9 Feb, 2026
Si è tenuta oggi, presso il Tribunale di Trento, l’udienza predibattimentale per l’uccisione dell’orsa F36. Nel corso della seduta, i due cacciatori imputati hanno formalizzato la richiesta di accesso al giudizio abbreviato condizionato.
Contestualmente, sono state depositate le costituzioni delle parti civili. Tra queste, LEAL che ribadisce il proprio ruolo determinante: l’imputazione dei due soggetti per concorso in uccisione di animale (artt. 110 e 544-bis c.p.) scaturita proprio dall’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dai legali dell’associazione.
L’orsa F36 era stata rinvenuta senza vita il 27 settembre 2023 in Val di Bondone. Le indagini, supportate da rilievi balistici e dati telefonici, hanno accertato che l’animale fu ucciso il 24 settembre da un colpo di fucile sparato da un appostamento di caccia a 600 metri di distanza, mentre si trovava in stato di totale inoffensività.
A riguardo, l’Avvocato Aurora Rosaria Loprete ha dichiarato:
“L’odierna richiesta di rito abbreviato conferma la solidità del quadro accusatorio che abbiamo contribuito a delineare. La nostra opposizione all’archiviazione ha impedito che questo atto di bracconaggio rimanesse impunito. La vigilanza resterà massima in vista dell’udienza di aprile, affinché la scelta di un rito speciale non pregiudichi il pieno accertamento della verità e il giusto riconoscimento delle parti civili danneggiate da questo efferato crimine”.
Il Giudice, preso atto delle istanze e dei depositi, ha disposto il rinvio al prossimo 20 aprile.

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8 Feb, 2026
Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 9, presso il Tribunale di Trento, si terrà l’udienza predibattimentale relativa all’uccisione dell’orsa F36. LEAL, che ha già depositato l’atto di costituzione di parte civile, sarà presente in aula e sottolinea il proprio ruolo decisivo: è stata l’opposizione alla richiesta di archiviazione, presentata dal legale dell’associazione Avvocato Aurora Loprete, a determinare l’imputazione dei due cacciatori. I due soggetti dovranno rispondere di concorso in uccisione di animale per crudeltà o senza necessità (artt. 110 e 544-bis c.p.).
F36 fu trovata morta il 27 settembre 2023 in Val di Bondone, uccisa da un colpo di fucile sparato da un appostamento di caccia a circa 600 metri di distanza. Le indagini dei Forestali trentini, supportate dalle analisi dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (che hanno rinvenuto tracce di piombo sul corpo), hanno confermato l’uccisione dell’animale per mano umana. I dati dei cellulari e le denunce di uscita venatoria degli indagati li collocavano nell’area proprio il 24 settembre, data presunta della morte. L’uccisione è avvenuta senza alcuno stato di necessità: l’orsa non si trovava in posizione di attacco e non era abbattibile legalmente.
F36 era stata condannata a morte dal Presidente Fugatti per aver seguito due escursionisti senza alcun contatto fisico. Grazie all’intervento di LEAL, il TAR di Trento aveva sospeso l’ordinanza di abbattimento emessa dalla Provincia. Nonostante ciò, l’amministrazione aveva risposto con un nuovo provvedimento per la cattura e la detenzione a vita. Senza la nostra opposizione alla richiesta di archiviazione, pronta e circostanziata, il GIP non avrebbe ordinato al PM di procedere con l’imputazione coatta.
Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL commenta: “Accogliamo con soddisfazione questo passo avanti giudiziario nei confronti di chi uccide animali selvatici. L’udienza di lunedì segnerà l’inizio di un processo che vedrà l’associazione in prima linea per la giustizia, il rispetto della vita animale e la tutela della biodiversità.”.

