25 Feb, 2025
Ancora una volta, la “scienza” si macchia di crudeltà e inutilità, finanziata con i soldi dei contribuenti. Un recente studio, pubblicato su Science e rilanciato dall’ANSA, riporta “la scoperta” che i topi, in condizioni di laboratorio, sono in grado di praticare manovre di primo soccorso sui loro compagni in difficoltà. La notizia, presentata come una rivelazione, è in realtà una conferma di ciò che è già noto da tempo: l’empatia e la solidarietà sono sentimenti diffusi nel mondo animale, insetti compresi.
LEAL esprime profonda preoccupazione e condanna questo studio, nel quale i topi sono stati sottoposti a condizioni di stress e detenzione in gabbie per osservare il loro comportamento in caso di necessità. Questo studio, condotto dall’Università della California del Sud, ha “dimostrato” che i topi sono capaci di eseguire manovre di primo soccorso per aiutare i compagni incoscienti. Ma a quale costo?
È scandaloso che fondi pubblici vengano utilizzati per finanziare ricerche che comportano il trattamento disumano di animali. I topi sono stati messi in condizioni di coma o crisi per testare la loro capacità di soccorso, e successivamente uccisi. Questo tipo di ricerca non solo è eticamente discutibile, ma rappresenta anche un uso irresponsabile delle risorse economiche della collettività.
LEAL chiede che vengano adottate metodologie di ricerca più etiche e rispettose della vita animale, evitando la tortura e l’uccisione di animali per scopi scientifici. Ci battiamo affinché i responsabili di questi studi siano chiamati a rispondere delle loro azioni e che vengano adottate misure per prevenire future violazioni dei diritti animali. È tempo di riconsiderare le nostre priorità e di impegnarci per un futuro in cui la scienza etica, la compassione e il rispetto possano coesistere, senza torturare animali non umani.
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23 Feb, 2025
Ieri, 22 febbraio 2025, Ferrara è stata teatro di una grande manifestazione nazionale organizzata da Animal Liberation e LIMAV (Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione), con la partecipazione di LEAL e altre 36 associazioni animaliste. Centinaia di attivisti, provenienti da diverse regioni italiane, si sono riuniti per chiedere la liberazione di sei macachi attualmente detenuti nei laboratori dell’Università di Ferrara, in attesa di essere sottoposti a sperimentazione.
Il corteo, partito da piazza Cattedrale, si è diretto verso l’Università. Gli attivisti hanno sfilato esponendo striscioni e scandendo slogan contro la vivisezione, denunciando le inaccettabili condizioni di vita degli animali rinchiusi. I macachi, che da decenni vivono in cattività in condizioni di totale privazione di libertà, si chiamano Clarabella, Eddi, Cleopatra, Cesare e Archimede. Orazio, purtroppo, è morto di recente a seguito delle sperimentazioni.
Le associazioni animaliste hanno denunciato le condizioni di detenzione dei macachi: vivono isolati in gabbie anguste, privati di stimoli e luce naturale, una situazione che è in netto contrasto con la loro natura sociale. Durante il corteo, gli attivisti hanno chiesto non solo il sequestro immediato dei macachi, ma anche un intervento fermo da parte della procura per garantire giustizia per Orazio e gli altri primati.
Gli attivisti, arrivati a Ferrara da diverse regioni, hanno dimostrato unità e coesione nella lotta contro la vivisezione e per la protezione degli animali. L’evento si è concluso con la promessa che le manifestazioni continueranno finché non verrà garantita la libertà ai macachi e si porrà fine a pratiche considerate ormai obsolete e crudeli.
LEAL sottolinea l’importanza delle manifestazioni di piazza per lanciare un messaggio forte contro l’uso degli animali nella ricerca scientifica e per sensibilizzare la società sul rispetto di ogni singolo animale, di qualsiasi specie.
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18 Feb, 2025
Verso la fine della sperimentazione animale: l’ottimismo del Prof. Marcel Leist
Ricercatori e scienziati, tra cui Claude Reiss, fisico e biologo cellulare, e Marcel Leist, hanno spiegato come la ricerca stia andando verso una direzione che esclude progressivamente la necessità di sperimentare sugli animali per ragioni etiche e scientifiche.
Marcel Leist, professore dell’Università di Costanza e condirettore del Centro per le alternative alla sperimentazione animale in Europa (CAAT-Europe), da lui fondato con Thomas Hartung, si impegna a ridurre i test sugli animali in tutto il mondo attraverso lo sviluppo e l’introduzione di metodi alternativi. Il suo team di ricerca ha sviluppato il primo test di tossicità in vitro al mondo per il sistema nervoso periferico.
