DDL CACCIA “SPARATUTTO” ARRIVA IN AULA: UN PERICOLO PER TUTTI

16 Giu, 2026

Leal chiede immediato stop di un disegno di legge che mette in pericolo la sicurezza di esseri umani, animali e ambiente

Mercoledì 17 giugno inizia, al Senato, l’esame in Aula del DDL 1552. Un appuntamento che si annuncia come uno dei passaggi più caldi della legislatura sul fronte della tutela animale e ambientale. La prima approvazione del disegno di legge, in Commissione, è dello scorso 5 maggio, primo passo verso una grave deriva nei confronti degli animali e nei confronti dell’ambiente.

La LEAL, Lega Antivivisezionista, è scesa in campo fin dall’inizio per denunciare, documentare e non cedere di un millimetro contro un disegno di legge che, se venisse approvato, rappresenterebbe un pericolo per tutti.

Il DDL a prima firma Malan – ribattezzato dalla società civile “legge Sparatutto” – punta a stravolgere la legge quadro 157 del 1992, che regola la tutela della fauna selvatica e l’attività venatoria. Amplia le aree in cui sarà possibile sparare, includendo il demanio marittimo, le foreste demaniali e le praterie d’alta quota. Trasforma i pareri scientifici dell’ISPRA sui calendari venatori da vincolanti a facoltativi, sottraendo di fatto alla scienza ogni potere decisionale.

Di fatto rappresenta un regalo all’industria dei fucili, costruito mattone su mattone ignorando studi, dati e raccomandazioni tecniche.

Le specie cacciabili in Italia sono quarantotto. Se questo DDL fosse approvato, ad esse si aggiungerebbero l’oca selvatica, già a rischio estinzione, il piccione domestico e lo stambecco, anch’esso a rischio. Un panorama disastroso per la fauna ma, soprattutto, disastroso per il diritto e la tutela della fauna selvatica.

A pesare come un macigno è poi la posizione dell’Unione Europea. La Commissione ha avvertito che alcune disposizioni chiave del DDL 1552 potrebbero violare la normativa ambientale europea, come già accaduto diverse volte negli ultimi anni. L’Italia, infatti, è stata più volte richiamata da Bruxelles per violazioni della normativa sulla fauna selvatica.

“Il DDL 1552 non è una riforma: è una capitolazione. Una resa – dichiara Gian Marco Prampolini, Presidente nazionale della LEAL – che favorisce gli interessi di una minoranza organizzata, contro la volontà dell’85% degli italiani che chiedono più tutele, non meno, come rivelano i due sondaggi sulle opinioni degli italiani sulla caccia e su questo DDL, commissionati da Fondazione Capellino a Ipsos e Istituto Piepoli. Tutto questo espone il Paese a sanzioni e procedure d’infrazione. La LEAL non starà a guardare”.

Boschi, aree demaniali, tra cui anche demani marini, zone protette, in un futuro prossimo potrebbero diventare luoghi pericolosi per ogni essere vivente. La gravità di questa disposizione supera ogni logica e, naturalmente, è inaccettabile restare a guardare.

“Una società evoluta – continua Gian Marco Prampolini – persegue la logica della cura, del valore della vita e della consapevolezza che l’ecosistema ha un equilibrio fragile, che i fucili possono solo infrangere. Non dal sangue si può generare armonia. Chi ci rappresenta deve farsi carico delle istanze di un intero popolo, che non vuole la caccia, non di una sparuta minoranza che non rappresenta la sensibilità morale italiana. Abbiamo già contato troppi morti tra esseri umani e animali, questa legge può facilmente generare altri lutti”

 

La LEAL s’inserisce in questo fronte con la stessa determinazione con cui, da decenni, presidia ogni terreno dove si decida della vita degli animali: dalle aule parlamentari alle procure, dai tavoli tecnici alle piazze. Perché la tutela non è retorica. È lavoro quotidiano, duro – spesso ingrato – che non si arresta.

“Guardiamo a questa fatale possibilità con apprensione – conclude Gian Marco Prampolini – perché stiamo facendo tutto il necessario affinché questo assurdo disegno non sia approvato, ma ciò che le persone possono fare è sostenerci in questa battaglia, che non è solo nostra, ma di tutti, perché non dimentichiamo che la fauna è un bene prezioso, esseri senzienti che abitano questo pianeta, con i quali conviviamo, soggetti di diritto, non oggetti, e il rispetto e l’empatia sono, veramente, l’unica strada da percorrere.

Crediti Immagine: Almo Nature

 

 


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