6 Mar, 2026
Si terrà il 9 marzo la prima udienza del procedimento penale a carico di Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento, in relazione all’abbattimento dell’orso M90. In questa sede, Leal ha formalizzato la richiesta di costituzione di parte civile per l’esercizio dell’azione civile nel processo penale.
L’imputazione coatta per uccisione e maltrattamento di animali (artt. 544-bis e 544-ter c.p.) scaturisce dalla denuncia presentata da Leal e dalla successiva opposizione alla richiesta di archiviazione sostenuta dalle associazioni coinvolte. Secondo l’impianto accusatorio, il presidente Fugatti avrebbe disposto l’esecuzione dell’abbattimento in violazione dei protocolli operativi, omettendo la previa narcotizzazione del plantigrado e l’impiego del personale veterinario specializzato.
I rilievi tecnici e necroscopici hanno evidenziato una condotta caratterizzata da “particolare crudeltà”: l’animale, attinto da colpi a fegato e polmoni, sarebbe deceduto a seguito di una prolungata agonia per emorragia interna. La presenza di Leal come parte civile mira a garantire la piena tutela giuridica dell’animale e a sostenere la sussistenza della responsabilità penali.

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6 Mar, 2026
Il gatto Cesare, presenza affettuosa e familiare per pendolari e cittadini alla stazione ferroviaria di Colleferro (RM), è stato barbaramente preso a calci il 27 gennaio scorso. Dopo 12 giorni di agonia al Policlinico Veterinario Roma Sud, tra lesioni gravissime, insufficienza renale e sofferenze indicibili, Cesare ha lasciato la comunità umana che tanto lo amava. Grazie alle indagini dei Carabinieri di Colleferro e alle prove della video di sorveglianza e testimonianze, è stato identificato e denunciato un quarantacinquenne residente a Segni, ritenuto l’autore di questo vile maltrattamento. Un episodio che grida vendetta, ma che non deve restare impunito. Leal ha appreso con sdegno questo grave caso di crudeltà animale e Leal ha dato mandato al suo legale di procedere in sede di giudizio per chiedere giustizia.

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4 Mar, 2026
L’incendio devastante scoppiato lunedì 2 marzo 2026 nell’allevamento di tori Monte Stivo a Sabbionara di Avio in Trentino, rappresenta l’ennesima drammatica testimonianza della crudeltà intrinseca dell’industria zootecnica. Su 800 animali rinchiusi in una stalla, un numero che da solo evoca condizioni di sovraffollamento lontano da standard di benessere animale. Circa 300 tori sono morti tra atroci sofferenze, intrappolati nelle fiamme senza possibilità di fuga. Un vero inferno di fuoco, domato solo dopo ore.
Le istituzioni commiserano gli allevatori per le perdite economiche, ma nessuno prova compassione per gli animali morti tra le fiamme.
I sopravvissuti sono stati trasferiti in altri allevamenti in attesa del macello: una macabra estensione di una sofferenza già intollerabile.
LEAL si impegna attivamente per una transizione radicale verso il veganismo, l’unica via per garantire un futuro al pianeta e la libertà agli animali. Da anni, la nostra associazione si batte in ogni sede per ottenere leggi più severe: chiediamo il divieto immediato del sovraffollamento negli allevamenti e lo spostamento dei sussidi pubblici verso l’agricoltura plant-based.
La vita di questi 300 tori non è una voce in un “bilancio economico”, ma un crimine contro la vita che non deve restare sotto silenzio.

