LO SCACCO MATTO ALL’ETICA: IL VATICANO BENEDICE LA “CHIMERA” DEGLI XENOTRAPIANTI

LO SCACCO MATTO ALL’ETICA: IL VATICANO BENEDICE LA “CHIMERA” DEGLI XENOTRAPIANTI

In un’epoca in cui sensibilità globale e ricerca d’avanguardia spingono verso il superamento della sperimentazione animale, la Chiesa cattolica sembra muoversi in direzione opposta. Con il documento “Prospettive sullo xenotrapianto”, diffuso dalla Pontificia Accademia per la Vita (PAV) il 24 marzo 2026, la Santa Sede ha espresso un “nulla osta” morale al trapianto di organi animali su esseri umani.

Una scelta che solleva rilevanti dubbi etici e scientifici e riflette una visione antropocentrica oggi sempre più contestata.
Secondo le 88 pagine del documento, la teologia cattolica non riconosce impedimenti religiosi nell’utilizzo di altre specie come veri e propri “magazzini di ricambi” per l’uomo. Il principio cardine è quello della proporzionalità: il sacrificio animale sarebbe legittimo in vista di un beneficio superiore per la salute umana.
Tuttavia, dietro i richiami alla “sostenibilità” e al “rigore bioetico” dalla Santa Sede, emerge una realtà più concreta: maiali e primati, esseri senzienti, vengono allevati in laboratorio, geneticamente modificati e trasformati in risorse biologiche per creare ibridi, o chimere, nel tentativo di superare le barriere immunologiche.

Ricordiamo i traguardi degli xenotrapianti riportati dai media nascondono sopravvivenze brevissime e sofferte.
In questo contesto, appare discutibile che un’autorità morale si esprima in modo favorevole su una tecnologia così incerta, legittimando un modello di ricerca che continua a fare ampio ricorso all’animale come mezzo.

Leal sottolinea come, invece di ancorarsi a modelli ormai superati, la società, insieme alle sue istituzioni morali, dovrebbe promuovere una scienza davvero innovativa, fondata su metodi alternativi, sicuri e rispettosi di ogni forma di vita.
Il futuro della medicina non può limitarsi a spostare il confine del possibile: deve anche ridefinire quello del giusto, senza fondarsi sul dolore di un’altra specie.


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UN COLPO BASSO ALLA RICERCA ETICA. LA SENATRICE CATTANEO VUOLE PROROGARE LA RICERCA IN VIVO PER SOSTANZE D’ABUSO E XENOTRAPIANTI

UN COLPO BASSO ALLA RICERCA ETICA. LA SENATRICE CATTANEO VUOLE PROROGARE LA RICERCA IN VIVO PER SOSTANZE D’ABUSO E XENOTRAPIANTI

La Senatrice a vita Elena Cattaneo in data 28 gennaio ha proposto un emendamento riguardante la sperimentazione animale per sostanze d’abuso e xenotrapianti.
Durante la seduta della 1a Commissione permanente (Affari Costituzionali) del Senato, Elena Cattaneo ha proposto un emendamento al disegno di legge S.1337, che prevede lo slittamento del divieto di test su animali per sostanze d’abuso come fumo e alcool, nonché per gli xenotrapianti, di altri sei anni. Questo divieto se approvato farebbe slittare ulteriormente il divieto, originariamente previsto per entrare in vigore il 1° luglio 2025.
L’emendamento è stato presentato come una misura per evitare sanzioni da parte dell’Unione Europea e per garantire la continuità della ricerca scientifica in Italia ma propone anche di superare ulteriori limitazioni e vincoli ideologici, che restringono la capacità di ricerca degli scienziati italiani rispetto ai loro colleghi europei.
LEAL interpreta questa manovra come un chiaro intento utilitaristico finalizzato a ottenere fondi e sovvenzioni per proseguire una inutile e inefficace sperimentazione animale.
Una speculazione scientifica crudele, oltre che essere inutile e dannosa, che prolungherebbe di altri 6 anni torture e morte per migliaia di animali.

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XENOTRAPIANTI, RICERCA SULLE SOSTANZE D’ABUSO ED ANIMALI UTILIZZATI PIU’ VOLTE PER GLI ESPERIMENTI

XENOTRAPIANTI, RICERCA SULLE SOSTANZE D’ABUSO ED ANIMALI UTILIZZATI PIU’ VOLTE PER GLI ESPERIMENTI

Manuela Cassotta

Biologa, Medical writer

Grazie al decreto “milleproroghe” resta autorizzata, fino al 30 giugno 2022, la possibilità di utilizzare gli animali a fini scientifici per le ricerche sugli xenotrapianti e sulle sostanze d’abuso.

