Un milione di emendamenti contro il DDL caccia: record storico e mobilitazione nazionale delle associazioni
La discussione sul disegno di legge che punta ad ampliare la caccia nelle aree urbane e periurbane ha generato un evento senza precedenti nella storia parlamentare italiana: i gruppi parlamentari di opposizione hanno presentato circa un milione di emendamenti, superando di oltre dieci volte le più grandi operazioni di ostruzionismo mai registrate. Nella storia parlamentare italiana, le più grandi operazioni di ostruzionismo hanno prodotto: circa 75.000 emendamenti (riforma costituzionale 2015)circa 60.000 emendamenti (riforma del Senato, governo Renzi)circa 40.000 emendamenti (legge di bilancio in diverse legislature)Questi sono considerati i “grandi numeri” della prassi parlamentare.
“Abbiamo depositato 1 milione di emendamenti al ddl caccia. Un milione di ragioni per contrastare il folle progetto del governo, che non intende regolamentare la caccia, ma devastare animali e natura. Perché quando una legge mette in pericolo il patrimonio naturale del nostro Paese, non basta dire ‘NO’. comunica il M5S.

Si tratta di un record parlamentare assoluto, che testimonia la portata dell’opposizione al provvedimento. L’iniziativa parlamentare è stata sostenuta e accompagnata da una mobilitazione ampia e coordinata di movimenti civici e associazioni animaliste, un fronte ampio e compatto che da tempo denuncia i rischi di un intervento normativo capace di stravolgere l’impianto della legge quadro sulla fauna selvatica. Leal insieme ad altre 57 le associazioni tra cui Lav, Legambiente, Lipu BirdLife Italia, Wwf, Enpa, Greenpeace, Oipa, Lndc ha inoltre inviato una lettera formale al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, chiedendo che il provvedimento sia esaminato anche dalla commissione Ambiente, oltre che dalla commissione Agricoltura dove è stato incardinato in sede referente. Questi gruppi hanno svolto un ruolo decisivo nel sensibilizzare l’opinione pubblica, nel fornire documentazione tecnica e nel sollecitare un’azione parlamentare forte contro un disegno di legge considerato “pericoloso, irrazionale e contrario ai principi di gestione scientifica della fauna”. Le 57 associazioni nazionali e locali, tra cui LEAL, hanno costruito un fronte comune contro il DDL caccia, denunciando i rischi concreti del provvedimento. Le organizzazioni hanno evidenziato come la norma: aumenti la possibilità di incidenti venatori in aree frequentate da famiglie e cittadini; Introduca una gestione emergenziale della fauna non supportata da dati scientifici; consenta interventi armati anche in contesti urbani, con gravi implicazioni etiche e di sicurezza pubblica; Ignori completamente le soluzioni non cruente già disponibili e raccomandate dalla comunità scientifica. La convergenza tra azione parlamentare e mobilitazione delle associazioni segna un momento cruciale nella difesa della fauna selvatica in Italia. Il record degli emendamenti non è solo un fatto procedurale: è la misura della resistenza democratica contro un provvedimento che mette a rischio animali, ambiente e cittadini. LEAL ribadisce il proprio impegno, insieme alle altre associazioni, nel sostenere ogni azione utile a fermare il DDL caccia e nel promuovere una gestione etica, moderna e scientificamente fondata della fauna selvatica.






