla conservazione naturale di molte specie, oltre che l’ennesimo abuso nei confronti degli animali”.

Più specie cacciabili, più spazi destinati alle attività venatorie, sempre meno casa per gli abitanti dei boschi, delle spiagge, dei luoghi che dovrebbero farli sentire al sicuro. Il cambio di paradigma è una manovra per agevolare lo sterminio programmato delle specie che, a detta dei sostenitori del disegno, sono dannose per l’agricoltura e l’allevamento, gli ungulati per esempio. L’Italia ha una triste storia di infrazioni legate alla caccia: nel 2009 la Corte di Giustizia UE l’ha condannata per deroghe illegittime sulla caccia ai piccoli uccelli e successivamente, nel 2010, ha subito un’ulteriore condanna perché le normative regionali avevano trasformato le deroghe (che dovrebbero essere misure fuori dalla norma, quindi eccezionali) in caccia abituale a specie protette; nel 2014 è stata avviata una procedura per l’illegale utilizzo di richiami vivi; altra procedura nel 2015, per caccia durante periodi vietati.

Negli ultimi vent’anni l’Italia ha ricevuto oltre venti lettere da Bruxelles, tutte legate a violazioni che il DDL 1552 vorrebbe riproporre e amplificare. LEAL, sempre dalla parte degli animali, continua la sua battaglia.
L’iter del Senato non è stato corretto: audizioni condotte in modo irregolare, problemi giuridici e scientifici, segnalati e sistematicamente ignorati. Un caso emblematico, che fa veramente dubitare di questo disegno, è quello della lettera di contestazione della Commissione europea, tenuta nascosta durante i lavori parlamentari. Sono azioni queste che sollevano un legittimo dubbio sulla trasparenza del processo di approvazione, accelerato, peraltro, con l’obiettivo, dichiarato, di portare il testo in aula entro l’estate, per la definitiva approvazione.

“Se questi sono i prodromi, è evidente che si sollevi un dubbio sulle motivazioni reali di questa manovra – continua Gian Marco Prampolini – il cui motore sono esclusivamente interessi economici e politici.”

L’approvazione di questo disegno, prospetta un pesante e pericoloso futuro per le specie, oltre ad autorizzare a tutti gli effetti, una caccia selvaggia e senza scrupoli.

“La nostra posizione, come sempre, è in difesa degli animali, abitanti di questo paese che non hanno nessun diritto – conclude Gian Marco Prampolini – il nostro obiettivo, di coscienza, è difenderli: se non lo facciamo noi, chi altri? Quindi non molliamo la presa e anche la speranza che, in un momento di resipiscenza empatica, qualche voto contrario in più alla Camera, finalmente faccia la differenza.”

crediti foto di copertina Fondazione Capellino