LEAL al corteo di Firenze “abolizione caccia”: TG3 RAI Toscana intervista il presidente Gian Marco Prampolini

LEAL al corteo di Firenze “abolizione caccia”: TG3 RAI Toscana intervista il presidente Gian Marco Prampolini

LEAL presente sabato 15 settembre al corteo “abolizione caccia” organizzato da Lac. La partecipazione ha visto sfilare, con le altre sigle, LEAL con le sezioni di Milano, Arezzo, Monza e Brianza, Viareggio e Pisa. Centinaia di persone unite al corteo “abolizione caccia” per ricordare a tutti che la caccia è un crimine da abolire. Un successo anche mediatico che ha visto tra gli altri anche la presenza della Rai: video TG3 RAI Toscana del 15 settembre 2018 ore 20.30 con intervista al Presidente di LEAL Gian Marco Prampolini.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=WgmlqXNtVUM?rel=0&w=560]


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LEAL presente al Corteo nazionale del 15 settembre a Firenze Contro la caccia

LEAL presente al Corteo nazionale del 15 settembre a Firenze Contro la caccia

Un ennesimo NO! corale e determinato che sabato 15 settembre si farà sentire a Firenze in occasione del Corteo nazionale Contro la caccia organizzato da LAC Lega Abolizione Caccia proprio in concomitanza dell’inizio dell’attività venatoria in molte regioni italiane.
CORTEO CACCIA 15 SETT FIRENZE LEAL PRESENTE
Sabato 15 settembre dalle ore 15.00 alle ore 18.00 ritrovo puntuale ore 15.00 Piazza Indipendenza (tre minuti a piedi dalla Stazione di S.M. Novella). Per qualsiasi altra informazione contattare gli organizzatori ai numeri: 05661966166 – 392859066
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LEAL da sempre schierata contro la caccia sarà presente in forze per sfilare con le altre sigle e ricordare a tutti che la caccia è un crimine da abolire: non è uno sport ma una pratica sadica e crudele che consente a norma di legge a delle persone di imbracciare delle armi per uccidere barbaramente degli animali e come effetto collaterale anche umani vittime di incidenti.
Come documentato dall’Associazione Vittime della Caccia il 79% degli identificati nei casi di bracconaggio aveva regolare licenza di caccia il che dimostra che il bracconaggio sempre più spesso è per il cacciatore un piacevole diversivo.
cacciatori bracconieri tab
LEAL denuncia la politica vergognosa che ha sempre privilegiato la caccia e l’industria delle armi. Ad esempio lo scorso anno vista la siccità e gli incendi che avevano decimato e stremato la fauna non ha sospeso la stagione venatoria né a livello nazionale e neppure regionale nonostante che l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) avesse sollecitato tale provvedimento.
UCCELLO SPARATO E CARTUCCIA PLASTICABASTA FROTTOLE!
Non vogliamo più sentirci contrabbandare la favola che i cacciatori sono ambientalisti e amano la natura e magari anche gli animali: ricordiamo che i cacciatori disseminano bossoli inquinanti nel terreno: tonnellate di pallini di piombo, frammenti velenosi che finiscono nel terreno di prati e boschi e sul fondo di fiumi e laghi, per non parlare delle tonnellate di plastica che i cacciatori sarebbero per legge tenuti a raccogliere ma che si trovano in abbondanza abbandonati sul territorio. A questi si aggiungono ripopolamenti scriteriati di specie cacciabili come i cinghiali che se in soprannumero possono danneggiare l’ambiente; da qui il pretesto per sterminarli legalmente e senza pietà.
BASTA PRIVILEGI ANTIDEMOCRATICI E BASTA CACCIATORI IN CASA
Dai dati Eurispes nel 2016 ben il 68,5% degli italiani è contro la caccia e nonostante questo si autorizza anzi addirittura si sostiene l’arrogante minoranza armata che entra indisturbata ovunque nonostante le proteste dei cittadini.
CACCIA E MALTRATTAMENTO ANIMALE
Oltre al maltrattamento e uccisione subito dalle prede dei cacciatori ci sono le loro vittime silenziose: i cani. Come è noto sono continui gli abbandoni di cani che nella maggior parte dei casi non vengono considerati come dei viventi ma accessori alla stregua del fucile o del carniere. I cani, addestrati fin da cuccioli che non sono ritenuti idonei alla caccia perché non sono “performanti” o obbedienti o sottomessi come dovrebbero vengono abbandonati o eliminati. Se si perdono o durante le battute di caccia riportano ferite mortali vengono recuperati o curati solo se cani efficienti.
Nel 1895 Tolstoj scrisse il libro “Contro la caccia e il mangiar carne” e definì la caccia “un atto inumano e sanguinario, degno di solamente di selvaggi e uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la sviluppo a cui noi ci crediamo arrivati”.


