CACCIA: LA MAGGIORANZA IMPONE L’ARRIVO IN AULA A NOVEMBRE. IMPEDITA CORRETTA ANALISI DELLA PDL

16 Set, 2026

Immagine tratta da “niente giustifica la caccia” di Fondazione Capellino

Le associazioni della coalizione nazionale che si oppone alla Pdl Caccia esprimono una forte e motivata denuncia contro la decisione della maggioranza parlamentare di portare la proposta di legge n. 2984 direttamente in Aula nel mese di novembre, senza attendere la conclusione dell’esame in Commissione Agricoltura. Dopo la pausa estiva, i lavori riprendono il 16 settembre alle ore 14, ma la calendarizzazione anticipata rende impossibile un’analisi completa delle modifiche presentate. Si tratta di una scelta che incide profondamente sul corretto funzionamento delle istituzioni: il dibattito parlamentare viene compresso, il confronto tecnico ridotto, e una riforma che tocca principi costituzionali – tutela della fauna selvatica, biodiversità, ecosistemi, sicurezza dei cittadini – viene sottratta al percorso ordinario che garantisce trasparenza e approfondimento. Una riforma tanto controversa avrebbe richiesto il massimo livello di partecipazione e ascolto. Invece, la maggioranza opta per un’accelerazione che risponde a logiche politiche ed elettorali, ignorando le criticità emerse durante i lavori parlamentari e le preoccupazioni espresse da una parte ampia della società civile e dalle istituzioni europee. Ancora una volta la fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato, viene trasformata in strumento di consenso. Animali e natura diventano merce di scambio, sacrificando legalità, conservazione e gli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale. Le associazioni chiedono che il Parlamento possa esercitare pienamente le proprie prerogative, garantendo un esame completo degli emendamenti e un confronto rispettoso delle regole democratiche. Una riforma che rischia di rappresentare uno dei più gravi arretramenti nella tutela della fauna selvatica degli ultimi decenni non può essere compressa da esigenze di propaganda. La decisione di calendarizzare la Pdl Caccia per novembre non è neutra, poiché rappresenta una mossa che svuota di significato il milione di emendamenti presentati, un record assoluto nella storia parlamentare italiana.
Quel milione di proposte di modifica rappresenta un segnale politico e democratico enorme: un’intera parte del Parlamento ha utilizzato gli strumenti previsti dall’ordinamento per fermare una legge considerata pericolosa, priva di basi scientifiche e in contrasto con i principi costituzionali. Portare la legge in Aula prima che la Commissione abbia terminato l’esame degli emendamenti significa: neutralizzare l’ostruzionismo parlamentare legittimo, che si basa proprio sulla mole degli emendamenti; impedire alla Commissione di completare il proprio lavoro, svuotandone il ruolo; aggirare un atto di opposizione democratica senza precedenti, ridotto a ostacolo procedurale; evitare il confronto tecnico su migliaia di criticità segnalate da esperti, associazioni e organismi europei; trasformare un iter complesso in una corsa politica, finalizzata a soddisfare una minoranza di interesse. In sintesi, la calendarizzazione a novembre è una scelta che ignora deliberatamente il più grande segnale di dissenso parlamentare mai registrato su una legge riguardante la fauna selvatica.
Un milione di emendamenti non è un dettaglio, ma una richiesta di democrazia. E la decisione della maggioranza di procedere comunque rappresenta un bypass istituzionale di enorme portata.

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