“Una fatica enorme e una soddisfazione immensa” commenta Luciana Milia responsabile della sezione LEAL Sassari mentre coccola le galline che le si avvicinano curiose, poi ci descrive l’impegnativo salvataggio di 500 galline salvate dal mattatoio. Tante volontarie arrivate da ogni parte dell’isola che si sono coordinate per collocare in luoghi adatti e sicuri gli animali facendo più viaggi per salvare almeno una parte delle 10.000 galline destinate al mattatoio se non recuperate.

Un solido gruppo ben organizzato da Luciana che, con macchine e furgoni stracolmi di trasportini dopo ore di viaggio su strade sterrate sono arrivate a destinazione davanti al gigantesco capannone. Un luogo infernale paragonabile ad un campo di concentramento. Una volta dentro all’improvviso eccole lì le galline: tutte insieme, uno strazio di bene 20 mila anime chiuse in gabbie senza spazio e con luce artificiale . Nel silenzio della campagna risuonano i versi di qualcuna di loro. Le uova deposte finiscono su un nastro che le trasporta fuori dal capannone nella zona di raccolta del prodotto di tanto dolore e sfruttamento.

Luciana e le altre le altre attiviste iniziano a riempire i trasportini cercando di salvare il maggior numero possibile di individui con la consapevolezza di non poterle salvare tutte. Il ritorno si conclude dopo quasi tre ore di auto, una guida tranquilla per evitare scossoni e climatizzazione avviate. Una delle destinazioni è Sassari: ed è qui che aperti i primi trasportini si trattiene il fiato in attesa del miracolo. Le galline hanno inizialmente paura ad uscire dai kennel e si aggrappano ma, alla fine, sbigottite per il sole, l’erba e l’acqua escono e vanno in giro a perlustrare il prato.

I loro poveri corpi sono trasformati dalla reclusione e dalla privazione di ogni normalità, vite ridotte ad una sopravvivenza biologica: le creste bianche e le piume inesistenti in molte aree del corpo a causa dello stress, della mancanza di luce e dei farmaci somministrati con il cibo. Sarà una emozione assistere giorno dopo giorno alla loro rinascita e godere con loro della gioia per la libertà che non hanno mai avuto. Ad offuscare questi momenti straordinari il pensiero a tutte quelle creature che non si è riusciti a portare via dall’inferno.

LEAL si batte per la scelta vegan per uno stile di vita etico e senza crudeltà che quest’anno promuoviamo con la campagna “CAMBIA FIBRA: PASSA A VEGAN!”.

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