Il terrore non è tradizione, il dolore non è cultura
La Leal – Lega Antivivisezionista esprime la propria ferma e inequivocabile condanna verso ogni forma di macellazione rituale, sia essa legata alla festa islamica Eid al‑Adha o alla pratica ebraica della Shechità, due tradizioni che continuano a prevedere l’uccisione rituale di animali attraverso metodi che la nostra associazione considera crudeli, anacronistici e incompatibili con una società che voglia definirsi etica e civile. Dal 27 maggio, data della festa islamica, in diverse città d’Italia, migliaia di animali saranno sgozzati da vigili.
Nonostante il Regolamento europeo 1099/2009 consenta, in deroga, la macellazione senza stordimento all’interno dei macelli autorizzati, la Leal ribadisce che questa norma è insufficiente e non garantisce in alcun modo il diritto dell’animale a non provare dolore. La recente giurisprudenza italiana, che vieta tassativamente ogni macellazione rituale al di fuori dei macelli, conferma la gravità del fenomeno, ma non risolve il problema alla radice: la sofferenza dell’animale resta immutata, indipendentemente dal luogo in cui viene inflitta.
La Leal sottolinea che la sofferenza animale non può essere relativizzata né giustificata da tradizioni religiose, culturali o sociali. La distinzione tra macellazione “regolare” e macellazione “clandestina” non cambia la sostanza né attenuta la sofferenza: l’animale subisce comunque un dolore estremo e una morte violenta. Per questo l’associazione chiede un intervento legislativo più coraggioso, che elimini ogni deroga e che riconosca finalmente il diritto degli animali a non essere uccisi.
Il presidente della Leal, Gian Marco Prampolini, dichiara: “Posto che per noi ogni uccisione di animale è una barbarie inaccettabile per un paese civile, la norma europea è ancora insufficiente a nostro parere, per garantire il diritto almeno all’atarassia, ossia all’assenza di dolore, per l’animale. Durante di riti di Halal e Kosher l’animale non viene reso incosciente prima del taglio della gola, resta vigile, cosciente e sensibile al dolore mentre vengono recisi trachea, esofago e grossi vasi sanguigni, e perde conoscenza solo dopo secondi o minuti durante dissanguamento e asfissia. La differenza non può risiedere nel luogo in cui la macellazione avviene. Cosa cambia per il dolore che un animale prova essere dentro a un macello? Cambia l’intensità del dolore? Certamente no. Noi ci opponiamo con tutte le nostre forze ad una pratica orribile. E intendo infine ricordare che la cultura cresce quando cresce la difesa della vita e non la distruzione della stessa. Ricordiamo infine che sono diversi i casi riscontrati di macellazioni clandestine, auspichiamo quindi controlli a tappeto e nessuna tolleranza verso questi atti, di fatto criminali”.
La Leal invita le istituzioni a intensificare i controlli, contrastare con fermezza le macellazioni illegali e avviare un percorso culturale che metta al centro la tutela della vita, senza eccezioni e senza compromessi.
“Desidero inoltre ricordare – conclude Prampolini – alla cittadinanza che, ad oggi, sono già stati annunciati tre eventi pubblici legati alla festa di Eid al‑Adha: a Roma, presso il Parco di Villa Gordiani il 31 maggio; a Reggio Emilia, al Circolo Pigal il 27 maggio; e a Civitavecchia, in Via Granari, sempre il 27 maggio. Eventi che, sostengono gli organizzatori, non prevedono alcuna macellazione pubblica, ma che richiamano comunque l’attenzione su una pratica che continua a generare inaccettabile sofferenza. Invito direttamente la popolazione a unirsi alla nostra richiesta di abolire definitivamente una tradizione cruenta e anacronistica. Non è possibile pensare che dal dolore di un essere innocente possa nascere una forma di comunione. La compassione e il rispetto della vita devono essere il fondamento di una società che voglia davvero definirsi civile.”
“Slaughter without stunning” significa “macellazione senza stordimento”: è la pratica concessa in deroga dall’Unione Europea, che consente la macellazione degli animali senza stordimento preventivo: l’animale non viene reso incosciente prima del taglio della gola, resta vigile, cosciente e sensibile al dolore mentre vengono recisi trachea, esofago e grossi vasi sanguigni, e perde conoscenza solo dopo secondi o minuti durante dissanguamento e asfissia; è esattamente la pratica che la normativa europea consente unicamente come deroga religiosa per i riti halal e kosher.






