LEAL ha formalizzato tramite i propri legali la richiesta di revoca immediata del piano di abbattimento dei piccioni a Nibbiola, previsto per il 5 febbraio 2026.
L’associazione contesta duramente l’atto pubblicato nell’Albo Pretorio, ritenendolo privo di basi legali e sottolineando l’illegittimità e il grave pericolo che tale operazione rappresenta per la pubblica incolumità.
Il provvedimento violerebbe la Legge 157/1992, che impone l’uso di metodi ecologici (come dissuasori o mangimi sterilizzanti) prima di ricorrere agli abbattimenti, considerati l’estrema ratio. Ad oggi non risulta alcuna prova del fallimento di tali approcci, né un’ordinanza sanitaria supportata da dati ASL aggiornati. Inoltre, nel 2025 la Regione Piemonte ha annullato il Piano di contenimento della specie, privando l’intervento di ogni copertura normativa.
Particolare preoccupazione desta la sicurezza pubblica: il Comune non ha specificato luoghi, orari o protocolli di interdizione al transito per l’uso di armi da fuoco in centro abitato. Sulla questione Roberto Brognano, responsabile Maltrattamento e Randagismo LEAL precisa: “LEAL chiede la revoca immediata o la sospensione delle operazioni, la pubblicazione urgente di piani operativi con luoghi, ditte incaricate e misure di sicurezza. Tuteliamo animali e cittadini da decisioni arbitrarie e pericolose prive di efficacia scientifica e giuridica. Lo stato di degrado del Castello di Nibbiola, preso a pretesto, è dovuto alla mancanza di manutenzione e non alla presenza dei volatili.”.

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