RIVOLUZIONE CRUELTY FREE PER ANIMALI DOMESTICI: A LONDRA I PRIMI BOCCONCINI PER CANI A BASE DI CARNE COLTIVATA

RIVOLUZIONE CRUELTY FREE PER ANIMALI DOMESTICI: A LONDRA I PRIMI BOCCONCINI PER CANI A BASE DI CARNE COLTIVATA

La startup londinese Meatly ha introdotto una novità rivoluzionaria nel settore del cibo per animali domestici: i primi bocconcini per cani a base di carne coltivata in laboratorio. Il prodotto, chiamato “Chick Bites”, rappresenta un passo avanti importante verso un’alimentazione più etica e sostenibile per i nostri amici a quattro zampe.
L’iniziativa riceve il plauso di LEAL che promuove uno stile di vita vegan e ha sostenuto e supportato l’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Slaughter Age”, volta a incentivare alternative come la carne coltivata e i prodotti vegetali al posto degli allevamenti tradizionali. Questo progetto mira a ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura animale e a promuovere soluzioni più sostenibili ed etiche.
La carne coltivata viene prodotta a partire da un campione di cellule estratte da un uovo di gallina. Queste cellule vengono poi coltivate in bioreattori, dove ricevono nutrienti essenziali come aminoacidi, vitamine e minerali. In circa una settimana, le cellule si trasformano in una massa proteica con le stesse proprietà nutrizionali della carne tradizionale, ma senza l’uso di antibiotici, ormoni o steroidi. Meatly afferma che da un singolo campione cellulare è possibile ottenere una quantità virtualmente infinita di carne, eliminando così la necessità di allevare e macellare animali.
L’impatto ambientale della carne coltivata è notevolmente inferiore rispetto alla produzione tradizionale. Secondo Meatly, il processo consuma il 50-60% in meno di terra, il 30-40% in meno di acqua e produce circa il 40% in meno di emissioni di CO2 rispetto agli allevamenti convenzionali. Inoltre, se alimentato con energia rinnovabile, può ridurre le emissioni di gas serra fino al 92% rispetto alla produzione di carne bovina tradizionale.
LEAL ricorda che la produzione di carne coltivata anche per animali domestici potrebbe ridurre gli allevamenti e il numero di animali macellati per produrre cibo. Ogni anno vengono uccisi oltre 73 miliardi di polli a livello globale, molti dei quali destinati alla produzione di alimenti per animali domestici e auspica un aumento della consapevolezza i problemi etici e ambientali legati alla produzione di carne tradizionale.

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Galline, galletti e pulcini: il loro tormento nasce dall'uovo

Galline, galletti e pulcini: il loro tormento nasce dall'uovo

Ogni giorno nel mondo si consumano centinaia di milioni di uova. Sono cifre impressionanti che rendono solo minimamente l’idea del girone infernale che coinvolge e travolge galline e pulcini.
STOP MASSACRO PULCINI MASCHI 1
STOP MASSACRO PULCINI MASCHI 2
Per dare la possibilità a tutti di consumare uova, le galline sono state geneticamente modificate per deporre 200 a 350 uova l’anno mentre in natura ne deporrebbero solo 12 o 13 a scopo riproduttivo. Questo sta a significare che all’industria delle uova sono utili e indispensabili le galline mentre i polli che poi diventano galli non hanno valore. Per questo da sempre le aziende selezionano i pulcini alla nascita, appena schiuse le uova.
Le femmine sono destinate ad essere sfruttate come ovaiole per poi essere condannate a morte prematura, mentre i pulcini maschi, come testimoniano già da molti anni foto, investigazioni di attivisti e di lavoratori pentiti, vengono smaltiti, soffocati, tritati, bolliti vivi da apposite macchine per poi essere trasformati in mangime o addirittura, come è avvenuto tempo fa in una azienda avicola del bresciano, mettendoli in secchi e pigiandoli come l’uva.
Si parla di “macchine sessatrici” in grado di individuare il sesso del pulcino ancora prima che nasca per una selezione meno sanguinaria che comunque nulla toglierebbe all’inferno in terra a cui sono costrette galline ovaiole e polli destinati allo spiedo o a diventare mangime. Alla fine l’unica strada per vivere senza crudeltà è una, radicale e inevitabile: la scelta vegana.
Sottoscriviamo il pensiero di Frans de Waal, etologo contemporaneo, che testimonia di come la capacità di immedesimarsi nell'”altro” sia il primo passo verso scelte etiche e non violente: “Se fossi Dio, lavorerei al raggiungimento dell’empatia”.
Silvia Premoli
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