IL LUPO GUARDIANO INVISIBILE DEI NOSTRI ECOSISTEMI

23 Set, 2026

Il lupo non si preoccupa del numero delle pecore
Il lupo perde il pelo ma non il vizio
Can mansueto, lupo nel salceto
Quante volte una frase, un proverbio, un aforisma, ha utilizzato il “mito” del lupo cattivo, dell’animale famelico e infido che non aspetta altro che divorare la sua preda, umano compreso. Le leggende narrate sul lupo, hanno contribuito nel tempo a creare intorno a questo animale meraviglioso un terrorismo e una paura che non ha certo giovato alla salvaguardia della specie. Nelle favole il lupo è rappresentato come un abile bugiardo che tende solo a ingannare la sua preda, cappuccetto rosso, i tre porcellini, per esempio.
E il mito del lupo cattivo sopravvive nei secoli e diventa un fenomeno culturale. Ai bambini si dice: “Attento che il lupo viene e ti mangia” oppure: “Non fare i capricci altrimenti chiamo il lupo e ti porta via” Il lupo è l’incarnazione, animale, dell’uomo nero, l’archetipo junghiano trasformato ad hoc.
Sicuramente insegnare ai bambini la paura nei confronti di un animale selvatico è triste e doloroso, perché anziché insegnare il rispetto e la gentilezza, si trasmette paura e disprezzo. 
Naturalmente l’esempio delle favole è solo una parte di tutto il terrorismo praticato nei confronti del lupo, il quale subisce questa demonizzazione da molti secoli.
Già nel medioevo la coabitazione tra essere umano e lupo era difficile, il lupo era visto come un pericolo per la sopravvivenza. 
Ma se si analizza più a fondo ciò che ha contribuito alla versione “cattiva” del canis lupus si possono esaminare fonti e tradizioni lontane nel tempo. Nel Vangelo di Matteo i falsi profeti sono definiti lupi travestiti da agnelli. Nel medioevo tra il XII e il XIII secolo, con lo sviluppo dell’allevamento i danni alle greggi rappresentano un conflitto tra essere umano e lupo e trasformano l’animale in feroce predatore. I miti pre cristiani delle metamorfosi e della licantropia, poi, hanno generato una letteratura infinita di mostri arcaici e spietati. La chiesa vede il lupo, nei secoli, come la rappresentazione del maligno e quindi spinge la popolazione di fedeli a odiarlo e cacciarlo, per estirpare il male.
Sono leggende miste a verità, ma un fattore importante resta: l’immagine del lupo, tradizionalmente è spesso, troppo spesso, associata al cattivo. Ci sono però parti del mondo dove il lupo era ed è considerato un essere prezioso e da proteggere.
Per i nativi americani il lupo era una guida, una sorta di Maestro spirituale, con poteri sacri, quali: l’agguato, l’invisibilità e la strategia. Il lupo come ogni animale selvatico, uccide per sopravvivenza, al contrario dell’essere umano. Per molte tribù di nativi il lupo rappresentava un essere con grandi poteri, simbolo di lealtà. Infatti per la tribù dei Pawnee uccidere un lupo infrangeva un equilibrio ed era visto come una grave sciagura.
Nella cultura Eurasiatica il lupo era visto, addirittura, come sciamano e mediatore dell’invisibile. Nelle culture siberiane il lupo attraversava i confini dei vari mondi e procurare del male a un lupo significava richiamare la collera degli spiriti dei boschi. Leggende, storie, tradizioni diverse, nelle quali il lupo assume forme diverse: demone, sciamano, pericolo. Una sola la forma che in questa terra merita, vivo e protetto, la sua natura profonda, in un ambiente che lo protegga e non lo stermini, dichiarandogli apertamente guerra. I media poi fanno bene il loro lavoro e allontanandosi dalle leggende, che comunque sono un’impronta profonda nella considerazione del lupo da parte degli umani, è importante analizzare gli ultimi eventi accaduti che vedono come protagonista l’animale e come la stampa sottolinei gli eventi in maniera sensazionalistica e con il preciso intento di allarmare e impaurire.
