27 Gen, 2026
La scienza ha appena compiuto un balzo epocale con il primo “polmone umano su chip”: un modello bioingegnerizzato che respira e simula patologie reali utilizzando esclusivamente cellule staminali umane.
Sviluppato dal Francis Crick Institute in collaborazione con AlveoliX, questo dispositivo “lung-on-chip” crea una barriera alveolare tridimensionale composta da cellule epiteliali, endoteliali e macrofagi derivati da un singolo donatore. Grazie a un sistema microfluidico, il chip imita la meccanica del respiro attraverso uno stiramento ritmico, favorendo la formazione di microvilli e risposte immunitarie accurate. I ricercatori hanno già testato infezioni complesse come la tubercolosi, ottenendo risultati realistici in soli cinque giorni.
La notizia, di rilevanza mondiale, è stata ripresa con enfasi sia dalle riviste scientifiche di settore sia dai media generalisti. LEAL, da sempre in prima linea per l’abolizione della vivisezione, sottolinea come traguardi simili confermino che i modelli animali appartengano ormai al passato. Storicamente poco predittivi per la fisiologia umana, tali metodi presentano infatti un tasso di fallimento nel 90% dei test preclinici.
Questo chip offre dati umani precisi per lo sviluppo di nuovi farmaci, lo studio di malattie respiratorie (Covid, asma, cancro) e l’avanzamento della medicina personalizzata, riducendo drasticamente costi e tempi di ricerca. È la prova definitiva che etica e progresso scientifico possono, e devono, coincidere.
Fonte https://www.eurekalert.org/news-releases/1111196


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26 Gen, 2026
LEAL, insieme a una coalizione di altre nove realtà animaliste (tra cui OIPA, Lida Catania e associazioni locali), è scesa in campo per fermare il trasferimento forzato di 13 cani randagi attualmente ospitati presso il rifugio ACAE di Mascalucia.
La diffida legale, inviata al Comune di Tremestieri Etneo (CT) e alla Commissione Straordinaria Prefettizia, contesta la decisione di spostare gli animali in una struttura distante a Caltagirone.
Il trasferimento non è solo un atto burocratico, ma una vera e propria “deportazione” che ignora la natura di esseri senzienti degli animali.
Questi 13 cani seguono da anni un percorso di riabilitazione con volontari ed esperti: un progetto virtuoso che ha già portato a 111 adozioni su 171 cani gestiti.
Sradicarli dal loro ambiente per spostarli a decine di chilometri di distanza significa:
Interrompere il percorso di adozione e il contatto con i volontari. Causare gravi traumi psicofisici, solitudine e disorientamento.
Violare l’Articolo 9 della Costituzione e rischiare il reato di maltrattamento (art. 544 ter c.p.).
Il pool di legali che cura l’azione evidenzia come la decisione comunale ignori le recenti sentenze del TAR di Catania, che riconoscono alle associazioni un ruolo centrale nella tutela del territorio. Oltre al trasferimento, preoccupa l’affidamento del soccorso a una ditta distante 80 km, rendendo impossibili interventi tempestivi in caso di emergenza.
LEAL con le altre sigle chiede l’istituzione immediata di una Cabina di Regia che includa associazioni, etologi e tutor. La gestione del randagismo non può essere trattata come un “lotto di gara”: i diritti degli animali devono prevalere sulle logiche burocratiche. Monitoreremo ogni passo affinché la dignità di questi cani venga rispettata.

