LEAL: SPERIMENTAZIONE ANIMALE IN ITALIA: QUASI 400.000 ANIMALI COINVOLTI NEL 2023, CRESCE L’APPELLO PER METODI SOSTITUTIVI

19 Lug, 2025

I dati sulla sperimentazione animale in Italia, raccolti dal Ministero della Salute secondo la Direttiva Europea 2010/63/UE e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, sono stati diffusi nel n. 162 del 15 luglio 2025.

I numeri rivelano un quadro che solleva ancora forti perplessità riguardo all’uso massiccio, e spesso non obbligatorio, degli animali. I dati resi noti riguardano l’anno 2023, periodo in cui quasi 400.000 animali sono stati impiegati a fini scientifici nel nostro Paese.
I roditori continuano a essere i più impiegati, con circa 306.000 individui. Si registra inoltre un aumento esponenziale nell’uso dei tacchini (402) e la comparsa per la prima volta dei gerbilli della Mongolia (50), sottoposti a sperimentazioni molto invasive.
Nonostante il divieto generale previsto dal Decreto Legislativo 26/2014, sono stati utilizzati 450 cani, un numero considerato ancora elevato, seppur con eccezioni normative. I primati non umani sono stati 133, una riduzione del 50% rispetto all’anno precedente; tuttavia, la loro presenza rimane inaccettabile, oltretutto i laboratori possono utilizzare primati catturati direttamente in natura.

Oltre 100.000 animali sono stati sottoposti a esperimenti classificati come gravi. Questi includono procedure altamente invasive come fratture ossee, induzione di malattie gravi, amputazioni o danni sensoriali irreversibili.
Preoccupa anche l’aumento nell’uso di animali per scopi educativi, con 2.303 individui coinvolti, nonostante il divieto legislativo nelle scuole italiane, salvo specifiche deroghe universitarie.
Un dato particolarmente allarmante è che circa il 65% degli animali è stato impiegato in procedure per le quali non esiste alcun obbligo di utilizzare modelli animali. Questo, come sottolineato, trascura le indicazioni nazionali ed europee che promuovono attivamente metodi sostitutivi ed etici.

LEAL si batte affinché le pressioni esercitate dall’Unione Europea, unite alla comprovata bontà e affidabilità dei metodi sostitutivi (come la ricerca in vitro, i modelli computazionali avanzati e le tecniche basate su cellule umane, i modelli 3D e la ricerca human based), possano finalmente condurre a un azzeramento dell’uso di primati e, più in generale, di tutti gli animali nella ricerca per risultati più pertinenti e predittivi per l’uomo.

Banca Dati Telematica della Sperimentazione Animale: https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp


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