È di agosto scorso l’episodio noto della bambina aggredita a Noicattaro, in provincia di Bari, da un lupo. Le analisi del DNA hanno confermato la natura dell’aggressione, individuando un esemplare maschio. È stata, però resa nota, la cattura di un esemplare femmina, nelle campagne tra Noicattaro e Rutigliano. La cattura è stata effettuata con telenarcosi e l’esemplare sarà tenuto in osservazione nel centro faunistico di Bitetto. Le aggressioni agli umani, da parte del lupo, sono estremamente rare, quello che ci si deve chiedere è il perché di questa vicinanza ai centri urbani. Questo evento, ancora una volta, rischia di creare una pericolosa generalizzazione, e che trasformi la già difficile coabitazione con i lupi in una caccia alle streghe. Il fatto di cronaca che è arrivato in televisione ha avuto una risonanza mediatica notevole: il cagnolino Yoghy, sbranato nei pressi della sua abitazione, nella zona di Visome, nei pressi di Bellluno. I proprietari affermano che il cagnolino sia stato ucciso da un lupo, anche se per ora non ci sono conferme a riguardo. Il caso è stato trattato con una veemenza e una tale ingordigia di ascolti, che è evidente l’obiettivo, terrorizzare le persone, giustificare la caccia selettiva e sterminare il lupo cattivo. Senza nulla togliere alla tragedia di un’aggressione o di una morte di un animale indifeso, questo però pone un quesito importante che riguarda proprio la coabitazione con le specie selvatiche, quanto l’essere umano ha contribuito a questo squilibrio? Non è il cervo che attraversa la strada ma la strada che attraversa il bosco. Noi abbiamo invaso degli habitat, causando squilibrio, cacciando, deforestando, cementificando, ecco perché etologicamente, questi comportamenti, disastrosi e antropocentrici, hanno sicuramente radicato una progressiva instabilità.
Ci sono realtà per fortuna, dove questa tendenza alla demonizzazione si stempera in azioni virtuose come il lupo salvato a Massalengo, nel Lodigiano. L’animale era caduto in una roggia, un canale artificiale, e nel tentativo di salvarsi dalla corrente era rimasto intrappolato in un tratto tombinato. Il lupo è stato salvato e portato in un centro specializzato, vigili del fuoco, Polizia provinciale di Lodi, personale veterinario e ERSAF (Ente Regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) hanno contribuito a mettere in salvo l’animale, ma soprattutto hanno lanciato il segnale di quanto sia importante tutelare la fauna selvatica. Ma gli umani hanno bisogno di perseguitare e di trovare un colpevole, questo si manifesta nelle azioni più ignobili e crudeli, come il lupo impiccato a Marcellina nel 2020, o nei pressi del lago di Varano, nel Parco Nazionale del Gargano nel 2021, o ancora il lupo decapitato lo scorso aprile, nei pressi di Pisa. Sono azioni che sfociano nel disprezzo e nella normalizzazione di comportamenti ignobili. Fino ad arrivare a filmare “bravate” come l’inseguimento di qualche giorno fa, per le strade di Ficulle, in provincia di Terni, dove un automobilista ha filmato tre lupi terrorizzati, che fuggivano dall’auto che con i fari puntati li braccava, per poi postarlo su una pagina Facebook, “Sei di Ficulle se…”. Il lupo è un animale importantissimo per l’ecosistema, ed è importante restituire a questo animale lo spazio necessario alla sua sopravvivenza, vive in branco, è un animale sociale e quando si nota un lupo da solo, vuol dire che o è alla ricerca di un compagno o di un altro territorio, o che il suo branco è stato disperso, magari in seguito ad abbattimenti. Noi esseri umani non siamo i soli ad abitare questo pianeta, non siamo i proprietari di nulla, possiamo dire che viviamo una sorta di comodato d’uso, ma con una clausola che purtroppo non è rispettata: la coabitazione. La salute del nostro pianeta, così come dei boschi, dipende dalla tutela di tutte le specie, in una visione di convivenza senza violenza e senza prevaricazione.
FOTO: Antonio Iannibelli

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