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24 Gen, 2026
Il fango e il mare hanno travolto quasi tutto, ma non la nostra speranza. Aiutaci a ricostruire i rifugi di Laura Merlino, responsabile della sezione LEAL di Siracusa, e di Giusi Terrazzino, responsabile della sezione LEAL di Palermo.
La Sicilia è in ginocchio. Il ciclone Harry si è abbattuto sull’isola con una violenza inaudita, lasciando dietro di sé una scia di distruzione: animali dispersi, vite spezzate e strutture devastate. Anche alle sezioni siciliane di LEAL la furia degli elementi non ha fatto sconti.
Laura e Giusi stanno lavorando senza sosta per mettere in salvo i loro protetti.
Abbiamo raccolto la testimonianza di Laura Merlino, che gestisce due rifugi con dedizione totale. Oggi la sua voce è rotta dallo shock: racconta di un mare nero e minaccioso e di una pioggia che “frustava” ogni cosa senza sosta. La devastazione è reale: la recinzione del rifugio presso la sua abitazione è stata abbattuta, le scorte di cibo e materiali per cani e gatti sono andate distrutte e si registrano gravi danni strutturali alle parti in muratura. È un disastro che richiede interventi urgenti per garantire la sicurezza degli animali.
Non meno accorato è il racconto di Giusi Terrazzino:
“La mia colonia personale è salva,” ci ha detto Giusi, “ma ho il cuore spezzato per le altre realtà che supporto. Molte volontarie hanno visto sparire tutto. Diverse colonie a ridosso degli scogli e dei litorali palermitani sono state letteralmente travolte. I gatti sono terrorizzati e mancano i ripari di base.”
C’è bisogno urgente di tutto: cucce, copertine e cibo per ridare calore e sicurezza non solo ai “nostri” animali, ma anche ai tanti sopravvissuti della costa.
Il vento del ciclone Harry è stato forte, ma il vento della solidarietà può esserlo di più.
COME PUOI AIUTARE
Se sei sul territorio o desideri concordare una spedizione diretta di cibo, cucce, coperte contatta le responsabili:
Laura Merlino: telefono 3382865455 potete lasciare un messaggio whatsapp
Giusi Terrazzino: lealpalermo@libero.it
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23 Gen, 2026
Il 21 gennaio 2026, la Gazzetta Ufficiale n. 16 rende ufficiale il Decreto del 6 novembre 2025 del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, adeguando il recepimento italiano della Direttiva Habitat e spostando il lupo (Canis lupus) da categoria di tutela rigorosa a fauna di rilevanza europea ammessa a interventi gestionali, inclusi spostamenti e rimozioni selettive.
Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, insieme a ISPRA, definiscono una soglia prudenziale di prelievi annui tra il 3% e il 5% sulla popolazione stimata di 3.300 esemplari, Questo si traduce in un massimo di 160 individui autorizzati a livello nazionale,
LEAL chiede alla regioni di evitare abbattimenti “simbolici” e investire in convivenza reale, opponendosi legalmente a politiche retrograde che riportano al rischio estinzione del passato; la flessibilizzazione non è rivoluzione ma minaccia alla biodiversità.
Cristiano Fant, responsabile Fauna Selvatica LEAL ribadice: “La decisione antiscientifica del governo dimostra che non vi è alcun interesse per la tutela della biodiversità ma verte solo a soddisfare alcune categorie interessate. L’abbattimento dei singoli individui porterà ad un aumento dell’interesse trofico dei rimanenti verso gli animali da allevamento e ad un indebolimento dell’equilibrio ecosistemico”.
Le autonomie provinciali di Trentino e Alto Adige anticipano già tale flessibilità, mentre la bozza approda in Conferenza Stato-Regioni per affinamenti tecnici.
LEAL si allinea agli esperti che avvertono che i prelievi legali non placano le tensioni con gli allevatori né arginano il bracconaggio, che sottrae già il 10% dei lupi annui trasmettendo invece un pericoloso messaggio di impunità culturale e legislativa.
Eliminare il predatore apicale favorisce gravissimi squilibri ambientali , mentre recinti elettrici, pastori notturni, e smaltimento rifiuti possono ridurre drasticamente le predazioni.
Foto Antonio Iannibelli

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22 Gen, 2026
LEAL denuncia l’ennesimo crimine venatorio del 21 gennaio, evidenziando come il grave ferimento dell’Ibis eremita in Abruzzo sia la prova tangibile di un sistema di tutela perdente. Nonostante l’esemplare fosse monitorato via GPS nell’ambito del prestigioso progetto internazionale Waldrappteam, la mancanza di sorveglianza attiva sul territorio ha reso vano ogni sforzo di reintroduzione. Le notizie dell’ultim’ora riportano come l’animale sia stato operato con successo.
Il bracconaggio in Italia sta ormai assumendo i contorni di uno scandalo internazionale: l’indignazione dei partner europei è giunta fino alla Camera dei Deputati, ponendo l’accento su un impunità diffusa. In regioni come Abruzzo, Toscana e Veneto, l’assenza di controlli e sanzioni certe sta sistematicamente vanificando decenni di investimenti e progressi nella tutela della biodiversità.
Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL dichiara:
“Reintrodurre l’Ibis è certamente un’azione positiva contro la barbarie, ma il caso di Penne è un grido d’allarme che non possiamo ignorare. La vigilanza è debole e la giustizia assente. Il sistema è al collasso. Non bastano le speranze: servono fatti. LEAL ribadisce che il bracconaggio non è solo un crimine ambientale, ma un danno economico e d’immagine per l’intero Paese. Ogni Regione coinvolta dovrebbe istituire zone di protezione temporanea nei luoghi di sosta segnalati dai tracciati satellitari. Solo attraverso un coordinamento tecnico tra istituzioni e forze dell’ordine si potrà garantire una sorveglianza reale, facendo sì che la tutela della biodiversità diventi finalmente un dovere attuato con serietà e rigore”.
LEAL sottolinea che è tempo che le Regioni smettano di delegare la salvezza degli animali feriti alle sole associazioni e si assumano la responsabilità diretta della tutela del territorio. Le amministrazioni non possono continuare a fare da spettatrici mentre il patrimonio comune viene distrutto: chi amministra ha il dovere etico e legale di garantire la sicurezza della fauna protetta.

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