La rivoluzione etica della ricerca: organi su chip e digital twin sostituiscono la vivisezione con cure personalizzate. In un’epoca di accelerazione scientifica straordinaria, la ricerca medica italiana dimostra che è possibile curare gli esseri umani senza torturare animali. LEAL, da sempre in prima linea contro la vivisezione, accoglie con entusiasmo i rapidi progressi delle tecnologie bioingegneristiche come gli organi su chip e i digital twin. Queste innovazioni replicano fedelmente i tessuti umani per testare terapie precise e personalizzate, rendendo superati gli esperimenti su animali e aprendo la porta a trattamenti su misura che salvano vite umane e animali.
Le repliche biologiche e digitali di visceri o strutture organiche vengono progettate per riprodurre con la massima fedeltà le caratteristiche dei pazienti, eliminando del tutto il ricorso alla sperimentazione animale. A Scampia, nel laboratorio D3 4Health finanziato dal Pnrr, Paolo Netti, bioingegnere e presidente dell’Associazione Nazionale Bioingegneri, dichiara a ‘Civiltà dei Dati’: “Siamo riusciti ad accoppiare più organi su chip, ad esempio intestino-cervello, per studiare i meccanismi infiammatori o le risposte dei pazienti. I malati oncologici sviluppano spesso cardiopatie a causa dei trattamenti chemio-terapici, che possono indebolire il cuore. Disporre di un tessuto analogo o di un gemello artificiale, come un cuore su chip, permette di studiare in modo preciso l’impatto delle terapie sul sistema cardiaco. Misurando aritmie, scompensi cardiaci e capacità elettriche delle cellule, si può prevedere l’insorgenza di patologie e comprendere come un paziente reagisce a determinati trattamenti, decidendo così se proseguire o cambiare terapia. Queste tecnologie — precisa Netti — consentono di realizzare organi tridimensionali in vitro, usati per generare dati sull’uomo che alimenteranno gli algoritmi di IA finalizzati a creare i gemelli digitali. Da un omologo virtuale di un paziente, che vive in laboratorio, possiamo ottenere preziose informazioni per capire il comportamento di un tessuto, organo o addirittura di un individuo”.
Questi progressi sono guidati da eccellenze italiane come l’Università Federico II di Napoli e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). LEAL sottolinea come questi ‘gemelli digitali’ rappresentino un balzo etico e scientifico: basta con i test su animali, che producono dati inaffidabili e non trasferibili all’uomo. Ogni organismo reagisce in modo diverso, ma i modelli predittivi personalizzati cambieranno radicalmente questo approccio, offrendo diagnosi su misura. È la cosiddetta “leucemia su chip”, che apre la strada a nuove terapie di precisione: i medici testano le cellule tumorali di un paziente prima di iniziare il trattamento, individuando la cura più efficace e mirata. All’IIT è nata una libreria di organi su chip – polmoni, pelle, cervello, fegato, intestino – miniaturizzati da cellule umane.
L’unico vero ostacolo, come denunciano i ricercatori, è la trasferibilità dei dati sanitari tra regioni, che rallenta i progressi. LEAL sottolinea come questo problema politico e burocratico debba essere superato con urgenza: rendere subito disponibili i dati sanitari tra le Regioni sbloccherebbe il vero potere di queste tecnologie, rendendo la ricerca etica ancora più rapida e universale.

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