LEAL DENUNCIA IL PROPRIETARIO DEL CANE RINCHIUSO IN UNA GABBIA PICCOLISSIMA SENZA ACQUA E CIBO
La storia di questo povero cane, rinchiuso in una gabbia minuscola, senza cibo né acqua, è straziante e ci ricorda quanto sia importante la responsabilità nei confronti degli animali. A Moglia, nei pressi di Borgo Virgilio, i Carabinieri Forestali di Mantova, insieme ai veterinari dell’Ats Val Padana, hanno scoperto un cane di razza American Staffordshire costretto a vivere in condizioni disumane: una gabbia delle dimensioni di poco più di una valigia, situata in una stanza buia e senza accesso alla luce naturale. La situazione igienica era gravemente compromessa e il cane non poteva muoversi ed era costretto a stare tra i suoi escrementi.
Le ferite sul muso dell’animale, probabilmente causate da una fascetta o da una corda troppo stretta, sono la prova di un maltrattamento continuato nel tempo. Grazie alla segnalazione di un cittadino attento e sensibile, le autorità hanno potuto intervenire prontamente, denunciando il proprietario, un uomo di 33 anni per maltrattamento di animali. Il cane è stato subito affidato ad un’associazione che ora si prende cura della sua riabilitazione e cerca di garantirgli un futuro migliore.
Roberto Brognano, responsabile LEAL Maltrattamento e Randagismo sottolinea: “Questa vicenda terribile, purtroppo non isolata, sottolinea quanto sia essenziale l’attiva partecipazione di ogni singolo cittadino nella lotta contro il maltrattamento animale. È fondamentale denunciare tempestivamente situazioni di sofferenza e maltrattamento come primo passo per tutelare le vittime animali e dare logo giustizia.

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