Il video girato nelle dune di Skagen, nel nord della Danimarca, ha scatenato un’ondata di commenti e interpretazioni. In molti hanno letto nelle immagini un comportamento aggressivo, ma la ricostruzione dei fatti e l’analisi degli esperti raccontano una storia completamente diversa: quella di un lupo anziano che difende l’unico cucciolo rimasto della sua famiglia. La storia di GW781m, è quella di un lupo solitario diventato padre. Il protagonista del video è GW781m, un maschio di circa undici anni che da tempo vive isolato nella punta settentrionale dello Jutland. L’anno scorso, una femmina lo ha raggiunto e la coppia ha avuto dei cuccioli: un evento raro e monitorato con attenzione dai biologi danesi. Negli ultimi mesi, ,però, la femmina e la maggior parte dei piccoli sono scomparsi. Non si sa se i cuccioli siano scomparsi a causa del bracconaggio, ma è un’ipotesi credibile, secondo gli esperti che seguono la popolazione lupina. Il cucciolo presente nel video sarebbe l’unico sopravvissuto, e GW781m si sarebbe ritrovato solo a svolgere il ruolo di entrambi i genitori.
Cosa mostra davvero il video: postura, distanza, intenzione
Le immagini mostrano il lupo che corre verso un runner. A un primo sguardo può sembrare un attacco, ma la lettura attenta dei movimenti racconta altro. Prossemica: il lupo mantiene sempre una distanza di sicurezza, senza mai chiudere completamente lo spazio sull’uomo. Si posiziona tra il runner e il cucciolo, creando una barriera mobile per proteggerlo. Il cucciolo rimane dietro al maschio, in una zona più riparata della vegetazione. Sequenza motoria: l’avvicinamento è rapido ma controllato, privo dei segnali tipici di un attacco reale. Non c’è nessun tentativo di afferrare, mordere o colpire. Quando il runner devia la traiettoria, il lupo interrompe immediatamente l’azione e torna verso il piccolo. In altre parole: non c’è alcuna dinamica predatoria. Quello che si vede è un comportamento di intimidazione temporanea, una sorta di “spinta” simbolica per allontanare un potenziale pericolo dal cucciolo. Un lupo che vuole ferire un essere umano non si limita auna corsa di avvertimento: colpisce, e lo fa con efficacia. Qui non accade nulla di tutto ciò.
” E’ palese che l’azione del canide non è predatoria” spiega Cristiano Fant, responsabile fauna selvatica di Leal, che aggiunge: “Lo spostamento avanti e indietro del lupo, il movimento della coda, il ringhio con denti ben esposti, i movimenti del corpo non diretti, dimostrano chiaramente che si tratta di un intervento atto ad allontanare il pericolo e non con il fine di predare l’individuo. Altrimenti, l’attacco sarebbe stato diretto verso chi stava filmando”.
La posizione ufficiale del Ministero dell’Ambiente danese Il Ministero ha pubblicato un comunicato in cui afferma che: il lupo non ha tentato di attaccare il runner; il comportamento è stato classificato come difensivo e dissuasivo; non vi è alcun elemento che indichi un rischio predatorio; l’animale non verrà abbattuto. La valutazione è stata effettuata dopo la revisione del video e il confronto con esperti di comportamento animale. Un episodio che parla più degli umani che dei lupi Il caso di Skagen dimostra quanto sia facile fraintendere il comportamento di un animale selvatico quando lo si osserva fuori contesto.GW781m non è un lupo “pericoloso”: è un padre rimasto solo, probabilmente traumatizzato dalla perdita del branco, che reagisce come reagirebbe qualunque genitore animale davanti a un estraneo troppo vicino al proprio piccolo. La paura nasce spesso dalla lettura superficiale delle immagini. La conoscenza, invece, permette di distinguere tra predazione e protezione.








