LEAL CONTRO IL CIRCO CON ANIMALI AD AREZZO: I CIRCENSI MINACCIANO GLI ATTIVISTI

LEAL CONTRO IL CIRCO CON ANIMALI AD AREZZO: I CIRCENSI MINACCIANO GLI ATTIVISTI

Momenti di tensione sabato 29 febbraio ad Arezzo durante la protesta davanti al Circo gli attivisti sono stati gravemente minacciati dai circensi. Bruna Monami di LEAL: “Assurda la presenza di un circo con animali nella città che si propone come capitale della cultura 2021”.
Momenti di tensione oggi ad Arezzo, durante la manifestazione organizzata davanti al circo “Rolando Lara Orfei” da LEAL Lega AntiVIVIsezionista. “I circensi – dichiara Bruna Monami, vicepresidente nazionale di LEAL – hanno gravemente minacciato i partecipanti al presidio e offeso pesantemente le attiviste che protestavano per chiedere un circo senza animali, mentre venivano distribuiti volantini ideati anche per i bambini e stavamo facendo come al solito opera di sensibilizzazione. Vale la pena di ripetere che non siamo contro i circhi ma chiediamo che nei circhi non siano “usati” gli animali. Rispettiamo i lavoratori e gli artisti del circo ma proprio perché siamo consci delle loro capacità artistiche crediamo che dovrebbero proporre uno spettacolo in grado di trasportare lo spettatore in un mondo incantato, che possa ricreare la “magia del circo”, una magia che non può esistere dove c’è lo sfruttamento di altri esseri senzienti”.
L’ultimo circo con animali ad Arezzo era attendato un anno fa. Nel frattempo in Parlamento era stato presentato un Disegno di Legge che doveva stabilire il divieto di usare animali esotici negli spettacoli, ma come molte volte accade la conclusione è stata un nulla di fatto.
Quest’anno l’attendamento del circo ha seguito di pochi giorni la notizia che la città di Arezzo si propone come Capitale della Cultura 2021 e a questo proposito Bruna Monami incalza: “Poiché la città di Arezzo si propone come Capitale della Cultura 2021 ci chiediamo quale apporto culturale possa fornire una tigre che salta in un cerchio, o un elefante che fa l’inchino al pubblico, a meno che non si intenda con cultura la mera dimostrazione della supremazia (ottenuta con metodi coercitivi) dell’essere umano su altri esseri senzienti. Che poi l’addestramento degli animali venga ottenuto con metodi coercitivi viene confermato anche dai circensi. Sono sempre di più le persone che prendono le distanze da questa realtà e raccontano cosa succede quando il pubblico non è presente”.
LEAL sezione Arezzo
Vicepresidente LEAL Lega AntiVIVIsezionista
Bruna Monami,
tel. 347 6192617
lealarezzo@gmail.com



 



UNA SCELTA STORICA O UNA STRATEGIA PER ATTUTIRE I CLAMORI SUSCITATI DAL PROGETTO LIGHTUP?

UNA SCELTA STORICA O UNA STRATEGIA PER ATTUTIRE I CLAMORI SUSCITATI DAL PROGETTO LIGHTUP?

In questo momento particolare in cui si levano da ogni dove le proteste contro il progetto LIGHTUP arriva questa notizia.
Ma guarda che coincidenza.
Da una parte abbiamo 6 macachi rinchiusi in uno stabulario a cui verranno provocati danni nel campo della visione e poi saranno uccisi per completare gli studi. Questo è il progetto LIGHTUP, finanziato con 2 milioni di euro dalla UE, che ha provocato tanta indignazione e ha dato il via a proteste che non si attenuano e che vengono riportate dai media. Dall’altra abbiamo l’annuncio della “liberazione” di 9 macachi che sono stati usati nella sperimentazione animale.
Come dire “Ve ne diamo 9 ce ne lasciate 6”.

Verrebbe da pensare che i 9 macachi ormai sfruttati abbiano avuta salva la vita in cambio dei 6 macachi impiegati nel progetto portato avanti nelle Università di Parma e Torino.
Questa liberazione ci suona tanto come una strategia dell’ultimo momento. Una strategia messa a punto in un momento importante.
Siamo portati a pensare ad una mossa improntata a far credere che, sì, gli animali sono indispensabili ma tutti coloro che, purtroppo, sono costretti ad usarli sono molto preoccupati per loro.
Il Progetto Lightup sembra davvero un tentativo di ammorbidire le proteste di coloro che condannano l’uso degli animali nella ricerca.
Ai macachi, che erano arrivati nel 2008 dall’isola di Mauritius, durante tutti questi anni sono state inoculate particelle virali per testare le risposte immunitarie (che sono quelle dei macachi aggiungiamo noi).
Nell’articolo viene affermato che sono stati usati “nel rispetto del loro benessere”.
E non si capisce di quale benessere stiano parlando.
Può esistere benessere per animali che vivono chiusi in gabbie e ai quali vengono inoculate particelle virali?
Nell’articolo si legge: “È bellissimo pensare che dopo 11 anni di clausura e analisi… abbiano finalmente trascorso il Natale in vacanza”!
“Dovranno imparare a vivere in libertà” aggiungono.
Diciamo pure che semplicemente dovranno imparare a vivere perché finora la loro non è stata vita.
La VITA, quella vera, è stata negata loro dall’essere umano in nome di una falsa scienza che miete vittime.
LEAL Lega AntiVIVIsezionista
LEAL sezione Arezzo
Bruna Monami,
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Fonte → corriere.it
progetto lightup


