Sciacca: sale il numero dei randagi avvelenati e scomparsi. Perché questa strage? Una coincidenza: il 9 maggio passerà il Giro d'Italia

Sciacca: sale il numero dei randagi avvelenati e scomparsi. Perché questa strage? Una coincidenza: il 9 maggio passerà il Giro d'Italia

I primi cani morti per avvelenamento a Sciacca (Agrigento) sono stati ritrovati il 15 febbraio. Oggi la responsabile di LEAL in Sicilia raccoglie le segnalazioni dai volontari che denunciano almeno 70 cani morti o dispersi.
foto leal sciacca giroSono tantissimi gli animali che ancora mancano all’appello; qualcuno sostiene siano almeno il doppio ma non è facile avere numeri sicuri in quanto si parla di randagi e non registrati all’anagrafe canina. La strage di questi giorni nella zona è senza precedenti. Curiosamente le eliminazioni coincidono con una importante manifestazione sportiva: con il passaggio il 9 maggio a Sciacca del Giro d’Italia, la 5 tappa infatti partirà da Agrigento.
Gian Marco Prampolini, presidente LEAL,
spiega: “Al di là della coincidenza non conosciamo colpevoli e mandanti ma ci auguriamo che le indagini in corso ci possano dare delle risposte. Una cosa però è certa: questa volta ai colpevoli qualcosa è sfuggito di mano e l’indignazione ha varcato inesorabilmente i confini della Sicilia accendendo i riflettori non solo su una situazione fuori controllo ma ha anche attivato le proteste su tutto il territorio nazionale”.
→ PETIZIONE AI SINDACI DELLA SICILIA
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Questa è la Sicilia, qui Satana ha fissato la sua dimora per tormentare gli animali e sorridere mentre noi e solo noi versiamo lacrime amare; una volontaria siciliana. LEAL dalla parte dei randagi sta seguendo la vicenda dal territorio

Questa è la Sicilia, qui Satana ha fissato la sua dimora per tormentare gli animali e sorridere mentre noi e solo noi versiamo lacrime amare; una volontaria siciliana. LEAL dalla parte dei randagi sta seguendo la vicenda dal territorio

Abbiamo appreso della mattanza da attiviste sul territorio, dalla rete e dai giornali. Queste le parole piene di rabbia e di dolore scritte sui social da una volontaria siciliana, tra le prime a diffondere la penosa strage di cani innocenti avvelenati ritrovati il 15 febbraio in contrada Muciare, Sciacca in provincia di Agrigento, dopo circa tre giorni dalla loro morte. Ad oggi i cani sono diventati una trentina ma si dice che molti ne mancano ancora all’appello: è in atto una vera e propria carneficina al fine di ripulire le strade dal randagismo.
CANI AVVELENATI SCIACCA 7 randagismo siciliaAbbiamo le loro foto: li guardiamo e riguardiamo con orrore, sono morti tra atroci sofferenze e lunga agonia, li hanno trovati così senza vita, uno sull’altro quasi a volersi confortare; qualcuno con ancora il vomito vicino alla bocca. Anche dei cuccioli, il musetto arrotondato sdraiati vicino a cani grandi.
Straziate le brave volontarie ne hanno viste tante e sono consapevoli di come questa terra si divida in due parti e nemmeno uguali che vedono contrapposte le volontarie che dedicano la loro esistenza ad alimentare, curare, salvare e proteggere gli animali randagi sul territorio, e una fazione contrapposta, fatta di indifferenza, fastidio nei confronti degli animali, lucro, violenza e crudeltà.
I soldi per le sterilizzazioni non si trovano mai, i sindaci si pronunciano solo quando si presenta il fatto di cronaca e poi come da tradizione tutto sparisce, si dimentica e si torna nel rutinario oblio.
Cosa si poteva fare e non è stato fatto? Cosa è stato fatto che non si sarebbe dovuto fare? Le Istituzioni locali assicurano che stanno cercando i colpevoli. Si potrebbe anche notare come sparizioni, uccisioni e stragi nei territori ad alto tasso di randagismo nelle località turistiche avvengono nei periodi prossimi all’apertura della stagione: eliminazioni “opportune” e puntuali ad evitare che troppi animali vaganti infastidiscano i turisti, rendano al visitatore una impressione di degrado del territorio e intralcino le attività. D’altra parte quando non è una piaga il randagismo è una risorsa per chi ci lucra: chi gestisce canili lager, chi movimenta i cani dal sud a nord e all’estero, staffettisti ben remunerati e non sempre fidati e adeguati.
Un’altra volontaria siciliana dalla sua pagina fb dichiara: “Siamo impotenti spettatori di un olocausto senza fine: è vergogna e dolore nella consapevolezza che moriranno in qualche modo, o così o facendo denaro dentro un canile, ma sono sicura che il servizio smaltimento provvederà a fare fattura al comune: 150 euro a cane, come la metti rendono”.

