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Una breve vita in condizioni disumane e una morte violenta e una dolorosa agonia. Chi conosce la vita e il destino delle innumerevoli specie di animali sfruttati per il mercato di carne, uova, latte e per altri scopi industriali, compreso il mangime per gli animali domestici, non può che avere desiderato che tutto questo orrore abbia fine.

L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “End the Slaughter Age” punta alla chiusura di allevamenti e mattatoi escludendo dai finanziamenti agricoli il comparto della zootecnia e includendo in alternativa alimenti ecologicamente ed eticamente sostenibili come la carne vegetale e l’agricoltura cellulare.

Il prossimo 5 giugno fino al 5 giugno 2023 si potrà firmare per chiedere l’esclusione della zootecnia dalle attività ammissibili alle sovvenzioni agricole e l’inclusione di alternative ecologiche, come l’agricoltura cellulare e le proteine vegetali e gli incentivi per la produzione e vendita di prodotti di origine vegetale e di agricoltura cellulare. In tutto, sono coinvolti 7 Stati membri dell’UE, e sarà necessario raccogliere almeno 1 milione di firme per sottoporre le richieste alla Commissione Europea.

Secondo valutazioni dell’Onu e della FAO oltre 80 miliardi di animali di varie specie, anche esotiche, vengono macellati a scopo alimentare. A questo numero si aggiungono tra i 51 e 160 miliardi di pesci da allevamento uccisi ogni anno.

Questo sistematico sterminio comporta anche dei costi ambientali molto elevati perché dal 15% al 51% sono legati al consumo di carne tradizionale. Vista l’emergenza climatica planetaria è arrivato adesso il momento di riparlare di carne coltivata, un’alternativa in grado di produrre la stessa quantità di carne con il 99% di emissioni serra in meno senza provocare sofferenza agli animali. La carne coltivata non nasce per i vegani ma è destinata allo zoccolo duro dei carnisti che non si piegano in alcun modo alle alternative vegetali già in commercio neppure per etica o per la tutela dell’ambiente.


La carne coltivata si ottiene grazie all’agricoltura cellulare, un nuovo ramo tecnologico che permette la produzione di carne, latte, uova, ossa, pelle e molto altro materiale organico direttamente in laboratorio, partendo da poche cellule coltivate in sieri vegetali che si moltiplicano quasi all’infinito.

Diverse società nel mondo da un decennio stanno investendo in tecnologie sempre più avanzate per la coltivazione della carne in laboratorio, tra queste la società israeliana Future Meat Technologies in cui anche la catena di supermercati Migros ha investito e messo a punto una avanzata tecnologia per produrre carne coltivata in laboratorio che le ha permesso di aprire recentemente il primo impianto al mondo di produzione industriale di produzione di carne coltivata che al momento è commercializzata solo in punti selezionati in Israele e Singapore.


Tra le prime persone a credere in questo progetto è stata Nathalie Rolland che ha fondato l’associazione “Agriculture cellulaire France” dando una svolta etica alla tradizione famigliare che da generazioni e fino a quel momento si era dedicata all’allevamento di animali da carne. E come spiega: “Poche cellule di una mucca viva che non prelevate senza causare alcuna alcuna sofferenza, ad esempio potrebbero fornire 175 milioni di hamburger, gli stessi che oggi che vengono prodotti uccidendo 440 mila animali”.

Tra gli attivisti vegani sostenitori della carne coltivata in laboratorio c’è Gary Yourofsky che già anni fa aveva dedicato a questo tema diversi interventi e video https://fb.watch/dnhqOQcOzZ/

dal 5 giiugno si potrà firmare direttamente dalla home page del sito al link https://www.endtheslaughterage.eu/it/

LEAL INCONDIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI

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