TRAGEDIA A NOCERA INFERIORE, MUORE UN CAVALLO: LEAL  DENUNCIA IL SINDACO PER MALTRATTAMENTO

TRAGEDIA A NOCERA INFERIORE, MUORE UN CAVALLO: LEAL DENUNCIA IL SINDACO PER MALTRATTAMENTO

La “Cavalcata dei Re Magi” del 5 gennaio si è trasformata in tragedia. Un cavallo da traino è scivolato rovinosamente sul selciato di via Atzori mentre procedeva verso la Cattedrale, accasciandosi al suolo davanti ai presenti. Nonostante i soccorsi, l’animale è deceduto poco dopo, vittima di un contesto urbano totalmente inadatto alle esigenze fisiologiche e alla sicurezza di un equino.

LEAL annuncia che il proprio ufficio legale sta predisponendo la denuncia nei confronti del sindaco di Nocera Inferiore Paolo De Maio. L’accusa riguarda la mancata sospensione di una manifestazione svoltasi su un terreno palesemente insidioso: la pavimentazione scivolosa e l’asfalto cittadino rappresentano un pericolo strutturale che le autorità avrebbero dovuto prevedere e prevenire.

Roberto Brognano, responsabile Maltrattamento e Randagismo LEAL, dichiara:

“La morte di questo cavallo non è una fatalità, ma la diretta conseguenza dell’impiego di animali in contesti degradanti e rischiosi. È inaccettabile che il Sindaco, responsabile del benessere animale sul territorio, abbia permesso lo svolgimento della sfilata nonostante l’evidente pericolosità del selciato, che ha reso il percorso una trappola mortale. Chiediamo che venga fatta luce sulle autorizzazioni e sul rispetto delle norme di sicurezza: questo è maltrattamento legalizzato. Gli animali non sono oggetti di scena da sacrificare per il folklore.”

L’ennesimo dramma di Nocera Inferiore evidenzia l’assurdità di sfruttare esseri senzienti in rievocazioni storiche caratterizzate da controlli carenti, folle assiepate e percorsi urbani ostili. Equini e altri animali subiscono uno stress insostenibile in sagre, palii e sfilate, sommandolo a una vita già segnata dallo sfruttamento.

Gian Marco Prampolini, presidente LEAL sottolinea: “Chiediamo al Comune di Nocera Inferiore e alla Regione Campania un segnale di civiltà immediato per evitare che simili barbarie si ripetano. Sollecitiamo la sostituzione di queste pratiche con alternative etiche, carri meccanici o tecnologie moderne. Come associazione intendiamo attivarci per ottenere un intervento legislativo nazionale per il divieto totale di utilizzo di animali vivi in eventi pubblici e tradizioni popolari”.


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CAMPAGNA E VADEMECUM LEAL “NO AI BOTTI” DI CAPODANNO: L’INCUBO DEI 150 DECIBEL CHE TERRORIZZA GLI ANIMALI

