1 Dic, 2024
Con la nuova normativa l’educazione civica prevede anche la conoscenza del mondo selvatico che ci circonda.
LEAL entra nella scuola con progetti atti a far conoscere l’ambiente naturale e le specie che vivono al suo interno e con le quali spesso ci rapportiamo. Un primo progetto per l’anno 2024/25, che verrà concluso prima delle vacanze natalizie, prevede l’intervento in una scuola elementare della provincia di Belluno, da parte di Cristiano Fant, responsabile nazionale della fauna selvatica che spiegherà ai bambini delle classi prima e seconda il mondo selvatico in due lezioni. La prima verterà sulla nascita di un bosco e sugli abitanti che lo abitano: come riconoscerli, come rapportarsi con loro, quali interazioni vi sono tra prede e predatori. La seconda lezione vedrà un approfondimento sui grandi predatori presenti in Italia, orso, lupo, lince, gatto selvatico e sciacallo dorato e verrà evidenziata l’importanza delle specie apicali: come cacciano, come vivono e cosa fare se li incontriamo. Per la seconda parte dell’anno scolastico sono in programma altre lezioni, in altre scuole di diverso ordine e grado.
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1 Dic, 2024
È stato identificato come M44, un esemplare di 7 anni e mezzo, è stato trovato morto il 30 settembre 2024. Il corpo dell’orso era in un frutteto vicino ai boschi di Cis, in Val di Non. La carcassa era schiacciata contro le reti del frutteto e la causa della morte non è stata immediatamente determinata, mentre le autorità forestali hanno inviato un’indagine. Si sospetta un possibile caso di bracconaggio, poiché il decesso potrebbe essere avvenuto alcuni giorni prima del ritrovamento. I resti di M44 sono stati inviati all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie per le analisi necessarie a stabilire la causa della morte. È noto che gli orsi possono essere aggressivi tra loro, ma M44 era un maschio adulto con capacità difensive adeguate. LEAL ricorda che anche MJ5, è stato trovato morto per una probabile fucilata proprio nella stessa zona lo scorso ottobre. Le stragi di orsi, legalizzate e non, in Trentino proseguono.
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1 Dic, 2024
Cristiano Fant
Operatore esperto in Etologia Relazionale
Responsabile LEAL Fauna Selvatica
Prosegue senza sosta il massacro di orsi in Trentino in quella che è un’aperta guerra alla fauna selvatica, in barba alle norme europee che ne decretano la tutela. M91 è stato abbattuto, reo di aver seguito una persona e di essersi addentrato in aree urbane. Animalicidio in forma preventiva: così lo si può definire. Se questo deve essere il metro di misura della norma vigente, ogni selvatico dovrebbe essere ammazzato, pur senza un giustificato motivo. Non dimentichiamo che, solamente qualche mese fa, un capriolo ha attaccato due donne. Ma cosa ne abbiamo fatto della tanto vantata intelligenza del sapiens? A cosa servono la nostra tecnologia avanzata, la cultura, la formazione di personale atto a far si che si possano e debbano prevenire certi eventi se riduciamo tutto all’atto violento e ingiustificabile di ammazzare un essere vivente, reo soltanto di essere sé stesso? A cosa serve avere enti con personale che diffidiamo preparato (e sempre meno si dimostra tale) creati per una corretta convivenza ma sempre favorevoli all’uso della violenza per appianare ogni problema umano?
In fondo, chi ci governa e permette queste barbare pratiche di abbattimento non è migliore di chi nel corso dei secoli ha imposto il massacro di interi popoli, lo schiavismo dei propri simili, le violenze a danno dei più deboli, tutte pratiche che proseguono ancor oggi ma che, quando comminate da altri, ci appaiono spaventose mentre le accettiamo di buon grado quando siamo noi a metterle in pratica contro animali di specie diversa dalla nostra.
L’ennesimo atto di uccisione ingiustificata di un orso ci dà l’esatto senso della misura (se ancora ce ne fosse bisogno) di quanto dannosi siamo per il pianeta che pretendiamo di governare ma che stiamo velocemente portando al collasso con un comportamento che ci identifica come la specie più stupida e violenta della Terra. Punto il dito contro il mondo politico trentino e nazionale, contro chi spara perché sta “solo eseguendo gli ordini”, contro chi non si ribella a queste decisioni e azioni barbare, contro tutti noi perché in fondo, se questo sistema si rifugia nella violenza per risolvere ogni problema è perchè così lo abbiamo fatto tutti. Ora dobbiamo essere noi a cambiarlo.
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20 Nov, 2024
La vicenda del fungaiolo aggredito da un orso in Trentino, avvenuta il 19 ottobre a Bleggio Superiore, sta assumendo contorni controversi. A un mese dall’incidente, le analisi effettuate dalla Fondazione Edmund Mach non hanno trovato tracce di DNA di orso sui reperti raccolti, inclusi i campioni prelevati dagli effetti personali dell’uomo. Inizialmente, il 33enne aveva raccontato di essere stato attaccato dall’animale mentre cercava funghi, riportando ferite lievi alla schiena e alle braccia.
Le indagini hanno rivelato che i campioni analizzati appartengono a esseri umani e a un cane, mentre non è stata confermata la presenza dell’orso e questo potrebbe portare a credere che l’aggressione non sia stata reale. Alessandro De Guelmi, veterinario esperto in plantigradi ha infatti spiegato ai media che in situazioni simili si era sempre riusciti a identificare geneticamente l’animale coinvolto.
LEAL ricorda che in seguito all’incidente, la Provincia autonoma di Trento aveva annunciato l’intenzione di abbattere l’orso ritenuto pericoloso. Tuttavia, il fungaiolo stesso ha espresso contrarietà a questa decisione, sostenendo che l’animale si era comportato in modo difensivo e non aggressivo. Mentre la vicenda si complica rimane il fatto che l’allarmismo iniziale ha fomentato maggiori paure ed odio nei confronti degli orsi da parte della popolazione.
LEAL evidenzia che fin dall’inizio l’incidente si presentava con molti punti interrogativi. Adesso è arrivato il momento di chiedere chiarimenti e accedere agli atti appena la procura li renderà disponibili.
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29 Ott, 2024
In Val di Sole, Trentino si è concluso domenica 27 ottobre il referendum ha rivelato che il 98,58% dei votanti considera orsi e lupi come animali pericolosi. Questa consultazione popolare locale ha avuto un titolo puramente consultiva ha mostrato come i cittadini abbiamo sviluppato una fobia nei confronti dei grandi carnivori nella regione
LEAL definisce la consultazione una “campagna d’odio” strumentalizzata dalla politica locale per giustificare abbattimenti di animali protetti che vanificano gli obiettivi di conservazione della specie e del rispetto della biodiversità e sottolinea che non modifica in alcun modo lo stutus di animali protetti.
LEAL da sempre sostiene che la vera soluzione ai conflitti uomo-fauna selvatica risieda nella promozione della coesistenza e nella prevenzione dei problemi, piuttosto che nell’abbattimento degli animali e che siano sempre da tenere in considerazione gli obiettivi di tutela e conservazione dei selvatici.
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