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BLITZ RIUSCITISSIMO PER GLI ANIMALI. GRAZIE A TUTTI

BLITZ RIUSCITISSIMO PER GLI ANIMALI. GRAZIE A TUTTI

Nella mattinata di sabato 7 dicembre, le Associazioni LEAL Arezzo (Lega AntiVIVIsezionista) e META Firenze e Prato (Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente) hanno organizzato un blitz presso la sede dell’Esselunga Leonardo da Vinci a Prato.
blitz esselunga LEAL
L’obiettivo di questo blitz di protesta è stato quello di informare i consumatori della discutibile scelta del Gruppo Esselunga di aderire alla campagna Telethon attraverso la vendita dei propri prodotti. Le Associazioni META e LEAL hanno informato i consumatori che il principale strumento di ricerca scientifica di Telethon è la Vivisezione Animale. Molti affermano “La Vivisezione non esiste più”. Errore! Per Vivisezione non si intendono solo gli atroci esperimenti del passato. Oggi è ben altro ed è anche peggio. Anche se chiamata Sperimentazione Animale resta Vivisezione perché gli animali sono VIVI. Una atroce e disumana ricerca che si traduce in Falsa Scienza. L’inutilità di questa pratica aggiunge tutta l’insensatezza all’orrore. LEAL da più di 40 anni si batte per l’abolizione della Vivisezione e dal 1981 finanzia la ricerca senza animali grazie al sostegno di medici ricercatori antivivisezionisti. Telethon è dal 1990 che raccoglie fondi ingenti per conferirli nel pochissimo o nulla di fatto.
Il tutto sulla pesante sofferenza di milioni di esseri senzienti: gli animali.
Bruna Monami, vicepresidente LEAL, riporta anche i dati diffusi da Telethon: “In quasi 30 anni di attività sono stati INVESTITI oltre 600 milioni di euro. La Fondazione dichiara di avere destinato alla ricerca il 66 per cento dei fondi investiti, ma questa cifra copre anche le spese di attività collaterali alla ricerca e l’attività di “comunicazione e sensibilizzazione sul tema malattie rare” (dal sito Telethon).
Periodicamente gli istituti finanziati annunciano “eccezionali scoperte” ma quando viene chiesto loro se la scoperta è applicabile all’uomo la risposta è negativa.
Molti degli esperimenti finanziati da Telethon si basano sull’uso degli animali vivi. Ma gli organismi biologici sono diversi tra loro e proprio queste differenze vengono riconosciute dalla comunità scientifica come il problema principale che causa i fallimenti farmacologici. In questo momento in cui alcuni Stati Europei come l’Olanda dichiarano di voler diventare leader dei metodi di ricerca senza animali, in Italia si continuano a formare ricercatori che sperimentano su animali invece che usare metodi di ricerca sostitutivi. La scienza deve essere etica e sicura per l’uomo. Questo è il futuro. Nel sito di Telethon si legge: “La lotta a queste patologie è la promessa che abbiamo fatto ai pazienti”. Ma i malati e le loro famiglie vogliono risposte e non solo promesse.
Dire NO alla Vivisezione è dovere morale ed è dovere scientifico.
LEAL Lega AntiVIVIsezionista
META Firenze
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ANCHE LEAL A ROMA DAVANTI A MONTECITORIO PER I MACACHI

ANCHE LEAL A ROMA DAVANTI A MONTECITORIO PER I MACACHI

LEAL il 5 ottobre in piazza a Roma davanti a Montecitorio con gli attivisti più motivati e tenaci che lottano per chiedere la liberazione dei 6 macachi già detenuti negli stabulari dell’Università di Parma e in fase di addestramento per l’esperimento LIGHT-UP. Un esperimento che prevede un intervento alla corteccia visiva che li renderà parzialmente ciechi.


All’evento anche la nostra vicepresidente Bruna Monami con le volontarie LEAL. Apprezzata la presenza del professor Bruno Fedi, illustre e storico antivivisezionista, e del saggista e opinionista Franco Libero Manco di Ava Associazione Vegan Animalista.
Per questa impegnativa battaglia le città coinvolte dalle proteste sono Roma in quanto sede di Montecitorio, Torino sede dell’Università, che con Parma sta portando avanti l’esperimento, e Parma, che ospita anche gli stabulari dove ci sono i macachi. Tre città e tanti eventi in rapida successione per non spegnere i riflettori su questa crudeltà, sulla vivisezione e per dare modo a sempre più attivisti e comuni cittadini di essere presenti e chiedere la liberazione di questi primati e l’abolizione degli esperimenti sugli animali.


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LEAL HA ADERITO ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE A ROMA DEL 7 SETTEMBRE 2019

LEAL HA ADERITO ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE A ROMA DEL 7 SETTEMBRE 2019

ROMA PIAZZA MONTECITORIO: LEAL ha partecipato alla manifestazione contro il progetto LIGHTUP che prevede l’impiego di 6 macachi ai quali verranno provocati danni visivi e saranno in ultimo soppressi.
Davanti a Palazzo Chigi, durante la manifestazione, Bruna Monami, vicepresidente LEAL, ha letto il documento firmato dalla Prof. Mirta Bajamonte, consulente scientifico di LEAL LEGA ANTIVIVISEZIONISTA (3 pagine, vedi sotto).
I partecipanti alla manifestazione hanno ribadito il loro NO all’uso del modello animale nella ricerca. È intenzione di tutti continuare a manifestare contro l’uso di ogni specie animale.
Chiediamo che nuovi metodi di ricerca senza animali vengano validati e che la “falsa scienza” sia sostituita da una scienza etica e sicura per l’uomo. Grazie agli organizzatori e grazie a tutti i partecipanti.







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