
L’ennesimo orrore contro gli animali, uccisi senza pietà a colpi di fucile, da chi avrebbe dovuto proteggerli
Nella provincia cremasca un 64enne ha sparato ai suoi due segugi. La macabra scoperta è avvenuta dopo una segnalazione dei vicini che, udendo gli spari, hanno avvisato i Carabinieri. Giunti sul luogo, i militari, hanno raccolto la deposizione dell’uomo che affermava, dapprima, di aver tentato di sparare a dei polli, ma dopo un incalzante interrogatorio, ha confessato l’efferata uccisione dei due cani. L’uomo si è giustificato dicendo che i suoi cani erano molesti e abbaiavano continuamente. I corpi dei poveri segugi sono stati ritrovati sepolti nel terreno dell’uomo. LEAL, Lega Antivivisezionista, come sempre portavoce dei più deboli, ha sporto denuncia contro questo criminale.
“Ancora una volta assistiamo a efferate azioni da parte di esseri umani senza controllo – dichiara Gian Marco Prampolini, presidente LEAL – possedere un’arma per alcuni equivale a poter compiere qualsiasi azione, anche macchiarsi di un crimine vergognoso e efferato, come l’esecuzione degli animali che vedevano in quelle mani assassine la propria famiglia. Una carabina per far tacere due animali. Questo è inaccettabile.” L’uomo è stato denunciato alla Procura di Crema per uccisione di animali. Sul posto è giunto anche il personale veterinario della zona per accertare il motivo della morte, che è stato confermato, per arma da fuoco. Animali considerati oggetti, dei quali disfarsi, se “ritenuti” molesti, fastidiosi, un peso insomma. Quanto tutto questo pesa sul senso civico e sul rispetto per altri da noi? “Stiamo assistendo sempre più spesso a episodi di grave violenza nei confronti degli animali, nostri amici, compagni e conviventi – continua Gian Marco Prampolini – come associazione da sempre dalla parte degli animali, non possiamo tacere di fronte a questi orrori, che purtroppo testimoniano una pericolosa deriva, un senso dell’umano che si sta trasformando in una guerra nei confronti dei più deboli”.

Azioni del genere sono lo specchio di una società senza empatia e ogni individuo che abbia sperimentato il legame sacro con un altro essere vivente, deve urlare il suo sdegno e ricordarsi che la violenza non esprime forza ma debolezza, una fragilità alla quale bisogna, necessariamente, opporre empatia, sensibilità, per una società giusta, dove ogni essere vivente si possa sentire al sicuro. È per questo che LEAL continua la sua battaglia per il diritto all’esistenza, un’esistenza dignitosa, nel rispetto di chi abita questo pianeta. “Non ci fermeremo, sappiamo che è una utopia immaginare un mondo senza violenza – conclude Gian Marco Prampolini – ma anche se la strada è impervia, ci sono troppe grida di aiuto e questo noi non possiamo ignorarlo, ci impone al contrario un impegno quotidiano”.





