LEAL oggi a Roma e in altre città italiane per commemorare gli animali rinchiusi nei laboratori che vengono rinchiusi torturati e uccisi in nome di una ricerca fallace epriva di etica. Si stima che oltre 192 milioni di animali di ogni specie nel mondo siano vittime silenziose della vivisezione. LEAL finanzia progetti e borse di studio per una ricerca che utilizza metodi sostitutivi senza animali e chiede l’abolizione della vivisezione.
LEAL PER l’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE
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Venti di guerra per chi ha da sempre difeso gli animali da qualsiasi abuso a partire dalla vivisezione. Dalla XIV Commissione Politiche Europee della Camera qualcuno ha deciso di vanificare una nostra grande vittoria: la sospensione dei test cosmetici sugli animali costata anni di lotte animaliste. La grande conquista che salvò la vita a milioni di animali fu ottenuta nel 2004 quando l’Unione Europea vietò i test animali per i cosmetici finiti per poi estendere nel 2013 il divieto di testare sugli animali anche i singoli ingredienti in essi contenuti.
Ora, dopo decenni di battaglie, l’Echa e la Commissione Europea hanno stabilito che persino gli ingredienti utilizzati esclusivamente nei cosmetici possono venire testati sugli animali ai sensi del Reach (il Regolamento registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) in caso di esposizione dei lavoratori durante il processo di fabbricazione.
Esistono alternative sicure ai test cosmetici
Non si riesce a capire la ragione di questa retrocessione visto che già esiste una estesa e solida conoscenza della tossicità dei numerosi ingredienti utilizzati nella formulazione dei cosmetici. È impensabile tornare a torturare gli animali sottoponendoli a crudeli test di irritazione cutanea e oculare, studi sull’ingestione forzata e sulla dose letale per stabilire l’eventuale pericolosità degli ingredienti. Esistono alternative sicure costituite dai modelli in vitro, modelli di pelle umana ricostruita o metodi che sfruttano applicazioni informatiche di grande precisione. Ci rifiutiamo di tornare ai laboratori degli orrori anche per la cosmesi!
A → questo link l’interessante intervento del 29 novembre 2020 del professore Marco Mamone Capria, presidente della Fondazione Hans Ruesch, dal titolo “Cavie. Possiamo fare a meno della sperimentazione animale?”.
Gli investigatori di BUAV (Unione britannica per l’abolizione della vivisezione) si sono infiltrati per 8 mesi presso il laboratorio di sperimentazione animale di proprietà del colosso farmaceutico statunitense Merck Sharp & Dohme (MSD). L’indagine, condotta nel 2013, ha fatto emergere un quadro agghiacciante: negli 8 mesi trascorsi all’interno del laboratorio sarebbero stati uccisi, secondo BUAV, 92 cuccioli di cane, 15 di gatto, 10 femmine di cane adulte e un numero sconosciuto di vitelli, polli e conigli. Ciò che fa più impressione nel video è la totale mancanza di sensibilità dei vivisettori. Dopo aver sezionato un cucciolo di beagle, si sente l’operatore esclamare “Questo è fatto. Potete andare a getterlo nel bidone“. Come fosse spazzatura. All’interno di questo laboratorio i test vengono solitamente condotti su cuccioli di cane di massimo 5 settimane e su cuccioli di gatto di circa 8. I piccoli beagle vengono separati dalle madri a 4 settimane e le femmine adulte vengono uccise quando non servono più come fattrici.
La direzione del laboratorio si è difesa dichiarando, al MailOnline, che la struttura aderisce a tutti gli standard normativi di test e sviluppo di vaccini. Inoltre ha dichiarato tramite un suo portavoce che “Il benessere degli animali è fondamentale per la nostra missione. Tutte le ricerche dentro il centro vengono fatte da personale qualificato e addestrato. Le nostre strutture sono in piena conformità a tutte le leggi e regolamenti, le procedure e le strutture sono regolarmente riviste e controllate dalle autorità di regolamentazione competenti“. Non vogliamo discutere la conformità o meno del laboratorio. Non ci interessa. In discussione per noi animalisti è la legge che permette tutto questo.Il terrore e i gemiti dei cuccioli condannati a morte nel video parlano chiaro.
Hanno ottenuto il Marchio di Certificazione "Coniglio Nero" di LEAL
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