DDL CACCIA VUOLE METTERE IN GINOCCHIO LA FAUNA SELVATICA

1 Lug, 2026

Il DDL Caccia (noto altresì come DDL sparatutto) metterà in ginocchio una fauna selvatica già martoriata

Il DDL Caccia è passato in Senato ma pochi dubbi avevo in merito. Questo Disegno di Legge fa parte di una delle tante promesse fatte da questo governo in campagna elettorale alle associazioni di categoria interessate (venatorie, zootecniche, ecc.) e alle lobbies delle armi, in cambio della promessa di un voto d’elezione. Non era pensabile che se ne sarebbero dimenticati o avrebbero bypassato il tutto, vista la pressione costante che gli interessati continuano a fare, per lo più inventando numeri e pericolosità inesistenti da parte della fauna selvatica. Questo voto, occorre dirlo, è anche il risultato del non facere dei precedenti governi che non hanno mai realmente fatto nulla per l’abolizione della caccia, la cui pericolosità per l’uomo, l’ambiente e gli animali di ogni specie è da tempo comprovata dai numeri e dai fatti.

Il DDL Caccia (noto altresì come DDL sparatutto) metterà in ginocchio una fauna selvatica già martoriata dal disinteresse della classe politica degli ultimi cinquant’anni. Ciò è sicuramente paradossale se consideriamo che, alla base delle attività di gestione (parola sempre troppo abusata) della fauna selvatica:

 Vi sono solamente numeri riportati da censimenti effettuati da personale in evidente conflitto di interessi,

 Personale che gli animali li abbatte durante la stagione venatoria, soggetti quindi che non hanno il minimo interesse a riportare numeri in diminuzione delle specie cacciabili.

Non di meno, è doveroso ricordare che l’attività di gestione stessa non ha mai risolto il “problema del numero elevato di animali liberi” a dimostrazione che non serve a nulla dare loro la caccia.

Una delle criticità riguardanti l’approvazione di questo emendamento, è da imputare anche alla mancanza di informazione fatta nel corso di questi anni. I numeri dicono che almeno l’85% degli italiani è contrario alla caccia sul territorio nazionale, secondo i sondaggi promossi dalla Fondazione Cappellino e realizzati dall’Istituto Piepoli e da Ipsos. Ma cosa è stato costruito intorno a questi numeri? È mancata un’informazione capillare da parte dei governi e una seria campagna istituzionale di educazione scolastica basata sul rispetto degli animali non umani. La coesione delle organizzazioni all’interno del movimento animalista non è stata sufficiente a contrapporsi alle associazioni venatorie e zootecniche unite in una sola forza. Gli interessi economici, purtroppo, sono più forti di qualsiasi motivazione etica, per quanto giusta e, soprattutto, condivisa.

A breve la Camera dovrà votare pro o contro il DDL Caccia. Dobbiamo continuare a lottare tutti insieme per ribaltare questa legge, pericolosissima e non rappresentativa della reale volontà degli italiani.

Cristiano Fant
Operatore Esperto in Etologia Relazionale, Qualifica specialistica n. 29/26
Responsabile LEAL fauna selvatica


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