L’ORSA JJ4 TRASFERITA IN GERMANIA: UNA VITTORIA O UNA SCONFITTA?

21 Lug, 2025

Cristiano Fant
Operatore esperto in Etologia Relazionale
Responsabile LEAL Fauna Selvatica

Il trasferimento in Germania dell’orsa JJ4, solamente un paio di giorni prima che due senatrici e un europarlamentare del Movimento 5 Stelle andassero al Casteller per verificarne le condizioni, è un atto che costringe a porre diverse domande. Innanzitutto, sulle condizioni dell’orsa (messe in dubbio proprio dal trasferimento così repentino e coincidente con la visita ufficiale del mondo politico, quella parte interessata ad esso, per lo meno), non di meno sul fatto che sia davvero JJ4 l’individuo trasferito. I responsabili del Casteller sono sempre stati reticenti nell’aprire le porte della struttura a visite ufficiali e questa mancanza di trasparenza non depone a loro vantaggio.

Dal punto di vista scientifico, se da un lato può essere certamente confortante il trasferimento in un territorio più vasto e naturale di quanto la prigione del Casteller sia – un territorio nel quale l’esemplare troverà altri soggetti con cui interagire (pur con tutti i rischi del caso) – dall’altro lato, il reinserimento in natura di un individuo che ha vissuto un periodo della propria vita in stato di isolamento sociale costringe a porsi delle domande sulla capacità di ritrovare il proprio equilibrio specie-specifico e tornare a vivere da orsa.

Ora JJ4 deve avere il tempo di ridare un senso alla propria vita, di riprendere con calma un proprio rapporto con l’ambiente, di gestire le interazioni inter e intraspecifiche e non è detto che vi riesca. Il trasferimento di un individuo che ha sempre e solo seguito la propria indole, colpevole soltanto di essere vittima dell’uomo e della sua ignoranza nel realizzare un progetto che non andava realizzato e che è sempre stato mal gestito, rappresenta il fallimento (uno dei tanti) nella convivenza tra animali umani e non. Il fatto che continui, nonostante le prove scientifiche a sua discolpa, ad essere considerata l’orsa che ha ucciso un corridore in Trentino (del quale vanno evidenziate evidenti colpe) dimostra non di meno la volontà di continuare a non volere che una convivenza, pur indispensabile, si possa realizzare.

Il trasferimento dell’orsa, giudicato da qualcuno come un successo, è in realtà una grande sconfitta; rappresenta quella parte della società che si piega davanti a meri interessi politici, interessi che forse sono gli stessi di chi ha in passato avallato il trasferimento e oggi ne trae piacere. L’orsa vivrà meglio? Forse; di certezze non possiamo averne. Quello che è certo è che ancora una volta abbiamo messo gli interessi della nostra specie dinnanzi a quelli ben più importanti del mondo naturale e della biodiversità che ci circonda e permette la vita sul pianeta!


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