LEAL IN DIFESA DEL LUPO CON 48 ONG – NO AL NUMERO MINIMO DI ESEMPLARI, A RISCHIO LA SOPRAVVIVENZA

12 Ago, 2026

LEAL Lega Antivivisezionista è tra le quarantotto organizzazioni non governative che hanno firmato la lettera aperta inviata da Vilda Djurens Skydd (Protezione della fauna selvatica) alla Commissaria UE per l’Ambiente Jessika Roswall, con copia al Direttore Generale della DG Ambiente Eric Mamer.

Il caso. La Svezia ha comunicato alla Commissione Europea una “popolazione di riferimento favorevole” (FRP) per il lupo di appena 170 esemplari, valore che le firmatarie definiscono di natura politica e non scientifica. La relazione tecnica su cui la Svezia stessa si basa colloca infatti la soglia minima di sopravvivenza della popolazione (MVP) tra 170 e 270 lupi, precisando che il valore “favorevole” deve essere significativamente superiore a quello minimo. In altre parole, la Svezia avrebbe scambiato – o presentato deliberatamente – una soglia di mera sopravvivenza per un obiettivo di tutela raggiunto. A rendere la situazione ancora più delicata è il contesto politico: le elezioni generali svedesi si terranno a settembre 2026, e il ministro per gli Affari rurali Peter Kullgren ha già più volte indicato pubblicamente 170 come il nuovo valore di riferimento.

Le cinque richieste alla Commissione Europea, illustrate punto per punto nella lettera:

1. Rigetto formale del dato svedese.
La Commissione deve respingere in modo esplicito e inequivocabile la FRP di 170 lupi, perché incompatibile con l’articolo 17 della Direttiva Habitat e con le migliori conoscenze scientifiche disponibili.
2. Stop alla caccia fino a revisione.
La Commissione deve dichiarare per iscritto al governo svedese che, fino alla presentazione di un valore scientificamente fondato, il lupo in Svezia non gode di uno stato di conservazione favorevole, e che di conseguenza nessuna forma di caccia (né quella autorizzata, licensjakt, né quella “di protezione”, skyddsjakt) può essere legalmente praticata nel frattempo.
3. Scadenza pubblica e vincolante.
La Svezia deve avere un termine rigoroso per presentare una relazione corretta ai sensi dell’articolo 17, con termine e conseguenze resi pubblici prima delle elezioni di settembre.
4. Minaccia concreta di procedura d’infrazione.
In caso di mancato rispetto della scadenza, la Commissione deve chiarire che avvierà un’infrazione e porterà il caso davanti alla Corte di giustizia UE (le relazioni ex art. 17 hanno già fatto giurisprudenza, come nel caso finlandese C-342/05).
5. Niente scorciatoie economiche.
La spesa pubblica per misure di “gestione speciale” del lupo (oltre 100 milioni di corone svedesi l’anno) non può essere usata per giustificare o mascherare un valore di riferimento artificialmente basso.
La posta in gioco. Le firmatarie insistono che la questione va oltre il singolo caso: se uno Stato membro può fissare da solo, senza conseguenze, un parametro di tutela di natura politica, ogni altro Paese potrà concludere che la rendicontazione scientifica prevista dalla direttiva Habitat è negoziabile. Ciò rappresenta un precedente pericoloso per la protezione di qualsiasi specie protetta in Europa.

La lettera è stata coordinata con Wolf Watch Europe e Green Impact ed è firmata da Magnus Orrebrant, Presidente di Vilda Djurens Skydd.

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