10 Feb, 2026
Il percorso verso la giustizia per l’uccisione dell’Orsa Amarena riparte ufficialmente. Dopo il brusco arresto avvenuto a causa di un vizio di forma, la Procura della Repubblica di Avezzano ha emesso un nuovo decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Andrea Leombruni, fissando la nuova udienza predibattimentale per il 28 aprile 2026 alle ore 10:00 presso il Tribunale di Avezzano.
La necessità di questo nuovo atto nasce da una precedente battuta d’arresto presso il medesimo Tribunale. Durante la prima fase dibattimentale, il giudice aveva dovuto dichiarare la nullità del precedente decreto poiché mancava l’avvertimento obbligatorio per l’imputato sulla possibilità di richiedere l’istituto della messa alla prova. Tale omissione procedurale aveva invalidato l’intera fase introduttiva, costringendo la Procura a un integrale riavvio degli atti e imponendo alle parti offese di ricominciare l’iter da capo.
LEAL, difesa nel procedimento dall’avvocato Aurora Rosaria Loprete, accoglie con favore la rinnovata citazione a giudizio, rilevando come l’impianto accusatorio formulato dal Pubblico Ministero, Dott. Maurizio Maria Cerrato, resti immutato nella sua fermezza e rifletta la piena gravità dei fatti contestati.
Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL, dichiara: “Il prossimo 28 aprile 2026 saremo nuovamente in aula come parte offesa per assicurarci che la morte di Amarena non resti impunita. Nonostante il rallentamento processuale dovuto a un errore burocratico, la nostra determinazione resta massima affinché venga fatta piena luce sulla condotta dell’imputato e venga applicata una pena esemplare, proporzionata alla gravità dell’illecito commesso”.
foto G.Mancone

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9 Feb, 2026
15 febbraio alle ore 11 Rieti. Piazza Bachelet – presidio contro l’allevamento lager di Ponzano Romano
LEAL conferma la propria mobilitazione per i circa 300 husky di Ponzano Romano e sarà in prima linea al presidio di Rieti per rompere il muro di silenzio che avvolge questa vicenda.
La storia di questi animali, attualmente ancora sotto sequestro, è segnata da un’odissea burocratica e giudiziaria complessa: dopo il primo sequestro avvenuto nel luglio 2021 e un ulteriore provvedimento nel febbraio 2025, i cani si trovano ancora confinati nella struttura.
Ad oggi non sono stati resi noti i verbali né lo stato effettivo di salute e detenzione degli animali dopo l’ispezione effettuata lo scorso 27 gennaio 2026 dalle Forze dell’Ordine e dalle Guardie Zoofile Noarsa.
Non possiamo accettare che dopo tanti anni ancora non si conoscano le reali condizioni di questi cani; per questo chiediamo risposte chiare.
L’obiettivo del presidio davanti alla Procura di Rieti è mantenere alta l’attenzione mediatica e istituzionale per evitare che questa vicenda finisca nell’oblio.
LEAL, che già nel settembre 2025 aveva denunciato il proprietario e promosso un presidio a Ponzano Romano con il senatore Manfredi Potenti, aderisce all’iniziativa organizzata dal Collettivo Voce Animale.
Con il collettivo Voce Animale e LEAL saranno presenti le sigle: Animal Liberation, Aida&A OdV, Animalinsieme Onlus, OIPA, LNDC Animal Protection e numerosi attivisti e cittadini.
Testimonial dell’iniziativa: Grazia Di Michele, Daniela Poggi, Loredana Cannata, Daniela Martani.
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9 Feb, 2026
Si è tenuta oggi, presso il Tribunale di Trento, l’udienza predibattimentale per l’uccisione dell’orsa F36. Nel corso della seduta, i due cacciatori imputati hanno formalizzato la richiesta di accesso al giudizio abbreviato condizionato.
Contestualmente, sono state depositate le costituzioni delle parti civili. Tra queste, LEAL che ribadisce il proprio ruolo determinante: l’imputazione dei due soggetti per concorso in uccisione di animale (artt. 110 e 544-bis c.p.) scaturita proprio dall’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dai legali dell’associazione.
L’orsa F36 era stata rinvenuta senza vita il 27 settembre 2023 in Val di Bondone. Le indagini, supportate da rilievi balistici e dati telefonici, hanno accertato che l’animale fu ucciso il 24 settembre da un colpo di fucile sparato da un appostamento di caccia a 600 metri di distanza, mentre si trovava in stato di totale inoffensività.
A riguardo, l’Avvocato Aurora Rosaria Loprete ha dichiarato:
“L’odierna richiesta di rito abbreviato conferma la solidità del quadro accusatorio che abbiamo contribuito a delineare. La nostra opposizione all’archiviazione ha impedito che questo atto di bracconaggio rimanesse impunito. La vigilanza resterà massima in vista dell’udienza di aprile, affinché la scelta di un rito speciale non pregiudichi il pieno accertamento della verità e il giusto riconoscimento delle parti civili danneggiate da questo efferato crimine”.
Il Giudice, preso atto delle istanze e dei depositi, ha disposto il rinvio al prossimo 20 aprile.

