
Leal, Lega Antivivisezionista, sporge denuncia contro ignoti per i gravissimi fatti accaduti nei giorni scorsi in Calabria. In tre giorni più di 200 interventi dei Vigili del fuoco, a causa di incendi della vegetazione. Tra le zone maggiormente colpite troviamo il Parco nazionale del Pollino, Squillace Lido, Acri, Cassano allo Ionio e Sant’Eufemia di Lamezia Terme. Si tratta di Incendi che hanno minacciato abitazioni, vaste aree boschive, strutture ricettive. Questo immane disastro ambientale, ha svelato una pratica già nota: quella di utilizzare animali come inneschi. Quindi si profila non solo il dolo gravissimo di distruggere zone di vegetazione, creando un pericolo difficile da mitigare, date le alte temperature, ma anche l’orrore di utilizzare animali per propagare gli incendi. Questa tecnica è nota: per esempio nel 2012, nell’incendio che interessò la provincia dell’Aquila, nella pineta di Roio, vennero utilizzati piccoli animali, conigli o gatti, cosparsi di benzina e lasciati correre nei boschi. Questo non può essere considerato solo un gesto criminale, sicuramente dettato da interessi prettamente economici, ma è il gesto di menti malate e pericolose. Uno stragismo omicida. In un video diffuso sui social dal presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto, Domenico Costarella, dirigente del dipartimento della Protezione Civile regionale della Calabria, con lucidità descrive cosa è successo e la gravità di queste azioni:
“Un minuto per raccontarvi quello che abbiamo anche trovato in queste ore, nei vari scenari di incendio che abbiamo avuto. Abbiamo trovato degli inneschi, inneschi ritardati che sono proprio frutto, di una mente, non solo dolosa, ma direi criminale.” Ma la cosa raccapricciante è il ritrovamento di gatti, cui era stato legato uno straccio alla coda e lanciati nei boschi affinché, terrorizzati, propagassero l’incendio scappando. “Sono cose disumane – continua Costarella – purtroppo il peggior nemico dell’uomo è l’uomo”.
Questo è un assunto che deve necessariamente far riflettere, su quanto sia importante e urgente un cambiamento di mentalità, quanto il denaro non possa essere il motore di ogni efferata azione. Le azioni sconsiderate e criminali di umani senza scrupoli ricadono sempre sui deboli. Siamo di fronte a fatti che evidenziano la follia di menti distorte, che non hanno nessun problema a dare fuoco a un animale per poi lanciarlo nella vegetazione.
“Quanto sta accadendo in Calabria in questi giorni – afferma l’avvocato di Leal Aurora Rosaria Loprete – non è solo una tragedia ambientale di vaste proporzioni, ma un vero e proprio dramma silenzioso che sta divorando le vite di centinaia di animali incolpevoli, in particolare i gatti delle colonie feline e i randagi che popolano i nostri territori. I roghi che devastano la nostra regione distruggono rifugi e habitat, lasciando gli animali senza via di fuga: molti rimangono intrappolati tra le fiamme o muoiono tra immani sofferenze per ustioni ed esalazioni. La protezione degli animali e della biodiversità non è un’opzione né un atto di mera carità, ma un preciso dovere sancito dalla nostra Costituzione e dalle leggi dello Stato.
Chi appicca il fuoco si rende responsabile di condotte criminali gravissime, che integrano i reati di uccisione e maltrattamento di animali di cui agli articoli 544-bis e 544-ter del Codice Penale. Per questi atti di vera e propria barbarie chiederemo la massima severità punitiva nelle sedi preposte.
Non possiamo più accettare che l’emergenza incendi travolga gli ultimi senza che vi sia un piano di soccorso strutturato: servono interventi coordinati immediati per il recupero degli animali feriti, massimo sostegno ai volontari che stanno rischiando la propria incolumità sul campo e indagini capillari per individuare i responsabili. Saremo vigili su ogni singola situazione e pronti ad agire giudizialmente affinché queste vittime invisibili abbiano giustizia”.
La morte che questi animali incontrano è una morte atroce, tra le fiamme e spesso senza via di scampo. Animali in fuga, che spesso, per difendere i cuccioli, si fanno scudo loro stessi, morendo nella vana speranza di salvezza. Una combinazione di eventi distruttivi, che annienta completamente, in poco tempo, qualsiasi possibilità di riparo. Centinaia di migliaia di animali innocenti, vittime della follia umana, perdono la vita ogni anno in questi roghi.
Un incendio è un evento estremamente traumatico, non solo per l’ambiente stesso, ma per le specie che in esso trovano rifugio e sostentamento. Gli animali selvatici sono sottoposti a un tragico e repentino cambiamento: oltre al danno fisiologico, quindi il fuoco causa stress emotivo, paura, angoscia, disorientamento. Questo può comportare anche variazioni sostanziali nei loro comportamenti, oltre al danno irreparabile della distruzione di un sistema di mutuo aiuto, nel quale scompaiono le risorse alimentari e i rifugi. Inoltre non tutte le specie riescono a mettersi in salvo o ad adattarsi al nuovo sistema. Un danno difficilmente misurabile. Molte specie si allontanano cercando un ambiente idoneo ad accoglierli, ma questo dipende anche dal periodo in cui l’incendio si sviluppa. Insomma, gli eventi catastrofici che sono concatenati, sono la conseguenza meno controllabile di questo disastro ambientale.
È importante che ci sia un piano serio e di controllo. Gli animali, in questo frangente, sono le vittime sacrificate, come spesso accade, per un interesse economico. I soldi spazzano via qualsiasi residuo di umanità.
La Leal, da sempre per una giustizia che difenda i diritti di ogni essere vivente, sporge denuncia contro ignoti e chiede il massimo della pena per i responsabili, appena saranno assicurati alla giustizia. Chi sa o ha info anche anonime scriva a segreteria@leal.it. Nessuno sconto di pena deve essere concesso ai criminali che hanno compiuto un gesto tanto crudele.
“Siamo sconvolti e preoccupati – sostiene Gian Marco Prampolini presidente Leal – gesti così crudeli e criminali devono avere una risposta ferma e immediata, dal punto di vista della giustizia. Come si fa a difendersi da questi delinquenti che non hanno né scrupoli né paura? Per questo confidiamo in un’azione più che severa da parte degli organi competenti. Non possiamo e non dobbiamo smettere di avere fiducia. Che la giustizia faccia il suo corso, le leggi esistono e si devono applicare”.






