Fondazione Capellino con Ipsos Doxa è tornata a chiedere agli italiani l’opinione sulla caccia (agosto 2026) ecco i NUOVI DATI:
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chiede di abolire, ridurre fortemente, limitare la caccia o, al limite, mantenerla come oggi.
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considera la biodiversità un tema molto o abbastanza importante
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ritiene che il governo non stia facendo quanto serve
Fondazione Capellino: «Il cambiamento non può più essere rimandato».
La Fondazione Capellino in collaborazione con Ipsos Doxa è tornata a chiedere agli italiani cosa ne pensano della caccia.
La Fondazione con Ipsos Doxa ha attivato un Osservatorio che nelle prossime settimane approfondirà, anche, il rapporto tra opinioni sulla caccia e consenso elettorale. Si parte dal primo capitolo: “Caccia e Biodivesità”.
I dati raccolti tendono chiaramente verso un cambiamento radicale in favore della fauna, infatti il 91% degli italiani chiede di abolire, ridurre fortemente, limitare la caccia o, al limite, mantenerla come oggi. Il 91% considera la biodiversità un tema molto o abbastanza importante. Per il 74% la tutela dell’ambiente è considerata una priorità. Tre italiani su quattro (75%) chiedono che la caccia venga abolita, fortemente ridotta fino a sparire o limitata a pochi casi di emergenza.
Solo il 3% vorrebbe che fosse incentivata.
La ricerca, realizzata su un campione di 7.002 cittadini italiani maggiorenni tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026, mostra che questa sensibilità attraversa gli schieramenti politici.
Il segnale che ne deriva è una forte consapevolezza nei riguardi dell’ambiente, dell’eco sistema e degli equilibri tra animali e natura.
Il 53% indica nel turismo naturalistico lento un’attività capace di generare benessere, salute e nuovo lavoro nei prossimi vent’anni; il 50% indica nuove professioni nate da un’economia rispettosa della natura. La caccia si ferma al 3%. Il 61% considera molto elevato l’impatto ambientale della caccia, mentre l’82% considera l’attività venatoria non del tutto sicura o per niente sicura.
Il 50% degli italiani ritiene che il Governo si stia impegnando troppo poco sui temi ambientali. Per Pier Giovanni Capellino, il cambiamento non può più essere rimandato: la società deve esercitare una pressione democratica sulla politica per trasformare questa sensibilità in scelte concrete.
Una ricerca preziosa quella della Fondazione Capellino, che inquadra in maniera trasparente il pensiero di un popolo che si è espresso chiaramente nei confronti di una riforma che produrrebbe un disastro irreparabile, all’equilibrio di un ecosistema già gravemente compromesso dai cambiamenti climatici e alla tutela e salvaguardia di specie a rischio.
nuova ricerca Ipsos Doxa per Fondazione Capellino
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