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8 Feb, 2026
Sabato 7 febbraio ha avuto luogo una camminata pacifica che ha riunito centinaia di cittadini e associazioni animaliste per Nina, simbolo dei diritti animali traditi da una controversa decisione giudiziaria. L’evento ha tenuto alta l’attenzione su un caso che indigna oltre i confini regionali.
Il corteo organizzato per Nina ha intercettato un’ondata di solidarietà e la comunità che si batte per lei non arretra di un centimetro.
LEAL, grazie alla responsabile della sezione di Trieste Luciana Puric, ha seguito la vicenda sin dal primo momento, creando un gruppo coeso tra le associazioni del territorio. Alla manifestazione hanno aderito oltre 35 associazioni animaliste del Friuli-Venezia Giulia, delle regioni limitrofe e a livello nazionale; tutti chiedono che Nina venga restituita alla famiglia che l’ha accolta dopo l’allontanamento del dicembre 2024 da una famiglia della provincia di Gorizia per presunti maltrattamenti.
Nina era stata affidata prima a un privato e poi a un canile su decisione del Tribunale, ma recentemente la Procura ha disposto il riaffidamento ai precedenti detentori. Presente l’onorevole Walter Rizzetto, il quale ha annunciato che ripresenterà una seconda interrogazione al ministro Nordio.
Obiettivo della manifestazione: controlli immediati sulla famiglia indagata e riforme per tutelare gli animali nei procedimenti giudiziari. Una mobilitazione civile e trasversale per la giustizia, ripresa anche dai TG e dai media locali e nazionali.
Il servizio su Nina del Tgr Rai Friuli Venezia Giulia dell’8 febbraio delle ore 14.00 a partire dal minuto 3.30 al link:
https://rb.gy/92318u

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8 Feb, 2026
Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 9, presso il Tribunale di Trento, si terrà l’udienza predibattimentale relativa all’uccisione dell’orsa F36. LEAL, che ha già depositato l’atto di costituzione di parte civile, sarà presente in aula e sottolinea il proprio ruolo decisivo: è stata l’opposizione alla richiesta di archiviazione, presentata dal legale dell’associazione Avvocato Aurora Loprete, a determinare l’imputazione dei due cacciatori. I due soggetti dovranno rispondere di concorso in uccisione di animale per crudeltà o senza necessità (artt. 110 e 544-bis c.p.).
F36 fu trovata morta il 27 settembre 2023 in Val di Bondone, uccisa da un colpo di fucile sparato da un appostamento di caccia a circa 600 metri di distanza. Le indagini dei Forestali trentini, supportate dalle analisi dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (che hanno rinvenuto tracce di piombo sul corpo), hanno confermato l’uccisione dell’animale per mano umana. I dati dei cellulari e le denunce di uscita venatoria degli indagati li collocavano nell’area proprio il 24 settembre, data presunta della morte. L’uccisione è avvenuta senza alcuno stato di necessità: l’orsa non si trovava in posizione di attacco e non era abbattibile legalmente.
F36 era stata condannata a morte dal Presidente Fugatti per aver seguito due escursionisti senza alcun contatto fisico. Grazie all’intervento di LEAL, il TAR di Trento aveva sospeso l’ordinanza di abbattimento emessa dalla Provincia. Nonostante ciò, l’amministrazione aveva risposto con un nuovo provvedimento per la cattura e la detenzione a vita. Senza la nostra opposizione alla richiesta di archiviazione, pronta e circostanziata, il GIP non avrebbe ordinato al PM di procedere con l’imputazione coatta.
Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL commenta: “Accogliamo con soddisfazione questo passo avanti giudiziario nei confronti di chi uccide animali selvatici. L’udienza di lunedì segnerà l’inizio di un processo che vedrà l’associazione in prima linea per la giustizia, il rispetto della vita animale e la tutela della biodiversità.”.

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