LEAL Lega Antivivisezionista stigmatizza ogni uccisione e questo massacro. L’impegno della Associazione sta nel monitorare tramite la sezione siciliana che le indagini proseguano, prendendo parte alle proteste e alle iniziative locali oltre che partecipare, con le principali associazioni, ai tavoli tecnici promessi in una dichiarazione dal Presidente della Regione Nello Musumeci. Il Presidente LEAL Gian Marco Prampolini sottolinea l’importanza delle sterilizzazioni e ricorda: “La nostra associazione ha sempre contribuito alle sterilizzazioni, supportando i singoli cittadini, con la convinzione che il randagismo non si risolve creando più canili spesso gestiti non da volontari o associazioni ma da persone che se ne occupano per lucro. La soluzione non sta nel chiudere a vita, senza visibilità e cure i cani in box e strutture lager. Le leggi affama-randagi inoltre aggravano il problema e mettono a rischio gli animali che in cerca di cibo si avvicinano sempre più all’uomo per trovare sostentamento”. Agata Pandolfino, responsabile LEAL Messina, sta monitorando la situazione e riferisce della disponibilità data da diversi veterinari della zona a sterilizzare gratuitamente gli animali: “Ma ci aspettiamo che chi ha la responsabilità della gestione del territorio non deleghi sempre al volontariato la soluzione di ogni criticità. Ripartiamo da qui e che da questo olocausto nasca un nuovo corso e una nuova coscienza e che l’indignazione dia la spinta ad un coordinamento di cittadini che facciano costanti pressioni sulle istituzioni per ottenere interventi che non possono più aspettare”.
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LEAL sezione siciliana: aggiornamento in tempo reale da Palermo

LEAL sezione siciliana: aggiornamento in tempo reale da Palermo

foto per aggiornamento palermo agata pandolfinoAgata Pandolfino, responsabile LEAL sezione Messina, è stata attiva per aiutare i cittadini impegnati davanti al canile e ci conferma con una sua nota lo stato attuale da lei appurato: “Esultiamo, il famigerato furgone è stato costretto ad uscire vuoto dal canile. Con orgoglio ringraziamo i nostri amici palermitani per la mobilitazione di massa, mostrando la grinta di veri combattenti dal cuore grande. L’intervento congiunto di Paolo Bernini, parlamentare del Movimento5Stelle, dell’avvocato Aurora Lo Prete e della professoressa Mirta Baiamonte, presidente biomedico-scientifico P.A.V.I. Partito Attivista Vittime Indifese, ha permesso al dottor Antonino Virga (responsabile della salute pubblica regione Sicilia) di bloccare il trasferimento dei cani“.
Adesso si apre lo scenario del tavolo tecnico fra sindaco e associazioni animaliste palermitane, con lo scopo e la speranza che venga ripristinata subito la legalità. Palermo e la Sicilia tutta hanno ancora bisogno del sostegno e la solidarietà di tutte le meravigliose persone che da lontano hanno supportato questa battaglia, mantenendo la massima attenzione sugli sviluppi futuri.
Agata Pandolfino
LEAL sezione Messina


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LEAL diffida il sindaco di Monterosso Almo e dà il via a un mail bombing per chiedere la recessione dell'ordinanza

LEAL diffida il sindaco di Monterosso Almo e dà il via a un mail bombing per chiedere la recessione dell'ordinanza

La responsabile LEAL sezione Messina, Agata Pandolfino ha depositato una diffida in Questura nei confronti di Paolo Buscema, sindaco di Monterosso Almo (RG) colpevole di avere emesso una ordinanza (la n.38 dell’11 agosto 2016) che autorizza Polizia Locale, forze dell’ordine e veterinari della Asl a sparare su ovini e bovini vaganti sul territorio, il tutto per tutelare, nelle sue intenzioni, l’incolumità dei cittadini.
LEAL DIFFIDA SINDACO MONTEROSSO ALMOLa questione nasce dal fatto che questi animali non sono adeguatamente controllati dagli allevatori ed escono dai pascoli per avventurarsi nelle pubbliche vie. La peregrina ordinanza in pieno stile sceriffo si commenta da sola. Il sindaco anziché ordinare agli allevatori il controllo delle mandrie, pena sanzioni, preferisce forse vedere il sangue degli animali. E pare proprio intenzionato a non avere ripensamenti: LEAL in tal caso valuterà gli opportuni procedimenti legali contro questa inutile crudeltà e spargimento di sangue.
Diamo intanto il via a un mail bombing per chiedere al primo cittadino di Monterosso Almo di sanzionare gli allevatori irresponsabili anziché giustiziare gli animali sulla pubblica piazza.
Mail bombing: → paolo.buscema@comune.monterossoalmo.gov.it

Tavolo informativo LEAL a Messina

Tavolo informativo LEAL a Messina

Si rinnova il 23 e il 24 gennaio il tavolo informativo promosso da LEAL sezione di Messina in via Dogali angolo via Dei Mille. Al tavolo si potrà raccogliere materiale informativo, firmare tutte le petizioni aperte, iscriversi e sostenere con donazioni libere i diversi progetti promossi da LEAL.
LEAL sezione Messina: Agata Pandolfino, tel. 090 311271, agatapandolfino@alice.it
 VI ASPETTIAMO!  
LEAL_Messina_2016