16 Gen, 2018
15 gennaio 2018: terza udienza che ha visto imputati gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill (CFGH) che il 20 aprile 2013 occuparono gli stabulari del Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano e liberarono 400 topi ed un coniglio. Il processo intentato da Università degli Studi di Milano e Consiglio Nazionale delle Ricerche, Dipartimento di Neuroscienze, vede gli attivisti imputati dei reati di invasione di edificio pubblico, violenza privata e danneggiamento.
Sono stati sentiti tre testimoni del Pubblico Ministero: Gialuca Vago, anche all’epoca Rettore dell’Università degli Studi di Milano; il professore Mario Zoratti, direttore dell’Istituto di Neuroscienze con sede a Padova; e la professoressa Paola Viani, del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale Università degli studi di Milano. Il 26 marzo gli attivisti avranno la parola.
@bastavivisezione #stopvivisezione #abbattiamoilmurodisilenzio #apriognigabbia


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28 Apr, 2017


LEAL presente con altri attivisti davanti al Palazzo di Giustizia: insieme abbattiamo il muro di silenzio! Leal Lega Antivivisezionista presente al presidio di sostegno agli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill denunciati per i reati di occupazione di edificio pubblico, violenza privata e danneggiamento (di fatto nulla fu danneggiato, ma i ricercatori ritengono che col solo ingresso siano stati vanificati anni di ricerca).
L’evento di oggi è stato pacifico, silenzioso e partecipato. Il focus è stato puntato sulla campagna mediatica dell’hashtag lanciato la scorsa settimana e che in pochi giorni sta facendo il giro del Web: #ASSOLTIPERGIUSTACAUSA. L’udienza è stata rinviata al prossimo 30 ottobre. LEAL continuerà a sostenere e supportare gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill che con una coraggiosa disobbedienza civile hanno contribuito ad abbattere il muro di silenzio costruito da chi pratica la vivisezione.
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20 Apr, 2017
28 aprile dalle ore 09.00 alle ore 13.00: Palazzo di Giustizia di Milano, presidio in solidarietà alle attiviste e agli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill che il 20 aprile 2013 occuparono gli stabulari del Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano e svelarono l’insostenibile angoscia delle vite degli animali lì reclusi e infine liberarono 400 topi e un coniglio.
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Il 28 aprile si svolgerà la prima udienza del processo intentato da Università degli Studi di Milano e Consiglio Nazionale delle Ricerche, Dipartimento di Neuroscienze, che vede cinque attivisti imputati dei reati di invasione di edificio pubblico, violenza privata e danneggiamento. L’intenzione del Coordinamento Fermare Green Hill era proprio di riavviare la lotta contro la sperimentazione animale e adesso gli attivisti ne hanno ancora una volta la possibilità. Una opportunità per contarsi e per unire le forze grazie anche al sostegno di singoli cittadini e delle più importanti associazioni antivivisezioniste che saranno presenti al presidio a sostegno degli attivisti e della causa.
Un nota del Coordinamento Fermare Green Hill riporta: “Per noi e per chi ci sostiene è stata un’azione di disobbedienza civile, un atto di rottura che ha richiesto molta determinazione e molto coraggio perché coscienti che ci sarebbero state delle conseguenze penali. Denunciare pratiche di reclusione e tortura forzando le porte di quei luoghi dove ogni giorno avvengono questi crimini è ritenuto un atto illegale perché presuppone che si debbano infrangere delle leggi e il linguaggio giudiziario è piuttosto mistificatorio a riguardo. Là dove definisce violenza privata l’atto di essersi incatenati per il collo per bloccare l’accesso all’edificio, non riconosce che all’interno di quello stesso edificio vi fossero, e vi sono tuttora, migliaia di corpi imprigionati, ammassati in piccoli contenitori, costretti a movimenti frenetici e sempre uguali nel continuo tentativo di liberarsi, sottoposti a un dolore fisico e a una violenza psicologica intollerabili. Animali privati di ogni diritto a determinare la propria vita e a soddisfare le proprie esigenze. Per quei corpi non c’è alcuna protezione, la pratica della sperimentazione animale è legale ed è finanziata copiosamente attraverso sovvenzioni pubbliche e raccolte fondi come, per esempio, Telethon o AIRC che proprio al Dipartimento di Neuroscienze avevano riversato parte delle donazioni”.
→ Petizione change.org una firma per sostenere gli attivisti
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4 Apr, 2017



Il 28 aprile avrà inizio il processo contro cinque attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill per i reati dell’occupazione dello stabulario di Farmacologia dell’Università Statale di Milano. Era il 20 aprile 2013; per più di dieci ore gli attivisti rimasero dentro allo stabulario per mostrare l’ordinaria brutalità della sperimentazione animale. Uscirono immagini e informazioni che mai i ricercatori renderebbero pubbliche. Furono documentate le condizioni di vita degli animali “sacrificati” per la ricerca. Centinaia di persone risposero alla richiesta di sostegno degli attivisti in modo da dar vita ad un fondamentale presidio sotto l’edificio e 400 topi e un coniglio videro quel giorno la libertà.
Oggi chiediamo ancora il vostro supporto, perché quei cinque dovranno affrontare il processo. Rispondere dei reati di invasione di edificio pubblico, violenza privata (perché erano allucchettati per il collo impedendo l’accesso allo stabulario), danneggiamento (nulla è stato danneggiato ma i ricercatori ritengono che col solo ingresso siano stati vanificati anni di ricerca).
Il 28 aprile in aula diranno la verità: ovvero che rifarebbero mille volte quanto fatto. Perché vogliono giustizia per tutti coloro a cui quel giorno è stata negata la libertà e la vita, e per le migliaia di individui rinchiusi e “sacrificati” nei laboratori di tutto il mondo.
Il 28 aprile è una data storica per l’animalismo mondiale perché ricorre anche il quinto anniversario di quel bellissimo giorno a Montichiari passato alla storia, quando furono liberati decine di cani.
LEAL sostiene gli attivisti perché dire la verità significa informare e l’informazione è alla base di ogni cambiamento. Insieme dobbiamo continuare a combattere per abbattere il muro di silenzio che consente alla vivisezione di esistere. Condividiamo tutti.
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→ dentrofarmacologia.org
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