Fino alla stessa data, è prorogata anche la norma per il riutilizzo di un animale se la procedura successiva è classificata come «lieve» o «non risveglio». Queste proroghe stanno permettendo da un lato che gli animali continuino ad essere sottoposti a crudeli e ripetuti esperimenti e dall’altro stanno rallentando il percorso di abbandono dei discutibili esperimenti sugli animali per testare gli effetti di alcol, droghe e tabacco, e per gli xenotrapianti. Questi esperimenti, oltre a comportare la sofferenza e morte di molti animali e ad essere eticamente discutibili, pongono dei problemi di tipo scientifico e/o di sicurezza.

Inizio con il fornire una definizione di “xenotrapianto”, ovvero qualsiasi procedura che riguardi il trapianto, l’impianto o l’infusione in un ricevente umano di organi, tessuti o cellule vive di provenienza animale (xenotrapianto di tipo A) o di fluidi corporei, cellule, tessuti od organi umani che sono entrati in contatto con cellule, tessuti e organi animali vivi (xenotrapianto di tipo B). Come prima considerazione, vorrei sottolineare il fatto che è assolutamente necessario evitare di creare false aspettative ed illusioni con affermazioni iperboliche ed eccessivamente ottimistiche. Chi fa questo tipo di ricerca o la sostiene in qualsiasi circostanza non dovrebbe diffondere la convinzione (come si legge in molti comunicati stampa e interviste sui media) che lo xenotrapianto sia la risposta alla carenza di organi per i trapianti. Problemi irrisolti rendono attualmente molto pericolosa l’applicazione clinica dello xenotrapianto sull’uomo. Nonostante decenni di sperimentazione, a livello sperimentale, il tempo di sopravvivenza degli animali che ricevono trapianti tra specie diverse (dai maiali ai primati) è di circa 40-90 giorni. Oltre alle questioni di tipo immunologico (rigetto) solo in parte “risolte” attraverso l’utilizzo di animali geneticamente modificati, zoonosi (possibile trasmissione di agenti patogeni) e genetico (trasmissione di materiale genetico dagli animali all’uomo), vi è la necessità improrogabile di una accurata analisi e valutazione degli aspetti etici, psicologici e giuridici correlati agli xenotrapianti.

Questi ultimi aspetti dovrebbero imporre un freno agli esperimenti di xenotrapianto in quanto non sussistono le condizioni per una sicura applicazione sull’uomo ed una reale utilità. Negli ultimi anni stanno inoltre emergendo nuove metodologie, dalle cellule staminali umane pluripotenti indotte alle bio-stampanti tridimensionali (3D), che stanno già dando i primi promettenti risultati nel campo dei trapianti e della medicina rigenerativa. Ad esempio ricostruire delle valvole cardiache interamente umane utilizzando la stampa 3D e cellule umane, è un traguardo raggiungibile e molto vicino, come lo è l’utilizzo di cellule staminali ricavate dallo stesso paziente per la rigenerazione di organi danneggiati. Ci sono buone possibilità che queste tecniche in un prossimo futuro possano rappresentare una soluzione alla carenza di organi e tessuti per i trapianti.

