La recente decisione della Provincia di Asti di autorizzare il controllo con arma da fuoco su diverse specie animali, tra cui nutrie, cinghiali, caprioli e piccioni avviene dopo un censimento ufficiale che ha rilevato migliaia di esemplari:7.899 cinghiali, 568 caprioli e un numero considerevole di nutrie e corvidi, il settore caccia della Provincia ha avviato piani di contenimento che prevedono l’utilizzo di armi da fuoco da parte di chi possiede porto d’armi e ha frequentato corso provinciale dedicato.
Roberto Brognano, responsabile LEAL Maltrattamento e Randagismo ribadisce: “Uccidere solo questo è nelle logiche umane. Come si può comprendere questa totale assuefazione di morte? Tutto questo è inaccettabile.”
La scelta di risolvere questioni di gestione della fauna selvatica con l’abbattimento sistematico non tiene conto delle alternative etiche e sostenibili, come la convivenza, metodi di allontanamento non violenti e la prevenzione del conflitto uomo-animale tramite interventi mirati di tutela ambientale.
LEAL rilancia l’invito alle istituzioni a ripensare questi provvedimenti e a promuovere una cultura di rispetto verso tutte le forme di vita, denunciando con fermezza la banalizzazione della morte e l’inarrestabile crescita di una mentalità basata sulla violenza come soluzione.
Intanto Provincia di Asti, invece, prosegue nella sua linea dura, organizzando anche serate informative per abilitare al “tiro al nutria” legittimato dall’ottenimento del permesso di abbattimento.
LEAL si riserva azioni legali e propone di adottare modelli di gestione faunistica che rispettino l’equilibrio naturale.

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