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Ieri 14 giugno la Giunta Zingaretti della Regione Lazio ha firmato il piano regionale per il contenimento della peste suina africana che prevede, a conti fatti, un piano triennale per l’abbattimento di due terzi di cinghiali in tre anni ovvero 50 mila esemplari dei 75 mila stimati ad oggi. Una decisione politica che può essere popolare solo tra i cacciatori e tra i pochi cittadini vittime di una comunicazione che ha da sempre mirato a rendere, laddove possibile, la cittadinanza fobica nei confronti di questi animali.

Riportiamo uno stralcio del parere di Ispra che sottolinea l’importanza di sospendere qualsiasi tipo di attività venatoria in caso di Peste Suina.

“Perché è importante sospendere qualsiasi tipo di attività venatoria nella zona infetta da Peste suina africana? Perché si tratta di attività che comportano un duplice rischio: la movimentazione di cinghiali potenzialmente infetti sul territorio, soprattutto conseguente al ricorso di tecniche che utilizzano i cani, e la diffusione involontaria del virus attraverso calzature, indumenti, attrezzature e veicoli.

La comparsa della Peste suina africana è dovuta alle elevate densità di cinghiale? No, la comparsa del virus è totalmente indipendente dalle densità di cinghiale. Le popolazioni di cinghiale infette più vicine all’Italia vivono a diverse centinaia di km di distanza. La comparsa dell’infezione nel cinghiale in Piemonte e Liguria è sicuramente dovuta all’inconsapevole introduzione del virus da parte dell’uomo.

L’elevata densità del cinghiale favorisce la persistenza del virus? La densità del cinghiale non ha effetti significativi sulla persistenza in natura della Peste suina africana. La notevole resistenza del virus nell’ambiente fa sì che la malattia continui a circolare per anni, anche in popolazioni di cinghiale a densità bassissime (es. circa 0,5/km2)”.

LEAL ritiene interessante la soluzione delle sterilizzazioni proposta dal bando del Ministero della Salute se GonaCon, l’immuno-contraccettivo sperimentale prescelto, funzionasse e avesse stanziamenti adeguati e assicurati.

Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL sottolinea: “Ancora una volta come quella che viene definita dalla politica invasione di cinghiali è un termine d’effetto che tende a deviare l’attenzione dalla causa dei selvatici in città ovvero il problema della gestione dei rifiuti. Troppe zone della capitale sono di fatto una discarica a cielo aperto che trasforma le strade in un irresistibile self service per i cinghiali e per la fauna selvatica. Evidentemente la Giunta Zingaretti preferisce i rifiuti in mezzo alle strade di Roma a rischio continuo di una emergenza sanitario per la cittadinanza ad una raccolta dei rifiuti sistematica e organizzata che risolverebbe tutti i problemi alla radice”.

LEAL INCODIZIONATAMENTE DALLA PARTE DEGLI ANIMALI

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