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21 Ott, 2025
LUPI – LEAL ACCUSA LA PROVINCIA DI TRENTO: “LA PAT USA I BOVINI COME ALIBI PER LA MATTANZA”.
LEAL interviene in merito alla recente comunicazione della Provincia Autonoma di Trento (PAT) relativa alla predazione da parte di lupi di sei bovini adulti a malga Lavacchio (Avio), dove l’Amministrazione provinciale ribadisce la volontà di procedere con la “rimozione di esemplari problematici” e la stesura di un nuovo Piano di gestione basato su un “grado di protezione ridotto” della specie a livello europeo.
Cristiano Fant, responsabile Fauna Selvatica LEAL, sottolinea: “La dichiarazione della PAT (Provincia Autonoma di Trento) secondo cui, nel caso di bovini adulti, ‘non sono previste opere di prevenzione’ è l’elemento più grave e inaccettabile della comunicazione, e tradisce una profonda irresponsabilità gestionale. LEAL condanna il tentativo della PAT di strumentalizzare l’episodio per giustificare una politica di gestione letale, ignorando che la protezione degli animali da reddito (D.L. 146/01) prevale sulle responsabilità gestionali e sulla gerarchia delle norme”.
“Art. 11 del DPR 357/97 permette la deroga (l’abbattimento) solo in assenza di “altra soluzione valida” e a condizione che non venga pregiudicato lo “stato di conservazione soddisfacente” della popolazione di lupi.
Ricordiamo alla Provincia che il Consiglio di Stato è già intervenuto (nel caso di malga Boldera) disponendo la sospensione del decreto di abbattimento. Ciò conferma che la rimozione non è una misura automatica, ma l’estrema ratio da applicarsi con massima cautela e su basi scientifiche inoppugnabili.
Il lupo è un predatore opportunista. L’attacco non è legato alle dimensioni della preda, ma alla sua vulnerabilità, dovuta alla mancanza di misure di guardia, all’assenza di recinzioni elettrificate adeguate o di un efficace presidio umano (guardiania), soprattutto in pascoli montani o non custoditi.
Affermare che la prevenzione non è prevista per i bovini adulti equivale ad ammettere un deficit nella pianificazione zootecnica. Le misure non letali (cani da guardiania specifici per grandi mandrie, recinzioni mobili e rinforzate) sono dimostrate come l’unica soluzione efficace e duratura per la coesistenza, a prescindere dalla categoria di bestiame.
La mancata adozione di misure preventive da parte degli allevatori e della Provincia stessa – anche per i bovini adulti – crea artificialmente le condizioni per il conflitto e, di conseguenza, per la richiesta di abbattimento, trasformando l’assenza di tutela in un casus belli contro il selvatico.
LEAL chiede che il nuovo Piano di gestione del lupo in corso di elaborazione respinga ogni ipotesi di riduzione della protezione del lupo rispetto allo status di “specie rigorosamente protetta”. Impieghi la totalità delle risorse disponibili nella fornitura, installazione e formazione all’uso di strumenti di prevenzione non letale (recinzioni, cani da guardiania, sistemi di allarme) per tutte le categorie di bestiame, inclusi i bovini adulti.
Subordini tassativamente ogni richiesta di rimozione (abbattimento) alla prova documentata del fallimento di tutte le misure di prevenzione attuabili.
LEAL continuerà a battersi affinché la gestione del lupo in Trentino sia basata sulla scienza, sul diritto e sull’etica, e non sulla facile via della soppressione.
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26 Set, 2025
Nella mattinata del 25 settembre, nel parco giochi di Fondo, nel comune di Borgo d’Anaunia in Trentino, è stata rinvenuta la pelle di un **cucciolo d’orso** abbandonata tra le giostre, vicino al cimitero.
Il macabro ritrovamento, che mostra una scuoiatura dall’aspetto professionale, fa ritenere si tratti di un grave episodio di bracconaggio.
Il Corpo Forestale del Trentino ha già recuperato i resti e prelevato campioni biologici per analisi genetiche presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, al fine di approfondire l’accaduto. Le indagini delle forze dell’ordine sono in corso per individuare i responsabili di questo crudele gesto.
LEAL sottolinea come questo episodio metta in luce la tragedia del bracconaggio, alimentato anche da un clima di odio e da una cattiva informazione, e chiede il **massimo rigore della legge e, una volta fatta chiarezza sull’episodio, si riserva di intraprendere azioni legali.

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19 Set, 2025
Apprendiamo da una nota ufficiale della Provincia di Trento che nel pomeriggio di giovedì 18 settembre alcuni escursionisti hanno segnalato la presenza della carcassa di un’orsa adulta in un’area in quota della Bassa Val di Sole. Sul posto è intervenuto il Corpo forestale del Trentino, che ha provveduto al recupero dell’animale. La carcassa sarà consegnata all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, dove verranno svolte le necessarie verifiche.
LEAL farà accesso agli atti e chiederà di partecipare all’esame necroscopico con un medico di parte, al fine di garantire la massima trasparenza e monitorare le procedure d’indagine.
LEAL seguirà con grande attenzione l’evolversi delle indagini, specialmente in considerazione del sospetto di un possibile bracconaggio. Chiediamo alle autorità competenti di assicurare massima trasparenza e rapidità nell’accertamento dei fatti, e ribadiamo il nostro impegno a sostenere tutte le azioni legali per tutelare la fauna selvatica del Trentino.

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