
Adesso è necessario proteggere lei e i suoi cuccioli dalla curiosità scellerata e garantirle silenzio e tranquillità
Gabbietta è mamma: l’unica figlia femmina di Amarena ha messo al mondo due cuccioli nel Parco Sirente Velino Gabbietta è diventata mamma. La figlia femmina di Amarena, l’orso bruno marsicano simbolo di bellezza di una specie unica al mondo e tristemente nota per essere stata uccisa tre anni fa, ha avuto due cuccioli ed è notizia recente averla avvistata in salute. Gabbietta ha una storia importante all’interno del parco, essendo l’unica figlia femmina di Amarena e facendo parte di un esiguo gruppo di femmine di una specie unica al mondo, che hanno un compito arduo: garantire la prosecuzione della specie. Questo compito è stato negato alla madre, uccisa nella notte del 31 agosto 2023, colpita vigliaccamente alle spalle da un colpo di arma da fuoco. Amarena è morta con sofferenza, dissanguata, con i polmoni perforati. LEAL, Lega Antivivisezionista, ha subito sporto denuncia e iniziato la battaglia in tribunale perché il responsabile di una tale atrocità, perpetrata contro un’animale che non aveva mai recato alcun fastidio, venga punito in modo esemplare. La sua storia ha fatto il giro del mondo, insieme alla sua bellezza, al suo carattere socievole. Tutti ricordano gli avvistamenti nei piccoli paesi del Parco Nazionale.Quella notte due cuccioli sono rimasti orfani, scappati, e in seguito monitorati per essere certi che riuscissero a sopravvivere. Tuttavia Amarena era anche mamma di altri 4 cuccioli: tre maschi e una femmina, Gabbietta, appunto, meglio identificata dal parco come F25. L’evento straordinario porta un po’ di luce in questa storia buia e dolorosa, nella quale la mamma più prolifica del parco ha perso la vita. E Gabbietta, la figlia schiva nata nel 2020, ora è a sua volta mamma.
“La notizia ci riempie di gioia – afferma Gian Marco Prampolini, presidente Leal – ma ora è necessario che la curiosità di tutti i non addetti alla tutela della specie lasci il posto al rispetto, al silenzio. Gabbietta si tiene lontano dall’uomo e fa bene a farlo. Ora l’uomo non si avvicini a questa creatura e ai suoi cuccioli per inseguire la scelleratezza di selfie e foto. L’essere umano ha già causato troppi danni e a rimetterci la vita sono sempre gli animali. Basti pensare a Juan Carrito, altro figlio di Amarena, morto investito il 23 gennaio 2023. Lasciamo a Gabbietta e ai suoi cuccioli la possibilità di vivere senza interferenze la loro vita. E che sia lunga e felice”.
Le analisi genetiche effettuate sul gruppo familiare di F17, non lasciano dubbi: Gabbietta è proprio la figlia femmina della famosa mamma orsa ghiotta di ciliegie. Il suo nome è ispirato dal ritrovamento all’interno di una gabbia artigianale che si trovava vicino a una stalla per ovini, nel comune di Pescina, nel 2021. Il monitoraggio dell’orsa è molto interessante perché oltre a essere un esemplare poco confidente utilizza vaste porzioni di territorio per muoversi, circa 366 chilometri quadrati: una frazione consistente all’interno del Parco Regionale Sirente Velino, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e che copre anche aree contigue tra le quali un 26% circa di zone non protette. La vastità delle zone vissute da Gabbietta è un comportamento atipico, perché sono i maschi che solitamente si allontanano ed esplorano aree più ampie. Gabbietta in questo senso, è una pioniera. “È una notizia che ci emoziona profondamente – dichiara il presidente del Parco Sirente Velino, Francesco D’Amore – perché rappresenta la prima riproduzione documentata di un’orsa all’interno del nostro Parco. È il segno che il lavoro quotidiano di tutela degli habitat, di monitoraggio e di collaborazione con tutti gli enti coinvolti, in particolare con il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, da sempre in prima linea nel monitoraggio e nella gestione dell’orso marsicano, sta contribuendo a creare le condizioni favorevoli affinché questa specie – conclude – possa continuare a vivere e riprodursi anche nel Sirente Velino”.Gabbietta ha un grande valore simbolico perché è figlia di un’orsa uccisa da un essere umano. Inoltre è una femmina che ha dato alla luce due cuccioli, appartenenti a una popolazione di esemplari a rischio: ogni cucciolata allontana dal pericolo di estinzione. Una popolazione che conta solo circa 80 esemplari. Il messaggio importante e fondamentale di questo evento è che alla violenza dei comportamenti umani si contrappone la forza di una specie che, se rispettata e lasciata vivere nei suoi spazi, sa rispondere con la vita. Il 5 giugno scorso ad Avezzano si è tenuta l’udienza per la tragica uccisione di Amarena, su un totale di 47 associazioni, circa la metà sono state ammesse ufficialmente al processo come parte civile, e LEAL è tra queste, rappresentata dall’Avvocato Aurora Rosaria Loprete. Il Giudice ha disposto il rinvio del processo al 25 settembre 2026. L’ingiustizia di questa morte è un dolore profondo che chiede giustizia che non riporterà in vita Amarena ma darà comunque un messaggio di quanto importante sia una convivenza pacifica e rispettosa con ogni essere vivente su questo pianeta. Amarena è diventata il simbolo di una specie in pericolo, non solo per le sue caratteristiche etologiche, ma soprattutto per la presenza di umani che non hanno nessuno scrupolo o senso di sacralità della vita. Uccidere un animale deve essere considerato un reato grave e l’udienza del 25 settembre prossimo è un passo verso un mondo di convivenza tra le specie, in equilibrio col diritto all’esistenza di ogni essere senziente. Gabbietta e i suoi cuccioli sono il futuro di un mondo dove ogni specie può vivere il suo spazio senza la paura di essere sopraffatta.
Foto di Giacomo Salomone