CAMPAGNA E VADEMECUM LEAL “NO AI BOTTI” DI CAPODANNO: L’INCUBO DEI 150 DECIBEL CHE TERRORIZZA GLI ANIMALI

Anche quest’anno l’eco dei brindisi e degli auguri si scontrerà ancora una volta con l’onda d’urto del terrore per gli animali domestici e selvatici.
Mentre tutti si preparano a salutare il nuovo anno, LEAL riprende la campagna social “NO AI BOTTI” per incoraggiare una celebrazione etica e responsabile. Per non trasformare una tradizione in una notte di agonia per migliaia di esseri viventi, domestici e selvatici, una vera e propria strage silenziosa a colpi di decibel.
“Non è più accettabile giustificare l’esplosione incontrollata di petardi e fuochi d’artificio come un innocuo folklore. Ogni anno, i dati post-Capodanno parlano di un bollettino di guerra per gli animali, fatto di infarti fatali, fughe disperate e traumi gravissimi,” dichiara Roberto Brognano, responsabile Maltrattamento e Randagismo di LEAL. “È tempo di scegliere la civiltà al rumore assordante. Per questo, l’appello alle Istituzioni è chiaro: servono con urgenza ordinanze anti-botti totali e non derogabili, supportate da controlli e sanzioni severe per i trasgressori.”
Gli animali, con un udito infinitamente più sviluppato di quello umano, vivono l’impatto dei botti come un trauma estremo. La conseguenza diretta di questo stress acustico e visivo è drammatica:
La paura improvvisa innesca una tachicardia estrema che, specialmente in soggetti anziani, cardiopatici o fobici, può condurre a un arresto cardiocircolatorio e alla morte.
Il panico spinge centinaia di cani e gatti a fuggire precipitosamente. Si stima che solo lo scorso anno, centinaia di animali domestici si sono allontanati dalle loro case, finendo spesso vittime di investimenti stradali o perdendosi per sempre.
Il disperato tentativo di nascondersi può causare ferite (fratture, lesioni) in casa o in giardino, innescando fobie e disturbi comportamentali a lungo termine.
L’impatto distruttivo non risparmia la fauna selvatica. I centri urbani si trasformano in trappole mortali:
I forti rumori li disorientano, spingendoli a volare nel panico a bassa quota, dove si schiantano fatalmente contro palazzi, cavi elettrici e veicoli. Migliaia di uccelli muoiono all’istante per traumi ed emorragie interne.
Anche i selvatici urbani (tassi, ricci, scoiattoli) vengono bruscamente svegliati dal letargo, esponendosi al rischio di ipotermia o predazione. Gli animali rinchiusi negli allevamenti vivono il terrore con conseguenze che includono interruzioni di gravidanza e auto-ferimenti da panico collettivo.
LEAL ribadisce che la prevenzione più efficace è la scelta responsabile che eviterebbe anche tanti gravi incidenti umani. È fondamentale che Comuni e cittadini preferiscano spettacoli pirotecnici silenziosi o alternative luminose a basso impatto acustico, dimostrando un rispetto etico che non penalizzi il clima di festa.
VADEMECUM LEAL: 7 REGOLE CHE POSSONO SALVARE GLI ANIMALI DOMESTICI DALLA PAURA DEI BOTTI
Tieni sempre l’animale all’interno dell’abitazione.
Chiudi finestre, persiane e tapparelle per attutire al massimo i suoni e i lampi di luce.
Lascia la sua cuccia in un luogo confortevole e il più isolato possibile.
Sii una presenza calma e rassicurante: il tuo supporto è fondamentale.
Usa musica rilassante o la televisione a volume moderato per coprire il rumore esterno.
Quando lo porti fuori, usa sempre guinzagli anti-sfilamento o a doppia clip, anche nei giorni ” શાંતilli”, poiché i botti improvvisi possono verificarsi ovunque.
Oltre al microchip (obbligatorio per legge), assicurati che abbia la medaglietta ben leggibile con i tuoi contatti aggiornati.




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LEAL: ORRORE A LATINA UCCIDONO UN GATTO DOPO AVERLO CATTURATO CON GABBIA-TRAPPOLA NON AUTORIZZATA

LEAL: ORRORE A LATINA UCCIDONO UN GATTO DOPO AVERLO CATTURATO CON GABBIA-TRAPPOLA NON AUTORIZZATA

LEAL apprende da una nota diffusa dalla Polizia di Stato di Latina in data 31 ottobre di un grave episodio di maltrattamento animale avvenuto nella mattinata di ieri. Una segnalazione di colpi d’arma da fuoco e il lamento di un animale hanno fatto scattare l’intervento immediato delle forze dell’ordine.

Un gatto è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dopo essere stato catturato con una gabbia-trappola non autorizzata. Le indagini hanno permesso di individuare e denunciare i responsabili, padre e figlio, per il reato di uccisione di animali con crudeltà e senza necessità, in violazione dell’articolo 544-ter del Codice Penale, nonché per eventuali illeciti connessi all’uso improprio di attrezzature per la cattura.

