Oggi 9 giugno Gaetano Foco, che nel maggio del 2015 a Pescia, seviziò e uccise la cagnolina Pilù per vendetta nei confronti della fidanzata, è stato condannato dal Tribunale di Pistoia a 18 mesi di reclusione, pena non sospesa, e conseguente risarcimento per le associazioni costituite parte civili e al pagamento delle spese processuali.
Anche il PM, come le parti civili, dopo aver respinto il patteggiamento e la messa alla prova aveva chiesto il massimo della pena.
Foco riprese tutte le fasi della tortura e dell’agonia di Pilù in un video che rese pubblico e divenne subito virale prima di essere censurato e messo a disposizione degli inquirenti.
LEAL che si è costituita parte civile, è stata rappresentata nelle varie fasi processuali e alla sentenza dai legali Alberto Barni e Andrea Sbragia.
Gian Marco Prampolini Presidente LEAL commenta: “Il nostro ordinamento non tutela gli animali e pertanto nessuna condanna per chi commette reati nei confronti degli animali potrà mai essere considerata soddisfacente o equa. Gaetano Foco, persona socialmente pericolosa, sarà sorvegliato e non farà neppure un giorno di carcere mentre le riforme al Codice Penale sollecitate da LEAL e dal mondo animalista da decenni non vengono neppure prese in considerazione. Nonostante i giudici abbiano applicato una pena severa compatibile con gli strumenti legislativi a loro disposizione, ci sentiamo di affermare con forza che Pilù non ha avuto giustizia”.
LEAL INCONDIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI
Ieri mercoledì 26 settembre fin dalle prime ore del pomeriggio una partecipata assemblea di volontari e attivisti di LEAL, Liv Toscana, Animalisti Italiani e cittadini si è schierata davanti al Tribunale di Pistoia in attesa di poter entrare nell’aula dove si sarebbe dovuta tenere la prima udienza per il processo a Gaetano Foco, reo confesso di aver causato la morte della cagnolina Pilù dopo aver ripreso gli atroci tormenti a cui l’ha sottoposta diffondendoli anche via web. Tante persone che con una presenza silenziosa hanno rappresentato tutti coloro che chiedono giustizia affinché simili episodi efferati non rimangano impuniti. Grande lo sconcerto nell’apprendere che la tanto attesa udienza è stata rimandata a causa “DEL MANCATO INVIO DELLA NOTIFICA DI CONVOCAZIONE ALL’IMPUTATO”. Bruna Monami, vicepresidente LEAL e responsabile LEAL sezione Arezzo ricorda:“La fine di Pilù, seviziata a morte, non deve essere dimenticata. La condanna del suo carnefice deve essere esemplare e servire da monito. Non basta dichiararsi colpevoli per rendere giustizia alle vittime. Non solo gli animalisti chiedono a gran voce una pena esemplare, ma tutti coloro che aspirano a un mondo più giusto e migliore”. Ringraziamo i legali Andrea Sbragia e Alberto Barni per la competenza e l’interesse dimostrato verso la causa.
LEAL sezione Arezzo
Bruna Monami, tel. 347 6192617
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