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Approvata dal Consiglio Regione Piemonte la nuova legge sulla caccia

Approvata dal Consiglio Regione Piemonte la nuova legge sulla caccia

COMUNICATO CONGIUNTO:
ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE L’Aquilone, LIDA, OIPA, PRO NATURA, SOS Gaia

Il Consiglio Regionale ha definitivamente approvato in data 13 giugno la nuova legge regionale sulla caccia. Dopo sei anni di vuoto legislativo e applicazione della legge nazionale per la mancanza di una norma organica regionale il Piemonte dispone finalmente di una legislazione di settore che riporta l’attività venatoria all’interno di confini meno devastanti. Questa è l’unica nota positiva all’interno di un quadro generale sconfortante. Certamente le associazioni che da tanti anni si battono per vedere abolita questa pratica crudele, barbara e antistorica non possono esprimere soddisfazione. Ricordiamo che la vecchia legge regionale n. 70/1996 venne abrogata nel 2012 dalla maggioranza di centrodestra guidata dal leghista Roberto Cota al solo scopo di impedire il voto popolare del referendum regionale contro la caccia già indetto per il 3 giugno 2012. Il risultato che sortì dopo quella abrogazione fu diametralmente opposto rispetto le istanze del quesito referendario, richiesto 25 anni prima, nel 1987, da oltre 60.000 cittadini piemontesi.
caccia-alla-coturnicecoturnice 1La nuova legge appena approvata, pur contenendo alcuni aspetti positivi (divieto di caccia per 15 specie da sei anni cacciabili) non ci riporta nemmeno alla situazione di trent’anni fa. Nel 1988 le specie cacciabili erano 21, oggi sono ben 30. Con questo testo viene favorito il turismo venatorio, demolito il legame cacciatore-territorio, consentita la caccia tutto l’anno, confusa l’attività venatoria con gli interventi di controllo della fauna che causa danni. Continuano ad essere cacciate specie in grave declino come il gallo forcello e la coturnice (nella foto), non vengono vietate le immissioni sul territorio di fauna selvatica di allevamento, vengono delegate alla Giunta Regionale regolamentazioni che avrebbero dovuto essere scritte nella legge.
Le scriventi associazioni chiederanno al Governo di inviare questa nuova legge all’esame della Corte Costituzionale per valutarne i suoi numerosi aspetti di illegittimità. Ancora una volta il Consiglio Regionale si è piegato di fronte alle richieste del mondo venatorio, senza tenere in alcuna considerazione le motivate e documentate istanze delle associazioni animaliste ed ambientaliste nonché quelle dei tanti cittadini piemontesi ed italiani che sempre più spesso manifestano, nei sondaggi, nella raccolta di firme, nelle interviste ed in ogni altra utile occasione, la loro netta contrarietà alla caccia. Tuttavia non possiamo non riconoscere l’impegno profuso da alcuni Consiglieri di vari Gruppi (Accossato, Barazzotto, Chiapello, Conticelli, Grimaldi, Ottria ed altri) e dell’intero Gruppo del Movimento 5 Stelle nella strenua battaglia che hanno condotto per molti mesi all’interno del Consiglio per difendere i diritti democratici dei cittadini piemontesi e per tutelare la tanto già martoriata fauna selvatica della nostra regione.
Unico piccolo segnale positivo il divieto di caccia la domenica per il mese di settembre. Un provvedimento non sufficiente ad accontentare le richieste delle associazioni animaliste e ambientaliste, che tuttavia sperano che questo provvedimento possa sancire l’inizio di un cambiamento e continueranno a farsi portavoce di tutte quelle persone che vedono nella caccia una pratica dannosa per gli animali e per gli esseri umani. (Roberto Piana, vicepresidente LAC)


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LEAL con Animalisti Italiani per la vicenda vergognosa della serial killer dei gatti

LEAL con Animalisti Italiani per la vicenda vergognosa della serial killer dei gatti

