
Orso inseguito in Val di Torre: Leal sporge denuncia
Inseguire un orso in fuga è l’ennesima e insensata prodezza del solito reporter improvvisato, che mette in pericolo tutti commettendo un reato
Un animale braccato, inseguito per una manciata di consensi sul web. Un orso spaventato che corre nella notte, inseguito da fari insistenti. È ciò che è accaduto in una strada dell’Alta Val di Torre, in Friuli Venezia Giulia, dove uno sconsiderato ignoto ha inseguito un orso costringendolo ad una affannosa fuga notturna.
La LEAL ha deciso, come sempre, di non fermarsi davanti alle ingiustizie e ha sporto denuncia al fine di poter risalire all’identità della persona che ha realizzato il video e perseguirlo nelle sedi giudiziarie per il grave reato commesso.
Le immagini mostrano un animale costretto a fuggire a massima velocità, in evidente stato di stress, senza possibilità di deviazione o riparo. Un comportamento che non può essere considerato una leggerezza, perché si tratta di disturbo intenzionale ai danni di una specie particolarmente protetta, vietato dalla normativa nazionale ed europea e, di fatto, un reato. L’inseguimento ha messo in pericolo l’orso, costretto a uno sforzo fisico innaturale e potenzialmente dannoso, e ha creato un rischio concreto anche per gli occupanti del veicolo e per altri utenti della strada. Un animale selvatico non corre per gioco: corre per paura. Costringerlo a farlo su asfalto significa esporlo a malore anche fatale, cadute, ferite, disorientamento e possibili fughe verso zone abitate, aumentando i conflitti e compromettendo la sua stessa e sopravvivenza.
Il web è pieno di video di questo genere: umani che si improvvisano reporter d’assalto, che ignorano totalmente le regole basilari di comportamento quando si è a contatto con un animale selvatico; ignorarle, oltre a creare un grave disturbo all’animale, può causare comportamenti inaspettati e molto pericolosi.

“Quell’orso – afferma Gian Marco Prampolini, presidente Leal – non stava partecipando a uno spettacolo: stava fuggendo dalla paura. Ridurre la sua vita a un contenuto da condividere è una violenza morale prima ancora che giuridica. Inseguire un animale per un video rivela la distanza abissale tra chi cerca visibilità e chi difende la vita. Un orso non è un trofeo digitale: è un individuo che prova paura, fatica, dolore. LEAL non permetterà che venga trattato come un bersaglio da rincorrere.L’orso è una specie particolarmente protetta dalla normativa nazionale ed europea. Il comportamento documentato nel video configura un disturbo intenzionale della fauna selvatica, vietato dal DPR 357/1997 e perseguibile ai sensi del Codice Penale. Per questo LEAL ha depositato denuncia, chiedendo che vengano individuati i responsabili e applicate tutte le sanzioni previste”.
Ancora una volta l’essere umano rappresenta una minaccia per la fauna selvatica. La pacifica convivenza con gli animali selvatici è fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema. Disturbarli, cacciarli, sfrattarli, è un danno irreversibile alla biodiversità.
È chiaro che non si può tollerare un comportamento che possa interferire nella vita di individui, già abbastanza maltrattati. Orsi, lupi, cinghiali: vita grama per i selvatici in Italia.
È un momento storico in cui i selvatici sono in grave pericolo, sia per le ingiuste disposizioni di abbattimenti, sia per l’eccessiva antropizzazione di zone nelle quali la coabitazione intraspecifica è diventata veramente problematica, non tanto per la pericolosità degli animali, quanto per la presenza umana e la progressiva campagna di terrorismo mediatico, che gli abitanti dei boschi stanno subendo.
Per abitanti dei boschi intendiamo gli animali, non gli esseri umani, perché ricordiamoci che non è il cervo che attraversa la strada, ma è la strada che taglia il bosco.

Gli animali hanno diritto a un loro habitat, hanno diritto a una casa che li accolga, non possiamo pensare che ogni angolo del pianeta ci appartenga. È importante che ci sia una sensibilità e un rispetto nei confronti dell’ambiente e di tutti gli abitanti, perché comportamenti di questo tipo sono, purtroppo, il metro, di quanta poca empatia e considerazione ci sia nei confronti degli altri esseri viventi. La LEAL da sempre è dalla parte degli animali e anche questa volta andrà fino in fondo, chiedendo giustizia per questo orso e per tutti gli animali offesi, messi in pericolo e sfrattati.