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2 Mar, 2026
Oggi il Tribunale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di rinvio a giudizio nell’ambito del processo relativo all’inchiesta “Grecale” a carico degli indagati dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Sono coinvolti docenti, ricercatori e personale amministrativo, incluso l’ex rettore. Dopo le perquisizioni e le indagini preliminari concluse nel 2025, l’udienza preliminare era stata aperta il 28 novembre dello stesso anno.
Il procedimento penale, di competenza del Tribunale di Catanzaro per le indagini della Procura della Repubblica, nasce dalle accuse di maltrattamenti su animali nei laboratori universitari, truffa aggravata ai danni dello Stato e violazioni sistematiche del benessere animale, emerse dall’inchiesta “Grecale”. Le indagini hanno evidenziato irregolarità negli esperimenti e nella gestione di fondi pubblici.
Per gli imputati il GUP ha fissato l’udienza per il 12 maggio 2026. L’impianto accusatorio per la gran parte è rimasto in piedi ed è stato disposto il non luogo a procedere per i seguenti capi d’imputazione: Britti, Ianda, Loprete (capo 26), Anastasio, Poerio (capo 33), Castagna (45), Palma (46), Carresi (48), Cassano (50), De Caro (51) e Scarano (49).
I rinvii a giudizio sono relativi a maltrattamento e uccisione di animali ed è stato riconosciuto il vincolo associativo. Tra i legali, gli avvocati Vincenzo Garzaniti e Luca Procopio rappresentavano Ianda e Cassano.
L’avvocato Aurora Rosaria Loprete, legale di Leal tra le associazioni riconosciute parte civile nel procedimento, commenta l’esito di oggi: “È un passo fondamentale. Il rinvio a giudizio per maltrattamento e uccisione di animali, con riconoscimento del vincolo associativo, conferma la gravità dei fatti e la solidità delle prove raccolte.”

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28 Feb, 2026
Il 19 luglio 2025 si è aperto un capitolo doloroso per chi ha a cuore la libertà del selvatico. L’orsa JJ4, che tutto il mondo ha imparato a conoscere dopo essere stata accusata dell’uccisione del runner Andrea Papi nel 2023 e madre di tre cuccioli, ha lasciato le mura del Casteller per approdare all’Alternative Wolf and Bear Park nella Foresta Nera, in Germania.
Oggi l’hanno ribattezzata Luna e, come riportato lo scorso 25 febbraio da una toccante inchiesta de Il Dolomiti, cambiare nome non cancella il trauma. Per un animale nato libero, la cattività non è una salvezza: è un calvario lento e silenzioso.
JJ4 è vittima dell’uomo e di una gestione del territorio che ha fallito nel creare una coesistenza sicura. È vittima di chi l’ha rinchiusa per due anni in uno spazio angusto e di chi, oggi, la costringe a un adattamento difficilissimo. Gli esperti del parco tedesco sono stati categorici nelle loro dichiarazioni a Il Dolomiti:
“La cattività è peggio della morte per un animale selvatico. Ci auguriamo che il triste destino di Luna possa contribuire a risparmiare tali sofferenze ai futuri orsi.”
Queste parole non arrivano da attivisti “emotivi”, ma da chi da anni gestisce il recupero di animali traumatizzati. La sofferenza di Luna si manifesta in comportamenti che in natura non le apparterrebbero e in una fuga costante dal contatto umano.
C’è un dettaglio che commuove profondamente nel racconto della sua nuova vita in Germania: Luna ha trovato un’alleata in una ghiandaia. L’uccello emette segnali d’allarme quando si avvicinano gli esseri umani, permettendo all’orsa di nascondersi nel folto del bosco. Questo comportamento “elusivo” è la prova schiacciante della sua natura: JJ4 non è il mostro sanguinario descritto da qualcuno, ma un animale che teme l’uomo e cerca solo di essere lasciato in pace. Se oggi Luna è attiva quasi solo di notte e vive nel terrore di un avvistamento, è perché l’uomo ha distrutto il suo equilibrio naturale.
Come LEAL, ribadiamo che la reclusione, seppur in un’area più ampia rispetto al bunker del Casteller, rimane una sconfitta etica. La detenzione di Luna è il simbolo di una politica che preferisce “punire” l’animale piuttosto che educare i cittadini e mettere in sicurezza il territorio.
Mantenere un orso in cattività costa milioni di euro (solo l’area tedesca ha richiesto investimenti per circa 1 milione di euro, interamente a carico della fondazione tedesca) e una dose incalcolabile di sofferenza animale. La triste storia di Luna JJ4 deve essere l’ultima di questo genere. Mai più prigioni per chi è nato per correre tra le montagne.

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