Il Consiglio di Stato, con una sentenza discussa il 14 ottobre e pubblicata il 3 novembre 2021, aveva accolto il ricorso presentato il 29 aprile scorso da alcune sigle animaliste, riguardo la decisione del Tar di Treno di dichiarare legittimo l’ordine di cattura di M57, il giovane esemplare di orso catturato e trasportato nel recinto del Casteller che aveva avuto un incontro ravvicinato con un carabiniere nei pressi di Andalo. Nel testo della sentenza, veniva chiesto alla Provincia di Trento di valutare la possibilità di liberare l’animale in quanto, secondo il Consiglio di Stato, le circostanze in cui, nella notte del 22 agosto 2020, è avvenuto l’incontro tra l’uomo e il plantigrado andrebbero analizzate in maniera più approfondita.

Il ricorso di Fugatti era stato subito annunciato, d’altra parte era chiaro a tutti che considerando l’ostilità nei confronti degli orsi da parte della Provincia di Trento e di molti cittadini che non sarebbe stata una scelta percorribile. Un comunicato diffuso oggi 18 novembre dalla Provincia di Trento riporta quanto  viene classificato da Ispra per M57 in risposta alla Provincia:  “Al massimo livello di problematicità, situazione per la quale il Pacobace (documento di riferimento per la gestione dell’orso bruno) prevede, come possibili azioni suggerite, anche la cattura per captivazione permanente o l’abbattimento, oltre che la cattura con rilascio allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio”. Ispra ricorda di aver analizzato nel rapporto redatto in collaborazione con il Muse il comportamento degli orsi problematici, classificandoli in “orsi potenzialmente pericolosi” per cui “si suggerisce un’attenta valutazione di ogni singolo caso, il monitoraggio intensivo e la tempestiva messa in atto delle azioni di prevenzione e dissuasione” e in “orsi ad alto rischio per i quali – scrive ancora Ispra- è suggerita la rimozione immediata”.

Sulla base di tali considerazioni, Ispra conclude spiegando che “si ritiene che un’eventuale reimmissione in natura dell’individuo M57 possa comportare significativi rischi di sicurezza per l’uomo” e che “in alternativa al rilascio in natura, si ritiene tecnicamente accettabile la traslocazione in altra struttura idonea al contenimento dell’esemplare”.

LEAL ribadisce che gli orsi detenuti al Casteller non stanno vivendo in condizioni che non solo non sono compatibili con la loro natura ma non sono neppure accettabili per qualsiasi altro animale. Inoltre i due orsi sono stati castrati e la loro cattività li ha resi dipendenti dall’uomo e confidenti. L’unica soluzione percorribile è quella di VOLERE CONVIVERE con questi animali, riconoscere i loro diritti, rispettare il loro territorio e fare in modo che la popolazione rispetti le regole stabilite per la corretta e pacifica sul territorio.

Ovviamente questa volontà non c’è e neppure c’è mai stata e neppure si contano più gli orsi che nel corso di questi anni sono stati vittime dell’arroganza, e dell’indifferenza delle istituzioni e della gran parte di chi dovrebbe amministrare la giustizia

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/Ispra-gli-orsi-pericolosi-vanno-trattati-come-tali

LEAL progetto “iostoconbruno e non solo…” contro ogni forma di detenzione degli animali.

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