MACELLAZIONE RITUALE: COSA E'

La macellazione rituale è una pratica che si distingue da quella tradizionale perché prevede lo sgozzamento e il dissanguamento dell’animale quando è ancora vivo. Si tratta di un rito religioso che, attualmente, viene eseguito senza alcun tipo di stordimento: l’animale rimane cosciente durante l’uccisione e va incontro a una morte lenta e dolorosa.

Nella macellazione tradizionale, la legge tutela esplicitamente il benessere animale imponendo il previo stordimento per evitare sofferenze inutili. In Italia questo principio è sancito dal D.Lgs. 131/2013, che recepisce il Regolamento (CE) n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’abbattimento, stabilendo che gli animali devono essere resi incoscienti prima della loro uccisione. La macellazione rituale rappresenta un’eccezione: per motivi religiosi, il Regolamento europeo concede una deroga che permette di uccidere gli animali senza stordimento. Questa deroga rende legale una pratica che comporta un’evidente e grave sofferenza animale. In Italia, secondo la normativa vigente, la macellazione rituale non può essere effettuata in macelli privati. Di conseguenza, gli animali destinati a questo tipo di uccisione vengono inviati ai macelli nazionali autorizzati, che per questa pratica non applicano le norme italiane sul previo stordimento.

È un tema complesso e controverso che LEAL intende sovvertire.

La macellazione rituale è più frequente di quanto si creda

La macellazione rituale non è un evento sporadico o legato a particolari cerimonie religiose: è la procedura ordinaria attraverso cui viene prodotta tutta la carne destinata al consumo Kosher e Halal. Poiché le norme ebraiche e islamiche richiedono che l’animale sia vivo e in buona salute al momento del taglio e che l’uccisione avvenga secondo il rito prescritto, ogni prodotto carnico certificato come “permesso” deriva necessariamente da macellazione rituale. Questo significa che la pratica, pur essendo definita “rituale”, è in realtà quotidiana e strutturale, perché rappresenta il metodo standard di produzione della carne consumata dalle comunità che seguono queste prescrizioni alimentari.

La deroga allo stordimento

Nell’articolo 4, paragrafo 4, del regolamento (CE) 1099/2009 si stabilisce che gli Stati membri possono autorizzare la macellazione senza stordimento, se richiesta per motivi religiosi, a condizione che l’abbattimento avvenga in un macello riconosciuto. Da qui si evince che la deroga è europea ma l’applicazione nazionale. Di conseguenza non esiste obbligo a uccidere l’animale senza stordimento e ogni Stato può applicare, a discrezione, questa norma.

COSA PROVANO GLI ANIMALI durante la macellazione rituale

Durante la macellazione rituale l’animale viene sgozzato mentre è pienamente cosciente, poiché la pratica non prevede alcun previo stordimento. Il taglio recide trachea, esofago e i principali vasi sanguigni del collo, provocando un dolore immediato e acuto. La perdita di coscienza non è istantanea: la letteratura scientifica documenta che può avvenire in circa 30 secondi, ma in molti casi la morte sopraggiunge dopo diversi minuti, durante i quali l’animale manifesta panico, terrore, vocalizzazioni, tentativi di fuga e convulsioni. Dal punto di vista fisico, il cervello rimane irrorato per alcuni secondi, mantenendo la percezione del dolore; dal punto di vista psichico, l’animale sperimenta una condizione di angoscia estrema dovuta alla consapevolezza dell’evento traumatico e dell’imminente morte. Questa pratica è definita slaughter without prior stunning.

La sentenza della Corte Europea che ha difeso il benessere animale

La sentenza della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo del 13 febbraio 2024 ha stabilito che vietare la macellazione rituale senza stordimento non viola la libertà religiosa.
La Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo, contiene un articolo, il numero 9 che tutela la libertà di pensiero, coscienza e religione. L’articolo è diviso in due parti:

1. Libertà interna (assoluta) È il diritto di credere o non credere. Nessuno Stato può interferire;

2. Libertà esterna (limitabile) È il diritto di manifestare la propria religione attraverso riti, pratiche, osservanze.

È possibile limitare il secondo punto se previsto dalla legge atta a perseguire uno o più scopi legittimi. Gli scopi legittimi includono: ordine pubblico, salute pubblica, diritti altrui, morale pubblica. Ed è proprio qui che la CEDU ha inserito il benessere animale.

Perché la sentenza del 2024 è storica

La Corte ha stabilito che il benessere animale rientra nella “morale pubblica” dell’articolo 9. Di conseguenza, vietare la macellazione senza stordimento NON viola la libertà religiosa. Questo significa che gli Stati possono vietare la macellazione senza stordimento. Lo stordimento reversibile è compatibile con il rito, non c’è discriminazione, la deroga del Reg. 1099/2009 non è più “intoccabile”.

Questa è la base giuridica alla quale appellarsi per chiedere all’UE di eliminare la deroga e all’Italia di vietare lo sgozzamento di animali coscienti.

La sentenza in questione riguardava i decreti delle regioni belghe Fiandre e Vallonia, che avevano introdotto l’obbligo di stordimento reversibile anche per i riti religiosi. Comunità ebraiche e musulmane avevano contestato tali divieti sostenendo che violassero l’articolo 9 della Convenzione (libertà di religione) e l’articolo 14 (divieto di discriminazione). La Corte ha respinto ogni ricorso, affermando che la tutela del benessere animale rientra nella nozione di “morale pubblica” e che gli Stati membri possono agire con un ampio margine di apprezzamento nel bilanciare libertà religiosa e protezione degli animali.

COSA STA FACENDO LEAL

LEAL chiede la revoca immediata a Italia e Europa

Abbiamo chiesto formalmente al Governo italiano di eliminare la deroga che consente la macellazione rituale senza stordimento e alla Commissione Europea di modificare il Regolamento (CE) 1099/2009, revocando così la possibilità concessa agli Stati membri di autorizzare o meno lo stordimento degli animali durante i riti religiosi.

Per LEAL la tutela del benessere animale deve essere un principio uniforme e non negoziabile: nessuna tradizione può giustificare il dolore.

Attraverso due lettere inviate alle massime autorità italiane e europee stiamo lottando per l’abolizione di una pratica di inaccettabile crudeltà. Abbiamo richiamato proprio la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 13 febbraio 2024, secondo cui lo stordimento per evitare sofferenza all’animale sacrificato è pienamente compatibile con le pratiche religiose e non viola la libertà di culto, al contrario sancisce che il benessere animale si pone al di sopra di qualsiasi rito o tradizione.

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