
“Anche i duri soffrono” la coalizione animalista per i diritti e tutela dei decapodi
Pescati, imprigionati, esposti sul ghiaccio, bolliti vivi: il destino dei crostacei è segnato, e il loro dolore è silenzioso, ma non per questo meno grande. Un dolore che li colloca tra le specie più sfortunate: non piangono, non gridano, ma soffrono, senza lacrime.
Considerare la vita come un bene prezioso, come un diritto, non è sempre scontato, e il destino degli animali marini non aiuta: molti pensano che non provino dolore, un pregiudizio ormai sfatato da recenti studi scientifici.
“Esistono già prove che i crostacei decapodi mostrano segni di disagio e stress quando esposti a lesioni come l’asportazione forzata di una chela. I nostri esperimenti più recenti dimostrano che gli scampi norvegesi reagiscono negativamente alle scosse elettriche, che sono dolorose per gli esseri umani”, afferma Lynne Sneddon, professoressa di zoofisiologia all’Università di Göteborg.
Gli esperimenti recenti, come quelli condotti dall’Università di Göteborg, non possono certo dirsi rispettosi della dignità animale, poiché gli animali coinvolti sono stati sottoposti a stress indotti artificialmente. Tuttavia, forniscono un segnale chiaro di come questi animali, tanto sfruttati, siano in grado di provare dolore.
La scienza ha ormai dimostrato la capacità dei crostacei decapodi – granchi, gamberi, astici, aragoste e scampi – di avvertire la sofferenza.
Nel 2021 la London School of Economics and Political Science ha pubblicato uno studio dal titolo Review of the Evidence of Sentience in Cephalopod Molluscs and Decapod Crustaceans, che evidenzia l’indubbia capacità dei decapodi di provare sensazioni, annoverandoli così tra gli esseri senzienti. Il Regno Unito, infatti, nel 2022 ha ufficialmente riconosciuto i crostacei decapodi come esseri senzienti.
Seppure l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e la British Veterinary Association (BVA) riconoscano i decapodi come animali dal comportamento complesso, in grado di apprendere e dotati di consapevolezza, ma soprattutto, animali che reagiscono agli stimoli e al dolore, in Italia come in altri paesi europei, non c’è una normativa che tuteli questi animali.
In quanto esseri senzienti, dovrebbero essere necessariamente tutelati e protetti dalla legge. Animal Law Italia, oltre a promuovere la campagna “Dalla parte dei crostacei” e la coalizione “Anche i duri soffrono”, la coalizione animalista che chiede a gran voce diritti e tutela per i crostacei, ha commissionato all’Università di Messina uno studio approfondito che ha confermato come i decapodi siano esseri senzienti, dotati di recettori del dolore e di un sistema nervoso in grado di percepire ed elaborare dolore e stress ambientale. Sono parte della coalizione LEAL, ANIMAL LOW ITALIA, ESSERE ANIMALI, OIPA, ENPA, LAV, ANIMAL EQUALITY ITALIA, CIWF, LNDC.

“La coalizione – spiega Ermanno Giudici, responsabile del progetto di tutela di Animal Law – chiede, ancora una volta, ai decisori politici di stabilire norme che vietino la vendita al dettaglio di crostacei vivi e renda illegale, in qualsiasi contesto, la cottura di questi animali senza preventiva uccisione o stordimento. La scienza ci conferma che i crostacei sono esseri senzienti e la politica, per rispetto e civiltà, deve far cessare, da subito, le sofferenze evitabili, adeguando le normative a quel rispetto per gli animali che da tempo chiedono la maggioranza degli italiani. Nulla è peggiore delle crudeltà inferte senza necessità, solo per indifferenza verso la sofferenza di altri individui”.
Questo riconoscimento scientifico, tuttavia, non si traduce automaticamente in una tutela giuridica: è proprio per colmare questo vuoto che è nata la campagna di Animal Law Italia, volta a porre fine a un trattamento tanto violento quanto ingiusto.
LEAL, Lega Antivivisezionista, da sempre dalla parte di tutti gli esseri senzienti, fa parte della coalizione “Dalla parte dei crostacei”.
Il manifesto della coalizione chiede quattro richieste urgenti:
Il divieto di detenere crostacei decapodi vivi a diretto contatto con il ghiaccio o in acqua con ghiaccio.
Il divieto della bollitura dei crostacei decapodi da vivi, incluso il lento innalzamento della temperatura dell’acqua.
Il divieto della vendita diretta al consumatore di crostacei decapodi vivi, incluso l’acquisto online.
Il riconoscimento legale dei crostacei decapodi come esseri senzienti, capaci di provare dolore e sofferenza.
“Il messaggio è chiaro: nessun essere senziente deve essere trattato come un oggetto, considerato solo cibo – afferma Gian Marco Prampolini presidente Leal – gli animali hanno i loro diritti, la loro dignità, e di fronte a una sofferenza tanto grande come quella che i decapodi subiscono, non si può rimanere in silenzio. Il loro silenzio è la nostra voce che grida sempre più forte, finché il diritto alla vita non sarà considerato un principio fondante di una società civile.”







