PALERMO APRE LA STRADA: ADDIO ALLE CARROZZE A CAVALLO

29 Lug, 2026

A Palermo le carrozze trainate da cavalli lasceranno il posto a vetture elettriche. Il consiglio comunale ha approvato un emendamento che avvia la transizione, progressiva ma finalmente reale, dalle classiche carrozze a quelle elettriche.

Palermo finalmente compie questo importante passo per il benessere animale e LEAL, la lega antivivisezionista, si congratula con l’amministrazione per una decisione tanto attesa in molte città. Affinché sia garantito il benessere dei cavalli, Leal è pronta a vigilare sul futuro degli animali, che a loro sia garantita una pensione adeguata, un santuario, un rifugio, un luogo ideale alle loro caratteristiche etologiche e che, soprattutto, permetta loro di proseguire una vita priva di sfruttamento e sofferenza.

Da anni, LEAL porta avanti questa lotta. Nel 2023, insieme ad altre associazioni, ha denunciato l’abuso che i cavalli subiscono, soprattutto nei mesi estivi, chiedendo alle amministrazioni comunali di intervenire per la salute degli animali. A spingere l’appello fu l’ennesimo cavallo crollato a terra per il caldo, proprio a Palermo. Da quel momento, è diventata urgente la richiesta di una transizione civile, che rispetti gli animali, costretti, in ogni stagione e con ogni temperatura, a trascinare turisti spesso ignari della crudeltà che infliggono.

La bellezza di città come Roma, Napoli, Pisa, Firenze e Messina è offuscata da questa pratica che non ha più senso e che è dannosa per i cavalli. In merito a questa decisione l’assessore al benessere animale del comune di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, dichiara:

“Altrettanto storica è l’approvazione del nuovo Regolamento comunale per il benessere animale della città di Palermo, un testo organico e innovativo che raccoglie norme e strumenti finalizzati alla tutela di tutte le specie animali, al riconoscimento dei loro diritti e alla prevenzione di ogni forma di maltrattamento, abuso o sfruttamento. Il regolamento mette inoltre a disposizione dei cittadini strumenti concreti per segnalare situazioni di violazione e fornisce alle forze dell’ordine un quadro operativo e sanzionatorio chiaro ed efficace per intervenire”.

Palermo ha stabilito un piano di riconversione di 180 giorni, seguito da un ulteriore anno di transizione per permettere ai vetturini di adattarsi. Allo stesso tempo, s’impegnerà a garantire agli animali coinvolti un ambiente adeguato, rispettando le loro esigenze. Comprendere la natura del cavallo è il primo passo per capire perché questa svolta sia necessaria in tutte le città.

A sottolinearlo è Gian Marco Prampolini, presidente di LEAL: “È un passo importante e un segnale per le altre città, quello che è accaduto a Palermo. Le carrozze sono una pratica intollerabile, inutile e da abolire. Ci auguriamo che questo faccia da apripista a un cambiamento vero, sempre nell’interesse del benessere degli animali, in questo caso il cavallo, animale meraviglioso”.

Non solo Palermo: gli altri passi avanti per gli equidi in Italia

Il percorso intrapreso a Palermo è parte di una consapevolezza lenta ma fondamentale, che sta portando la tutela dei cavalli al centro del dibattito comunale e regionale in tutta Italia. Anche se la strada è lunga e le resistenze continuano inspiegabilmente ad essere tante, ci sono già dei passi avanti. Diverse delibere comunali hanno iniziato a trasformare le licenze delle ippocarrozze in licenze per veicoli elettrici o ecologici, allontanando così la sofferenza animale dai centri storici. Il commercio e l’utilizzo degli animali per ogni utilità prettamente umana, ci si augura sia sempre meno frequente, in una società dove i diritti non sono soltanto di alcuni, ma di qualsiasi essere senziente. In attesa di abolire completamente le botticelle, alcune amministrazioni hanno già introdotto ordinanze estive che limitano la circolazione dei cavalli oltre una certa temperatura o durante le ore più calde: a Firenze il limite è 35 gradi, a Napoli 30 e a Messina 33. Verona ha fatto un passo deciso: le carrozze a cavallo sono totalmente vietate dal 2020. “Il provvedimento di Palermo – continua Gian Marco Prampolini – stabilisce un principio che dovrebbe essere applicato ovunque: i cavalli dismessi hanno diritto a una sistemazione adeguata per il resto della loro vita, senza finire al macello”.

Cosa dice la legge sulla tutela del cavallo

La protezione dei cavalli da lavoro, da trasporto e da diletto si fonda in Italia su una normativa precisa, anche se restano urgenti riforme più radicali. Il cavallo è un animale magnifico e fiero e Leal è già da tempo che sostiene l’importanza di una normativa che ne vieti la macellazione: “Nessun cavallo dovrebbe essere destinato alla macellazione – sostiene Gian Marco Prampolini – una vita di fatica che termina nel peggiore dei modi: cibo per umani. Da sempre sosteniamo, noi di Leal, un’alimentazione senza sofferenza animale. Nessun essere senziente deve essere destinato a questo.” La Leal di recente ha inviato, alla Commissione europea e ai ministeri interessati, una richiesta di revisione riguardante la deroga allo stordimento degli animali nella macellazione rituale. Un passo importante, una goccia in un oceano di sofferenza, un inizio che possa garantire e affermare, gradualmente, in un futuro di diritto, finalmente la dignità della vita di ogni essere senziente.

Codice penale, art. 544-ter (maltrattamento di animali).

Quest’articolo punisce chi sottopone un animale a usi o comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche. È la norma che ora tutela, almeno sulla carta, i cavalli costretti a trainare carrozze su strade calde e in condizioni di grande stress.

Codice della strada, D.Lgs. 285/1992, artt. 67 e 70.

Questi articoli regolano le targhe dei veicoli a trazione animale e i permessi comunali per il servizio di piazza. È l’art. 70 che consente ai Comuni di convertire le licenze di trazione animale in autorizzazioni per veicoli elettrici: quindi esiste già la base normativa per superare la trazione animale nei servizi turistici.

Anagrafe degli equidi, D.Lgs. 134/2022.

La normativa sull’identificazione e registrazione degli equidi impone la microchippatura e distingue tra cavalli DPA, destinati, cioè, alla produzione alimentare, e cavalli non DPA. Una distinzione che conta: i cavalli impiegati nel trasporto turistico, una volta dismessi, devono restare non DPA, per garantire loro una pensione dignitosa e non finire nella filiera della macellazione.

Articolo 9 della Costituzione.

Dal 2022 la Costituzione affida alla legge dello Stato il compito di disciplinare i modi e le forme di tutela degli animali. Gian Marco Prampolini è convinto che: “È una base che dovrebbe spingere Comuni e Stato a considerare l’uso del cavallo per lo svago umano non più una tradizione intoccabile, ma un anacronismo in contrasto con i principi, non solo, dell’ordinamento, ma con un’etica di convivenza civile e di rispetto.”

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