“STATE DIMENTICANDO DI AVERE AFFERMATO CHE LA VIVISEZIONE VA SUPERATA!” LEAL CONTESTA UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA CHE INDIRIZZA I CITTADINI EUROPEI VERSO RISPOSTE SCONTATE

LEAL Lega Antivivisezionista nel pieno rispetto del suo ruolo istituzionale e del suo impegno per la causa antivivisezionista non può accettare che passi una consultazione pubblica in cui si chiede ai cittadini europei una partecipazione senza fornire corrette informazioni che consentano loro di esprimersi con cognizione di causa.

LEAL si appella ai membri della Commissione Europea della Direzione Generale per l’energia, il cambiamento climatico e l’ambiente, Cristina De Avila, Susanna Louhimies, Bernhard Berger, Karin Kilian, Alejandro Kiriazis, Katrin Schutte,Florika Fink-Hooijer, Finn Pedersen, Peter Koritar,Sylvain Bintein, Carolina Ceijas-Noguera, Maurice Whelan ricordando loro l’impostazione della Consultazione pubblica promossa finalizzata alla revisione della normativa comunitaria sulla Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche (CLP): (https://ec.europa.eu/…/12975…/public-consultation_it) che chiede ai cittadini di esprimersi su una proposta di revisione tradendo in diversi punti ciò che la stessa Commissione Europea ha ripetutamente dichiarato da quando fu approvata la Direttiva 2010/63/Ue: il superamento dei test sugli animali, dichiarazioni rafforzate con altri atti legislativi e divulgate tramite webinar e conferenze promosse dalla stessa Commissione.

Purtroppo nessuna delle domande costruite consente al pubblico di capire che esistono “strumenti per una scienza migliore” rispetto alla sperimentazione animale né “migliori strumenti regolatori”. Semmai il contrario.LEAL chiede alla Commissione Europea di rivedere la formulazione delle domande con un’ottica di fattivo cambiamento e ottimismo nei confronti del futuro. Argomenta le sue richieste segnalando ai membri della direzione generale che nella Sezione n.2 su “Esperimenti sugli animali delle sostanze chimiche” dove con la domanda n.3 tende a convogliare le risposte del pubblico verso una sola tendenziosa risposta, dice: “Gli esperimenti su animali dovrebbero essere l’ultima risorsa da utilizzare quando non esistono test alternativi”. Un modo ingannevole di presentare la situazione odierna e il ventaglio di scelte possibili nel settore dei test per le sostanze chimiche. Si basa infatti sull’assunto che i test animali siano in grado di fornire risultati attendibili, cosa non vera e nota a ricercatori e parlamentari. Inoltre, ignora che la dizione “metodi alternativi” è una modalità datata e sorpassata di citare gli strumenti scientifici che consentono di superare la sperimentazione animale; sorvola sull’esistenza dei NAMs (New Approach Methodologies), un’area della ricerca biomedica e tossicologica che sta progredendo a velocità straordinaria. Senza trascurare il fatto che la decisione se usare test animali tradizionali oppure specifici NAMs umani non può diventare una domanda tra le altre di una consultazione pubblica trattandosi di una delicata scelta a livello scientifico demandata a chi deve correttamente definire un endpoint.”

Per le stesse ragioni – rimarca Gian Marco Prampolini presidente di LEAL e firmatario della lettera – le risposte sollecitate dalla domanda rivelano una modalità antiquata di affrontare i problemi della salute umana, della protezione dell’ambiente e del superamento della sperimentazione animale. Gli scienziati che lavorano per il progresso della scienza non utilizzano “metodi alternativi”: si servono di “sistemi” altamente sofisticati che comprendono, tra gli altri, test in vitro, valutazioni computazionali e dati tossicocinetici per prevedere la correlazione tra il punto di partenza misurato nei test in vitro e l’eventuale esposizione a una sostanza chimica. Ed è oltremodo importante sottolineare che un risultato positivo o negativo in un “metodo alternativo” non significa nulla senza un ulteriore iter di valutazione, cosa che rende il nuovo approccio molto più affidabile dei tradizionali test animali per prevedere l’effetto di una sostanza chimica sulla salute umana”.

LEAL ritiene egualmente importante, infine, la domanda 2 della Sezione 1: essa chiede quanto un acquirente sia disposto a pagare in più per un prodotto che offre la stessa performance di un prodotto pericoloso essendo però meno dannoso. Troviamo che questo sia un modo altamente singolare di affrontare il problema dell’inquinamento, della salute e della morte sia degli esseri umani che dell’ambiente. Davvero non si pensa che se esistono prodotti che non provocano danni né all’ambiente né a noi stessi? LEAL richiama alle proprie responsabilità la Commissione Europea che con altre istituzioni comunitarie ha il dovere di rendere obbligatorio il loro utilizzo, indipendentemente dal costo monetario, sostenendo quanto più possibile i produttori, gli acquirenti e i consumatori dei suddetti prodotti facendo una scelta esemplare ed educativa nel pieno rispetto del Pianeta e delle vite che lo abitano.

LEAL PER L’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE

Clicca su “scarica PDF” per leggere la lettera di LEAL indirizzata ai rappresentanti della Commissione Europea.

vivisezione commissione europea
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