
Contro una pratica barbara ed estremamente cruenta, l’Italia smetta di voltare le spalle al dolore animale!
In Italia si continua a sgozzare animali coscienti con il consenso dell’Europa.
Si sono conclusi i festeggiamenti ufficiali islamici dell’Eid al‑Adha e, ancora una volta, una sofferenza inaccettabile ha attraversato l’Italia. Non bastano le mura dei macelli a silenziare le grida degli animali sgozzati mentre sono pienamente coscienti.
Dal 27 al 30 maggio, giorni in cui si è svolto il rito halal, migliaia di animali sono stati uccisi secondo procedure che la barbarie, orrifiche, dolorose e incompatibili con qualsiasi standard di benessere animale. Per comprendere come sia possibile tutto questo, occorre chiarire cosa prevede la normativa europea. Il Regolamento (CE) 1099/2009 stabilisce che gli animali devono essere storditi prima dell’abbattimento, ma all’articolo 4, paragrafo 4, introduce una deroga che consente agli Stati membri di autorizzare la macellazione senza stordimento quando richiesta da un rito religioso. L’Europa, dunque, non ha scelto una linea di pietà o di tutela avanzata degli animali: ha scelto di permettere la deroga, lasciando ai singoli Paesi la responsabilità politica ed etica di decidere se applicarla o vietarla. Alcuni Stati hanno scelto di non applicare la deroga e hanno vietato completamente la macellazione senza stordimento. Tra questi vi sono Danimarca, Svezia, Slovenia, Belgio nelle regioni Fiandre e Vallonia, Grecia, Cipro e Lussemburgo. In questi Paesi nessun animale può essere sgozzato mentre è cosciente. Altri Stati hanno adottato una soluzione intermedia, imponendo lo stordimento reversibile, una procedura compatibile con il rito religioso e che riduce drasticamente la sofferenza animale. Finlandia, Austria in alcuni Länder e Germania in molte regioni hanno scelto questa strada. L’Italia, invece, ha scelto di applicare la deroga europea. Nel nostro paese, dunque, la macellazione senza stordimento è pienamente consentita per i riti Halal e Kosher e non esiste alcun obbligo di stordimento reversibile. Il nostro Paese non pubblica dati trasparenti sulle macellazioni rituali autorizzate e non dispone di un sistema pubblico di monitoraggio delle violazioni. Il Ministero della Salute, con circolare del 27 maggio 2026, ha richiamato le ASL a vigilare affinché le macellazioni rituali avvengano solo nei macelli autorizzati, ribadendo il divieto di sacrifici clandestini. Ma la circolare non affronta il nodo centrale: la sofferenza degli animali durante l’abbattimento senza stordimento, che resta pienamente legale.

Per LEAL tutto questo è inaccettabile e chiede immediata revoca di ogni autorizzazione alle macellazioni rituali senza stordimento. “Il problema – sottolinea Gian Marco Prampolini presidente Leal – non è dove avvengono le macellazioni, ma come vengono eseguite. La sofferenza di un animale cosciente sottoposto a sgozzamento non può essere considerata compatibile con una società che si definisce civile. LEAL chiede all’Unione Europea di rivedere il Regolamento 1099/2009 eliminando la deroga allo stordimento e chiede all’Italia di adottare immediatamente lo stordimento reversibile come requisito obbligatorio per ogni rito religioso, oltre alla pubblicazione annuale dei dati sulle macellazioni rituali e al rafforzamento dei controlli nei giorni delle festività. Non è possibile ignorare anche un fenomeno diffuso e tragico, quali le macellazioni clandestine, occorrono controlli serrati e tolleranza zero. La pietà non è un ostacolo alla libertà religiosa. È un dovere morale e giuridico che l’Italia non può più rimandare”.