CAAT-Europe si impegna in attività di ricerca e informazione, creando scambi tra scienziati, autorità e industria. Leist ricorda i molti fallimenti causati dai test sugli animali e come diverse sostanze siano state scartate perché non hanno funzionato negli animali, ma avrebbero potuto funzionare negli esseri umani.
Il gruppo di ricerca di Marcel Leist si dedica, tra l’altro, allo sviluppo di test tossicologici basati sull’utilizzo di cellule umane, con l’obiettivo di offrire un’alternativa ai test animali alle industrie alimentari, dei cosmetici e chimiche, per prevedere il rischio sulla base di una batteria di test in vitro.
Leist esprime ottimismo riguardo alla fine della sperimentazione animale, sostenendo che ciò permetterebbe di concentrarsi maggiormente sui veri problemi medici e fare maggiori progressi. Sottolinea che porre fine alla sperimentazione animale permetterebbe di concentrarsi maggiormente sui veri problemi medici e fare maggiori progressi. Ad esempio, combinando sistemi biologici e informatici, si possono creare simulazioni dell’organismo umano, un doppio digitale su cui si potrebbero studiare le malattie e condurre test farmacologici.
La sua visione trova un forte sostegno in associazioni come LEAL e in tutti coloro che, in ambito scientifico, credono in una ricerca etica e human based e che vogliono che in un futuro molto vicino la ricerca medica possa finalmente progredire, abbandonando definitivamente quelli che vengono definiti i “modelli animali”. LEAL ricorda che il 92% dei farmaci che danno buoni risultati sugli animali risultano poi inefficaci o dannosi per gli uomini e che il talidomide, testato su conigli e topi senza esiti negativi, ha prodotto effetti devastanti per il feto nelle donne in gravidanza.
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13 Feb, 2025
A Firenze il 15 febbraio si terrà il presidio “Stop alla vivisezione: gli animali non sono cavie”. LEAL aderisce e supporta l’iniziativa. Vi aspettiamo in piazza S.M. Novella alle ore 15.00 un presidio organizzato da attivisti indipendenti per sensibilizzare L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica contro la sperimentazione animale, evidenziando le sofferenze che essa comporta. LEAL si batte per l’abolizione vivisezione, pratica crudele e obsoleta, che non tiene conto della dignità degli animali come esseri senzienti. LEAL sostiene con forza lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale, che siano più etici e scientificamente validi. Durante l’evento, prenderà la parola anche Bruna Monami, vicepresidente LEAL che da sempre porta la sua testimonianza e il suo contributo alla discussione.
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12 Feb, 2025
A seguito di un’inchiesta della Procura di Catanzaro è scoppiato lo scandalo nei laboratori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha portato all’accusa dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di aver pilotato le ispezioni nei laboratori dell’ateneo. Questo sistema illecito avrebbe permesso di ottenere attestazioni di regolarità per le ricerche e di evitare la revoca dei finanziamenti ministeriali, che ammontano a circa due milioni di euro per vari progetti. Le accuse includono l’esistenza di un rapporto di reciproci favoritismi tra l’ASP di Catanzaro, in qualità di ente controllore, e l’Università Magna Graecia, come ente controllato. In particolare, si contesta che i veterinari dell’ASP preposti alle ispezioni rilasciassero “illecitamente” le attestazioni di regolarità, nonostante le precarie condizioni in cui versavano i laboratori. Le indagini avrebbero rivelato che le attività sperimentali sugli animali venivano effettuate violando le norme di igiene e benessere animale.
Inoltre, è emerso un sospetto di allevamento abusivo di animali da laboratorio, utilizzati per alimentare le attività di ricerca. LEAL ricorda che la Guardia di Finanza ha riscontrato anche maltrattamenti sugli animali coinvolti nei progetti finanziati con fondi pubblici, con uccisioni non autorizzate e falsificazione dell’attendibilità delle ricerche. Tra gli arrestati figurano docenti e ricercatori dell’ateneo, tra cui l’ex rettore Giovambattista de Sarro, e veterinari dell’ASP. Un altro veterinario dell’ASP è stato interdetto dall’esercizio delle pubbliche funzioni per 12 mesi.
Quando vengono effettuati controlli senza preavviso o sotto copertura, emergono prove di sofferenze attuate su esseri senzienti che vanno oltre le atrocità consesse dalla legge per la ricerca in vivo. Solo una ricerca senza animali tutela ogni forma di vita.
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