Quanto prossimo sarà questo futuro, dipende molto dalle risorse (umane ed economiche) che verranno investite in tale direzione. I modelli animali che prevedono lo xenotrapianto di tessuti umani (ad es. tumori) in animali immunocompromessi (per evitare il rigetto) o geneticamente modificati sono notoriamente di scarso valore per lo studio dei tumori umani e la scoperta di nuove cure. Sono disponibili metodologie alternative più affidabili e rilevanti, come ad esempio gli organoidi umani, i sistemi microfisiologici su chip e le scienze omiche che permettono ad esempio di studiare i meccanismi sottostanti i tumori con un approccio centrato sulla biologia umana. Per quanto riguarda le sostanze d’abuso, sin dagli anni ’70 del secolo scorso, periodo in cui è iniziata la diffusione epidemica di sostanze stupefacenti, e l’abuso di sostanze quali alcol e tabacco si è reso evidente in tutta la sua pericolosità per la salute pubblica, parte della comunità scientifica ha disperatamente cercato la “pillola magica” che potesse curare la dipendenza da sostanze. Tale spinta forsennata presenta ragioni economiche del tutto evidenti, a scapito delle ragioni scientifiche ma anche del comune buonsenso: 50 anni di tentativi si sono rivelati infruttuosi, perchè la dipendenza da sostanze è un fenomeno stremamente complesso, fortemente influenzato da fattori emotivi, relazionali e sociali. Inoltre, nella pressoché totalità dei casi siamo oggi di fronte a situazioni di poli-assunzione, non esistendo più la dipendenza da una sola sostanza. Questo complesso di fattori vanifica la validità scientifica di qualsiasi ricerca si fondi sullo studio degli effetti di una singola sostanza sull’organismo, per di più un organismo animale, il cui sistema nervoso centrale ha una complessità diversa da quella del sistema nervoso centrale umano. Una ricerca discutibile, perchè oltre a costare il sacrificio di migliaia di vite animali e a creare quindi il malcontento di un pubblico sempre più sensibile alle problematiche etiche, sottrae ingenti risorse all’unica ricerca scientifica che possa dare risultati soddisfacenti per l’essere umano, quella basata su nuovi approcci metodologici, focalizzati sulla complessità e la biologia dell’organismo umano, che in questo caso più che mai, rappresenta il modello quintessenziale per la ricerca biomedica.

Infine, utilizzare più volte lo stesso animale per gli esperimenti, anche qualora le procedure siano considerate “lievi” è una pratica che può risultare in un notevole stress cumulativo per gli animali, già sottoposti a condizioni di vita innaturali. Le procedure “lievi” vengono definite “Procedure sugli animali che causano probabilmente dolore, sofferenza o angoscia lievi e di breve durata e quelle che non provocano un significativo deterioramento del benessere o delle condizioni generali degli animali”. Tra le procedure “lievi” vi sono anche manipolazioni, anestesia, pesature, digiuno, isolamento, induzione di alcuni tipi di tumori, indagini diagnostiche per immagini (rx, tac, risonanza magnetica, etc).

LEAL PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE

VIVISEZIONE: PRIMO TRAPIANTO CON CUORE DI MAIALE GENETICAMENTE MODIFICATO

LEAL si batte per una ricerca etica e per l’abolizione della vivisezione. Animali geneticamente modicati con geni umani per essere utilizzati come pezzi di ricambio sono una aberrazione. Alla stessa stregua chiediamo che venga utilizzata la stampa di organi in 3D, il bioprinting la rigenerazione di tessuti sta facendo passi da gigante e potrebbe essere la soluzione alla cronica mancanza di organi da trapiantare. Già nel 2020 la Dvir della TAU School of Molecular Cell Biology and Biotechnology ha da poco annunciato di avere “stampato” il primo cuore vascolarizzato in 3D utilizzando le cellule e i materiali biologici di un paziente. Un risultato storico che sposta un po’ più in avanti i limiti che aveva nel 2020 la stampa 3D di organi e tessuti. Queste notizie non sono un successo per la medicina ma la sconfitta della vera ricerca.

L’operazione, scrive il New York Times, è durata otto ore ed è stata eseguita a Baltimora. Il nuovo organo “crea il battito, crea la pressione, è il suo cuore”, ha detto il dr. Bartley Griffith, direttore del programma di trapianti del centro medico, autore dell’intervento. “Funziona e sembra normale ma non sappiamo cosa succederà domani, non è mai stato fatto prima”, ha aggiunto.

L’uomo in questione aveva una malattia cardiaca che lo metteva in pericolo di vita. La potenziale svolta potrebbe portare un giorno alla fornitura di organi animali da trapiantare nei pazienti.

Lo scorso anno circa 41.354 americani hanno ricevuto un organo trapiantato, un rene per oltre metà di loro, secondo la United Network for Organ Sharing, una non profit che coordina gli sforzi nazionali per procurare organi. Ma c’è una grande carenza, tanto che circa una decina di persone nella lista muore ogni giorno. Gli scienziati hanno lavoro febbrilmente per sviluppare maiali i cui organi non siano rigettati dal corpo umano e la ricerca ha accelerato nell’ultimo decennio grazie alla nuove tecnologie di editing e clonazione genetica.

LEAL PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/01/10/primo-trapianto-con-cuore-di-maiale-geneticamente-modificato-_ddb6203a-b71f-47a7-baa1-763f82414c33.html