Un comunicato stampa congiunto denuncia la situazione ai media: ANIMALISTI ITALIANI ONLUS, ENPA, LAV, LEAL e LNDC: “Dalle istituzioni solo dichiarazioni di circostanza”. Dura presa di posizione delle Associazioni animaliste dopo l’ultima operazione di sgombero dei giorni scorsi nell’appartamento di via Lavinio: “La signora è già rientrata a casa sua ed è di nuovo libera di mettere a repentaglio le vite altrui, non solo degli animali”.
accumulatrice-gattiRoma, 18 dicembre 2017: “Non c’è stato nessuno sgombero e la signora è rientrata già nel suo appartamento. Questa non si chiama vittoria”. È la durissima presa di posizione di ANIMALISTI ITALIANI ONLUS, ENPA, LAV, LEAL e LNDC in merito all’ormai tristemente noto caso della “serial killer dei gatti” di via Lavinio, a Roma. Le Associazioni animaliste prendono di mira il Comune di Roma Capitale e, nella fattispecie, il Municipio VII, rei di aver taciuto per troppo tempo sulla questione. Pochi giorni fa l’intervento della Polizia Locale e delle Guardie Zoofile di Fare Ambiente avevano fatto gridare vittoria a qualcuno, ma così non è. “Dalle istituzioni locali stiamo assistendo soltanto a dichiarazioni di circostanza e a bieche strumentalizzazioni comunicative per cercare di recuperare all’enorme danno di immagine provocato da anni di lassismo e di latitanza – proseguono le Associazioni –. Diversi organi di informazione hanno fatto passare l’operazione dei giorni scorsi come un evento risolutivo del caso, quando invece non si è risolto proprio nulla. La signora è già nel suo appartamento ed è di nuovo libera di accumulare oggetti e animali, senza il benché minimo controllo da parte degli enti preposti”.
gattomorto-v-lavinioLe Associazioni fanno riferimento al conclamato disagio della signora, incapace di intuire la pericolosità del suo reiterato comportamento: “Le Istituzioni, anziché venerarsi reciprocamente, avrebbero dovuto affidare questa persona, già da tempo, alle cure del Dipartimento di Salute Mentale e agli assistenti sociali, così da garantire a lei la giusta assistenza e agli altri condomini e abitanti del quartiere, la meritata igiene e sicurezza personale. Fino ad ora lo stesso Dipartimento ha palesato un’indifferenza quasi paradossale”. Le Associazioni, nonché i volontari animalisti che da anni segnalano questo caso (organizzati nel “Coordinamento gatti Via Lavinio”), puntano l’attenzione anche su altre imprecisioni comparse nel comunicato diffuso dal Comune di Roma: l’operazione di sgombero della casa della signora, avvenuta lo scorso giugno, è stata organizzata esclusivamente dalle Guardie Zoofile di Fare Ambiente, coordinate da Antonio Colonna, e pagata con i soldi di alcuni condomini (€23.000), molti dei quali esasperati, considerato che il Municipio VII dichiarò la totale mancanza di fondi. Questa operazione portò al salvataggio di 3 gatti reclusi nella casa, al ritrovamento di 4 cadaveri di felini morti da tempo nella stessa abitazione (nella foto) e allo sgombero dei rifiuti accantonati nella casa dalla signora nel corso di diversi anni, senza che alcuna autorità ne limitasse l’accumulo compulsivo. In più, diverse segnalazioni, nel corso degli anni, avevano riguardato anche principi di incendio originati dalle candele con cui la donna illuminava la casa, visto che “il Comune si è fatto sentire soltanto per staccare la corrente elettrica in quanto le bollette non venivano saldate”. E ad oggi la situazione non è cambiata. “Non è più possibile aspettare oltre – concludono le Associazioni –. Se le Istituzioni non interverranno una volta per tutte per avviare, definitivamente, il percorso di recupero sociosanitario della signora e per attuare le procedure di salvaguardia animale, daremo il via nelle prossime settimane ad una durissima manifestazione di protesta. Roma, i romani e gli animali innocenti non meritano questo scempio”.


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LEAL al convegno "Non-Human Primates Biomedical Research, new technologies and Replacement Methods"

LEAL al convegno "Non-Human Primates Biomedical Research, new technologies and Replacement Methods"

Giovedì 9 novembre a Roma si terrà il convegno “Non-Human Primates Biomedical Research, new technologies and Replacement Methods” per illustrare le nuove metodologie nel campo della ricerca di base alternative all’uso di animali, nello specifico primati.
macaco convegno leal romaSaranno presenti per LEAL il Professore Bruno Fedi, nostro referente scientifico, e Stefania Corradini, responsabile LEAL sezione Ferrara,
con una delegazione di rappresentanti di sezione.
Il convegno si svolgerà a Roma presso la Sala degli atti parlamentari biblioteca Giovanni Spadolini del Senato della Repubblica, in Piazza della Minerva. Organizzato da LAV e dall’Associazione scientifica OSA, ha lo scopo di illustrare i modelli più innovativi e ampliare le prospettive di lavoro per i ricercatori e personale scientifico grazie a conoscenze in tema di legislazione e di nuove tecnologie. L’evento è inoltre organizzato per rispondere alla richiesta crescente di tecniche innovative di ricerca e all’avanguardia che superino il modello animale. Infatti, nel panorama italiano manca l’informazione legata alla diffusione di alternative all’uso di animali nelle neuroscienze e la ricerca di base. Attualmente, sono già disponibili modelli che si basano su tecniche in vitro, bioinformatica ed epidemiologia, alternative all’uso dei primati non umani che devono essere promosse a livello nazionale anche per il contesto normativo in quanto il Decreto legislativo 26/2014 attuazione della Direttiva 2010/63/UE limita fortemente il ricorso a tali specie e supporta lo sviluppo/convalida di metodi alternativi promuovendo il noto principio delle 3R.
Il convegno vedrà relatori di altissimo profilo, tra i quali: Dr. Jarrod Bailey (genetista e Direttore del Progetto R&R; Ricercatore Associato onorario all’Università di Newcastle, Regno Unito) e Prof. Thomas Hartung (professore di Farmacologia, tossicologia, microbiologia molecolare e immunologia presso la Facoltà Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora e presso l’Università di Costanza).


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