La scienza ha appena compiuto un balzo epocale con il primo “polmone umano su chip”: un modello bioingegnerizzato che respira e simula patologie reali utilizzando esclusivamente cellule staminali umane.
Sviluppato dal Francis Crick Institute in collaborazione con AlveoliX, questo dispositivo “lung-on-chip” crea una barriera alveolare tridimensionale composta da cellule epiteliali, endoteliali e macrofagi derivati da un singolo donatore. Grazie a un sistema microfluidico, il chip imita la meccanica del respiro attraverso uno stiramento ritmico, favorendo la formazione di microvilli e risposte immunitarie accurate. I ricercatori hanno già testato infezioni complesse come la tubercolosi, ottenendo risultati realistici in soli cinque giorni.
La notizia, di rilevanza mondiale, è stata ripresa con enfasi sia dalle riviste scientifiche di settore sia dai media generalisti. LEAL, da sempre in prima linea per l’abolizione della vivisezione, sottolinea come traguardi simili confermino che i modelli animali appartengano ormai al passato. Storicamente poco predittivi per la fisiologia umana, tali metodi presentano infatti un tasso di fallimento nel 90% dei test preclinici.
Questo chip offre dati umani precisi per lo sviluppo di nuovi farmaci, lo studio di malattie respiratorie (Covid, asma, cancro) e l’avanzamento della medicina personalizzata, riducendo drasticamente costi e tempi di ricerca. È la prova definitiva che etica e progresso scientifico possono, e devono, coincidere.
Fonte https://www.eurekalert.org/news-releases/1111196


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