LEAL: “Ogni individuo conta. Ora servono corridoi ecologici, prevenzione e giustizia”
La presentazione, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della nuova stima genetica della popolazione di orso bruno marsicano segna un passaggio decisivo nella conoscenza e nella tutela di una delle specie più minacciate d’Europa.
Secondo il campionamento genetico condotto nell’estate 2025, gli orsi presenti nell’intero areale dell’Appennino centrale sono 81 individui, con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88. È la prima stima mai realizzata sull’intero areale di distribuzione, resa possibile da un monitoraggio genetico esteso e sistematico finanziato dal PNRR.
Il nucleo storico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e della sua Zona Contigua si conferma stabile o in lieve crescita rispetto al 2014, mentre circa 16 individui sono stati identificati nelle aree periferiche, segno di una espansione lenta ma reale.
Un’espansione che, tuttavia, si scontra con la frammentazione dell’habitat, oggi il principale ostacolo alla sopravvivenza della sottospecie.
Il precedente report ISPRA: una popolazione ancora sotto soglia di sicurezzaLa lettura dei nuovi dati non può prescindere dal report ISPRA 2025, che stimava per l’orso marsicano una probabilità di estinzione del 17% entro un secolo.
Il report ricordava inoltre che la precedente stima ufficiale del 2014 – limitata al solo PNALM e alla Zona Contigua – indicava 45–69 individui.
La nuova stima di 81 orsi sull’intero areale è dunque compatibile con una popolazione che cresce lentamente, ma resta demograficamente fragile: pochi individui, distribuzione frammentata, mortalità non sempre naturale, espansione ostacolata da infrastrutture e attività antropiche.
Per LEAL, questi numeri non devono indurre a ottimismo: la popolazione rimane sotto la soglia minima di sicurezza e ogni perdita ha un impatto immediato e grave.
La posizione di LEAL: l’orso marsicano è una specie-sentinella dell’Appennino.
Per LEAL, l’orso bruno marsicano è una specie-sentinella, capace di indicare lo stato di salute degli ecosistemi montani.
La sua tutela non è solo un dovere ambientale: è un indicatore della qualità delle politiche territoriali, della gestione forestale, della connettività ecologica e della capacità delle istituzioni di prevenire i conflitti uomo-fauna.
LEAL ribadisce che la protezione dell’orso marsicano richiede: corridoi ecologici funzionanti, riduzione della frammentazione dell’habitat, controlli rigorosi contro bracconaggio e violenze, investimenti strutturali nel monitoraggio genetico, educazione delle comunità locali, una giustizia che funzioni.
Il caso Amarena: una ferita che pesa sulla specieIn questo quadro, la vicenda di Amarena, l’orsa uccisa il 31 agosto 2023, resta una ferita aperta.
Il processo, inizialmente fissato per gennaio 2026, è stato rinviato al 25 settembre 2026.
Un rinvio che desta preoccupazione: ogni slittamento aumenta il rischio di prescrizione, negando giustizia non solo ad Amarena, ma all’intera popolazione di orsi marsicani. Amarena era una femmina riproduttiva, pacifica, conosciuta e amata dalle comunità locali. La sua uccisione ha rappresentato un danno ambientale collettivo, un colpo alla resilienza della sottospecie e un monito sulla fragilità della convivenza tra uomo e fauna.
LEAL, ammessa come parte civile, continuerà a seguire il processo con determinazione, perché la tutela della fauna passa anche dalla certezza della pena.
LEAL: “La stima 2025 conferma che ogni orso conta. Ora servono scelte politiche coraggiose”
Alla luce dei nuovi dati, LEAL chiede:
- Protezione immediata dei corridoi ecologici, essenziali per l’espansione della specie.
- iduzione della frammentazione dell’habitat, con interventi su viabilità, infrastrutture e aree agricole.
- Potenziamento dei controlli contro bracconaggio e violenze.Investimenti strutturali nel monitoraggio genetico, unico strumento affidabile per valutare la reale consistenza della popolazione.
- Una giustizia rapida ed efficace nel caso Amarena.La nuova stima genetica non è un traguardo: è un campanello d’allarme.L’orso marsicano resta una popolazione piccola, isolata, esposta a rischi enormi.
LEAL continuerà a difenderlo con ogni mezzo legale, scientifico e comunicativo, perché la sua sopravvivenza riguarda il futuro dell’Appennino e la responsabilità dell’uomo verso la vita che lo circonda.