L’intervento tempestivo degli agenti ha permesso di individuare i responsabili di questo gravissimo episodio di maltrattamento animale. LEAL sta valutando di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario che seguirà.

LEAL incoraggia da sempre la cittadinanza a segnalare e denunciare episodi di violenza, maltrattamento e trascuratezza nei confronti degli animali. La collaborazione con le autorità è imprescindibile per garantire il rispetto e l’applicazione della legge.


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LEAL CONDANNA L’ABBATTIMENTO DI NUTRIE E ANIMALI SELVATICI IN PROVINCIA DI ASTI:  “UN ATTO FUORI DA OGNI SENSO”

LEAL CONDANNA L’ABBATTIMENTO DI NUTRIE E ANIMALI SELVATICI IN PROVINCIA DI ASTI: “UN ATTO FUORI DA OGNI SENSO”

La recente decisione della Provincia di Asti di autorizzare il controllo con arma da fuoco su diverse specie animali, tra cui nutrie, cinghiali, caprioli e piccioni avviene dopo un censimento ufficiale che ha rilevato migliaia di esemplari:7.899 cinghiali, 568 caprioli e un numero considerevole di nutrie e corvidi, il settore caccia della Provincia ha avviato piani di contenimento che prevedono l’utilizzo di armi da fuoco da parte di chi possiede porto d’armi e ha frequentato corso provinciale dedicato.
Roberto Brognano, responsabile LEAL Maltrattamento e Randagismo ribadisce: “Uccidere solo questo è nelle logiche umane. Come si può comprendere questa totale assuefazione di morte? Tutto questo è inaccettabile.”
La scelta di risolvere questioni di gestione della fauna selvatica con l’abbattimento sistematico non tiene conto delle alternative etiche e sostenibili, come la convivenza, metodi di allontanamento non violenti e la prevenzione del conflitto uomo-animale tramite interventi mirati di tutela ambientale.
LEAL rilancia l’invito alle istituzioni a ripensare questi provvedimenti e a promuovere una cultura di rispetto verso tutte le forme di vita, denunciando con fermezza la banalizzazione della morte e l’inarrestabile crescita di una mentalità basata sulla violenza come soluzione.
Intanto Provincia di Asti, invece, prosegue nella sua linea dura, organizzando anche serate informative per abilitare al “tiro al nutria” legittimato dall’ottenimento del permesso di abbattimento.
LEAL si riserva azioni legali e propone di adottare modelli di gestione faunistica che rispettino l’equilibrio naturale.


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LEAL DENUNCIA FORMALMENTE L’UOMO CHE HA LASCIATO MORIRE IL CANE CHIUSO IN BOX

LEAL DENUNCIA FORMALMENTE L’UOMO CHE HA LASCIATO MORIRE IL CANE CHIUSO IN BOX

LEAL affida ai propri legali la denuncia nei confronti dell’uomo, attualmente indagato per il letale abbandono del suo giovane pitbull di nome Diego. L’animale era rimasto rinchiuso in un box, dove pare vivesse abitualmente confinato, solo per giorni e in condizioni estreme, fino alla sua tragica morte.
Il proprietario, residente a Fabbrico (Reggio Emilia), si trovava da giorni fuori provincia per una vacanza. Ha cercato di giustificarsi affermando di aver affidato a un conoscente il compito di occuparsi del cane, incaricandolo di portargli cibo e acqua. Il risultato è che il cane è morto di caldo, di sete e di fame. Le indagini sono in corso.
Roberto Brognano, responsabile LEAL Maltrattamento e Randagismo, sottolinea che l’associazione intende agire affinché questi vergognosi esempi di crudele negligenza e inciviltà non si ripetano, anche grazie alla sorveglianza e alla denuncia della collettività, che ha il dovere di proteggere i più deboli.



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