
Sei cani di razza Drahthaar, il cane da ferma tedesco, rinchiusi in due furgoni metallici parcheggiati sotto il sole di giugno. Niente acqua, nessuna areazione, temperature elevatissime per ore. Il bilancio: tre animali morti. Un cane è stato rinvenuto già deceduto e due sono spirati dopo un disperato trasporto d’urgenza in una clinica veterinaria di Ozzano dell’Emilia. Gli altri tre cani sono stati recuperati in stato di shock termico grave.
È questo il grave bilancio del 5 giugno 2026 nei parcheggi di BolognaFiere, a margine del “World Dog Show 2026”, manifestazione organizzata dall’ENCI, Ente Nazionale Cinofilia Italiana. I proprietari dei furgoni, un cittadino italiano e uno straniero, sono stati identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria dalle forze dell’ordine intervenute sul posto.
La LEAL – Lega Antivivisezionista, da decenni in prima linea nella tutela degli animali e nella battaglia contro ogni forma di crudeltà nei loro confronti, ha sporto formale denuncia-querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Penale di Bologna, firmata dall’avv. Aurora Rosaria Loprete che rappresenta e difende l’associazione.
La denuncia contesta tre distinte ipotesi di reato.
• Il maltrattamento di animali ex art. 544-ter c.p., per aver sottoposto i cani, con crudeltà o senza necessità, a condizioni insopportabili rispetto alla loro natura etologica.
• L’uccisione di animali ex art. 544-bis c.p., ravvisando il dolo almeno nella forma eventuale: chi rinchiude un cane in un furgone metallico al sole estivo per ore accetta consapevolmente il rischio concreto della morte.
• L’abbandono di animali ex art. 727 c.p., per la detenzione degli esemplari superstiti in condizioni produttive di gravi sofferenze.
La LEAL chiede che siano accertate eventuali responsabilità penali degli organizzatori e dei soggetti preposti alla vigilanza dei parcheggi, qualora risultassero assenti protocolli preventivi adeguati.
L’associazione chiede inoltre il sequestro preventivo degli animali ai fini della necroscopia, il sequestro del veicolo, e l’acquisizione del verbale di sopralluogo redatto dalle forze dell’ordine e dall’ASP (Servizi Veterinari della ASL) eventualmente intervenuta. Ancora una volta si è costretti ad assistere a questi gravi episodi, di incuria, di totale assenza di attenzione. Gli animali considerati merce e non esseri senzienti.
“È inaccettabile – sottolinea Gian Marco Prampolini, presidente Leal – la morte atroce di animali trattati come oggetti da esibire, deprivati non solo della dignità, ma soprattutto di ogni necessità fondamentale per la vita. Senza acqua, senza possibilità di fuga, lasciati in agonia fino alla morte, nella totale indifferenza. Vogliamo pene esemplari. Quei cani non erano pacchi, ma esseri viventi con diritti inalienabili”.
La LEAL è sempre in prima linea. Fondata per battersi contro la vivisezione e per la tutela degli animali in ogni contesto, dagli allevamenti agli spettacoli, dalle strade ai canili, la LEAL porta avanti da anni un’azione di presidio legale e culturale che non si limita alla denuncia episodica ma costruisce, caso dopo caso, giurisprudenza e coscienza pubblica.
Il caso del World Dog Show, con la sua efferata visibilità, non può assolutamente restare impunito. LEAL ribadisce il proprio impegno nel contrastare ogni forma di crudeltà e nel promuovere una cultura del rispetto che riconosca agli animali la loro natura di esseri senzienti.





